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PA sempre più “green”, ma sostenibilità ambientale ancora insufficiente

(Teleborsa) – Da un po’ di tempo a questa parte, la parola “green” è diventata di uso comune nel nostro vocabolario, declinabile sotto tanti aspetti e in più di un settore.

Il settore pubblico, ad esempio, è fondamentale perchè l’Italia possa raggiungere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. E la PA sta facendo passi avanti: crescono gli “acquisti verdi”, si intensificano gli investimenti per riqualificare il patrimonio immobiliare, c’è una buona adesione alla campagna “plastic free” e in generale migliorano i comportamenti individuali negli uffici, ma la PA italiana non raggiunge ancora la sufficienza nella sostenibilità ambientale: secondo gli stessi dipendenti pubblici il voto medio alle strategie e politiche di sostenibilità della propria amministrazione e’ “5 meno” (in una scala da 1 a 10) e oltre il 50% le ritiene inadeguate.

Lo rivela la seconda edizione dell’indagine “Green PA: pratiche di consumo sostenibile a lavoro”, realizzata da FPA, società del Gruppo Digital360, che tra il 2017 e il 2019 ha indagato le scelte di consumo di 1200 dipendenti pubblici alla luce dei principali dati su spesa, consumi e investimenti per risparmio energetico, lotta ai cambiamenti climatici e inquinamento. Una ricerca presentata in vista di FORUM PA 2019, la trentesima edizione della manifestazione dedicata all’innovazione e alla sostenibilità nella Pubblica Amministrazione in programma dal 14 al 16 maggio al Roma Convention Center “La Nuvola”, il cui filo conduttore sarà la “PA che crea valore pubblico”, volano per lo sviluppo sostenibile del Paese.

CONSAPEVOLEZZA FA RIMA CON GREEN – “I risultati dell’analisi evidenziano, rispetto alla rilevazione di due anni fa, una PA più “green”, i cui passi avanti sono scanditi dagli obblighi assunti in Europa e negli accordi internazionali, ma spinti anche da una maggiore consapevolezza delle persone – commenta Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA -.

Cresce la percentuale dei dipendenti pubblici che ritengono il proprio stile di consumo a lavoro più che sostenibile: il 36,9% (+5,5% rispetto al 2017). La maggioranza però – il 43,1% – ritiene i comportamenti “abbastanza” sostenibili e il 20% si percepisce come “insostenibile”. In generale, migliorano tutti i comportamenti analizzati.

BUONE ABITUDINI – Sono ormai abitudini consolidate spegnere le luci quando si va via la sera dagli uffici (lo fa il 93,6% dei dipendenti), stampare fronte-retro (94,5%) e riutilizzare la carta per bozze e appunti (88,3%). I dipendenti pubblici hanno smesso di stampare le email, sono attenti a rileggere e fare correzioni ai documenti prima di stamparli e non lasciano i caricabatterie nelle prese (77,2%). Una percentuale tra il 60% e il 70% è attento a ridurre la produzione di rifiuti e riutilizzare buste, carta e scatole, a utilizzare luce naturale quando è possibile e a evitare dispersioni di calore aprendo porte e finestre in locali climatizzati. Però serve più attenzione nell’uso del PC: la maggior parte non adotta accorgimenti anti-spreco (solo il 32,5% lo spegne quando si assenta dall’ufficio per più di 20 minuti) e solo il 44,5% spegne il condizionatore nella pausa pranzo.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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