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Il costo (alto) della burocrazia per le aziende italiane: 57 miliardi spesi

Le aziende italiane spendono ben 57 miliardi all’anno per la burocrazia e i rapporti con la pubblica amministrazione. È quello che rileva l’ufficio studi della CGIA di Mestre. Secondo l’ente, da risorsa la P.A. si sta trasformando in un vero problema per il paese. Resta inoltre alto il debito commerciale della pubblica amministrazione nei confronti dei propri fornitori: ben 53 miliardi di euro.

Non ci sarebbero solo pagamenti in ritardo, ma la parte pubblica non versa l’Iva al fornitore. Ciò fa in modo che le aziende che lavorano con il settore pubblico oltre a subire ritardi nei pagamenti, scontano anche il mancato versamento dell’IVA che si traduce in una riduzione di liquidità. L’ente di ricerca indica questo comportamento come una delle cause della crisi finanziaria in cui versano le aziende italiane.  È una situazione che non è destinata a migliorare: solo nei giorni scorsi, la stessa CGIA aveva rilevato come nuove disposizioni di legge costeranno alle PMI ben 3,2 miliardi.

Ad ogni modo, la CGIA tende a rilevare anche aspetti positivi della pubblica amministrazione. Tra queste vengono elencati il servizio sanitario nelle regioni centro settentrionali, il livello di insegnamento e di professionalità in molte scuole superiori, enti di ricerca e università, e la qualità del servizio svolto dalle forze dell’ordine. Tuttavia rimangono molte zone d’ombra caratterizzate da inefficienze, le stesse che fanno perdere la fiducia degli italiani. Il cattivo funzionamento della burocrazia e del settore pubblico infatti frena l’economia e inasprisce i rapporti con i cittadini che perdono progressivamente fiducia nei servizi statali. La Cgia rileva infatti che il grado di fiducia e soddisfazione degli italiani è tra i più bassi d’Europa.

Rielaborando i dati dell’indagine Ocse “Government at a Glance 2019”, la CGIA ha riscontrato come gli italiani siano decisamente critici verso i settori del pubblico impiego.

Ad esempio sulla giustizia, solo il 31% degli italiani intervistati dichiara di avere fiducia nel nostro sistema giudiziario. Si tratta di uno dei valori più bassi tra i 23 paesi europei coinvolti nell’indagine dell’Ocse, tanto che l’Italia è 21° in questa classifica, con una perdita di fiducia di 8 punti percentuali rispetto al 2007, anno in cui questo valore si attestava al 39%. Guida questa classifica la Danimarca, dove l’87% degli intervistati dichiara di avere fiducia nella giustizia, mentre la media europea è del 56%.

Non va meglio per quanto riguarda l’assistenza sanitaria: anche in questo caso si registra un calo della fiducia: solo il 49% degli italiani si dice soddisfatto, con un calo di 7 punti percentuali rispetto al 2007. In confronto agli altri 23 paesi europei coinvolti, l’Italia è 20° nella classifica guidata dai Paesi Bassi, dove il 90% dei cittadini è entusiasta dell’assistenza sanitaria, mentre la media europea è del 68%. Dati in linea con quanto rilevato dall’ultimi rapporto PIT Salute sulle criticità del Sistema Sanitario Nazionale.

Va un po’ meglio per il sistema scuola. In questo caso il 58% degli italiani si dice soddisfatto del mondo scolastico, ma è un dato inferiore alla media europea del 67% e che colloca l’Italia in 18° posizione nella classifica guidata dalla Danimarca, dove l’84% dei cittadini elogia il sistema scolastico del proprio paese.

Infine, gli italiani apprezzano il lavoro delle forze dell’ordine: il 75% dichiara di avere fiducia nella polizia locale. Tuttavia, anche in questo caso il dato italiano è inferiore alla media europea pari al 78%, e l’Italia è 15° nella classifica dei 23 paesi europei indagati dall’Ocse. In questo caso in testa c’è l’Austria dove l’89% dei cittadini intervistati dichiara di avere fiducia nella gestione della sicurezza.


Fonte: https://quifinanza.it/finanza/feed/


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