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Ucraina, sabotaggio Nord Stream: nuova pista su gruppo filo ucraino, nessuna prova su coinvolgimento di Kiev

(Teleborsa) – Secondo quanto riportato dal New York Times ci sarebbero nuove informazioni di intelligence esaminate dagli Stati Uniti che indicherebbero che il sabotaggio del gasdotto Nord Stream dello scorso anno sarebbe stato compiuto da un gruppo filo ucraino. Secondo i funzionari Usa, non ci sarebbero invece le prove di un coinvolgimento nell’operazione del presidente Volodymyr Zelensky o del suo Stato Maggiore, né che gli autori del sabotaggio abbiano agito su indicazione del governo ucraino.

Una portavoce del governo tedesco ha fatto sapere che Berlino ha “preso atto” di quanto riferito dal New York Times in merito al sabotaggio del gasdotto Nord Stream, sottolineando che le indagini sulle esplosioni sono ancora in corso. Inoltre ha portavoce ha ricordato che indagini sulle esplosioni sono in corso anche in Svezia e in Danimarca, “ciascuna sotto l’egida delle autorità nazionali”. Pochi giorni fa, Svezia, Danimarca e Germania hanno informato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che le indagini sono in corso e che non ci sono ancora dei risultati.

Secondo le indagini degli inquirenti, citate dalla testata tedesca Tagesschau, il sabotaggio clandestino sarebbe stato compiuto con l’aiuto di uno yacht noleggiato da una società con sede in Polonia, apparentemente a due cittadini ucraini. L’operazione segreta in mare sarebbe stata condotta da una squadra di sei persone: cinque uomini e una donna. Il gruppo sarebbe stato composto da un capitano, due sommozzatori, due assistenti subacquei e una dottoressa, che avrebbero trasportato gli esplosivi e li avrebbero piazzati. La nazionalità dei responsabili non è sembra comunque chiara. Il gruppo avrebbe utilizzato passaporti falsi, che sarebbero stati usati, tra l’altro, per noleggiare la barca.

Un servizio di intelligence occidentale avrebbe trasmesso già in autunno ai servizi partner europei l’ipotesi che responsabile del sabotaggio del Nord Stream fosse stato un commando ucraino. In seguito, ci sarebbero state ulteriori indicazioni di intelligence che suggerivano la responsabilità di un gruppo filo-ucraino. Come ha spiegato Tagesschau, nonostante la pista porti in Ucraina, non verrebbe esclusa l’ipotesi di un’operazione “false flag”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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