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Acqua alta a Venezia, danni incalcolabili e disagi. Conte: “Situazione drammatica”

(Teleborsa) – Allerta massima a Venezia letteralmente messa in ginocchio da un’acqua alta da record di 187 centimetri, seconda soltanto ai 194 centimetri raggiunti con l’alluvione del 1966. Da ore ormai, la città è prigioniera di una marea prepotente che crea paura e disagi tra la popolazione. Un disastro con danni incalcolabili. “Parliamo di centinaia di migliaia di euro”, ha detto il sindaco Luigi Brugnaro che ha voluto anche ringraziare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che segue la vicenda con la massima attenzione.

Intanto, il Premier Giuseppe Conte è arrivato a Venezia dopo le 18.00, dove è in programma una riunione tecnica nella Centrale operativa comunale. Accompagnato dal Ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, Conte incontrerà il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il comandante dei vigili del fuoco Fabio Dattilo e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

Proprio il Presidente della Regione del Veneto, Zaia, ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, la formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale”. Nella richiesta, inviata a mezzo di posta certificata, il Governatore fa riferimento al disastro accaduto a Venezia e ai gravi danni subiti anche da altre parti del territorio. Augurandosi una pronta risposta dal Governo, Zaia chiede anche “un primo sostanziale sostegno economico per le prime spese”; e “un successivo sostegno economico stante la difficoltà delle Amministrazioni Locali e della stessa Regione a fronteggiare la situazione con misure finanziarie ordinarie, al fine di assicurare le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite, attuare gli interventi indifferibili e urgenti necessari a garantire la pubblica incolumità, ripristinare i danni subiti dal patrimonio pubblico e privato, e per la ripresa delle normali condizioni di vita della popolazione”.

Sullo sfondo, si sono riaccese le polemiche sul Mose, la complessa opera ingegneristica – costata ad oggi più di 5 miliardi – studiata per scongiurare gli allagamenti durante l’alta marea. Nonostante i lavori per la realizzazione siano cominciati nel 2003, sotto la presidenza del Consiglio Berlusconi, il Mose (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) non è stato ancora ultimato. Nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, il concessionario per la costruzione, la consegna definitiva è stata fissata al 31 dicembre 2021.


Fonte: https://quifinanza.it/finanza/feed/

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