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    Scuola, Bianchi: ritorno a scuola in zona rossa è un segno di fiducia nel Paese

    (Teleborsa) – Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha dichiarato che il ritorno a scuola dei bambini anche in zona rossa “è un grande segno di fiducia nel Paese”. Ai microfoni del Tg3 il ministro ha aggiunto che si sta lavorando affinché ciò sia possibile anche per i ragazzi più grandi che ora svolgono in presenza solo il 50% dell’attività didattica in zona arancione.”La scuola è sicura, ma non è sotto una campana di vetro – ha sottolineato Bianchi – Quindi quel grado di responsabilità che tutti dobbiamo avere, non deve essere soltanto dentro la scuola, ma deve essere dappertutto, fuori e dentro questa grande comunità”. L’invito agli studenti è quello di fidarsi degli insegnanti, anche in merito alla possibilità di essere bocciati: “li conoscono, li hanno seguiti per tutto l’anno, sanno benissimo le condizioni di difficoltà, ma sanno anche che bisogna dare loro un percorso di recupero che è anche un percorso di condivisione, e quindi di fiducia nella scuola”.”Il governo ha stanziato 150 milioni che abbiamo già dato alle scuole, questo serve per rafforzare quelle regole che tutti sappiamo: le mascherine, il gel, il distanziamento, ma anche per quelle iniziative di supporto psicologico che sono fondamentali dopo un periodo così lungo e anche così difficile”, ha concluso. LEGGI TUTTO

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    Scuole aperte in estate, ANIEF: “Necessario inquadrare personale scolastico”

    (Teleborsa) – “Dall’alleanza scuola-territorio, l’offerta formativa non può che rafforzarsi. Per il personale scolastico è bene ricordare che il coinvolgimento in attività da considerare aggiuntive va sempre e comunque considerata una pratica volontaria e da inquadrare contrattualmente con un compenso ulteriore”. È quanto sottolinea l’Anief in una nota prendendo atto della volontà di affidare anche a enti esterni alla scuola il recupero della socialità degli alunni e di una parte delle conoscenze non acquisite per via del Covid-19. Come ha annunciato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi prende, infatti, forma la modalità di recupero estivo per gli studenti secondo quanto previsto dal testo del Decreto sostegni. “Noi abbiamo deciso di dare alla scuola 150 milioni per permettere a giugno di organizzare l’orientamento e il recupero degli alunni. Lo faremo con i Comuni, con le Province, nell’ambito di quel patto di comunità che abbiamo già predisposto l’anno scorso” ha affermato Bianchi. Secondo quanto fatto intendere dal ministro si tratterà dunque, – rileva l’Anief – “dell’attivazione di interventi di potenziamento attraverso centri estivi diurni, servizio socioeducativi territoriali centri con funzione educativa e ricreativa. Gli interventi avverranno all’interno del patto di continuità che ha visto interventi attuati dai singoli Comuni anche in collaborazione con enti pubblici e con enti privati”.”Si dovrebbe inquadrare il personale sulla scia di avvenuto a settembre. Saranno poi – dichiara il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – di volta in volta gli insegnanti a decidere all’interno dei Consigli di classe, sulla base soprattutto delle certificazioni delle competenze sviluppate e dagli apprendimenti raggiunti dai singoli alunni. La filosofia non è certo quella di andare a recuperare il lavoro, peraltro enorme, che i docenti hanno portato avanti e continuano a realizzare con la dad che, nel frattempo, abbiamo anche inquadrato a livello giuridico, organizzativo e contrattuale fino ad essere ritenuta valutabile ai fini degli scrutini finali”. LEGGI TUTTO

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    Scuola: vincolo 5 anni, crescono proteste e indignazione

    (Teleborsa) – Fa discutere il blocco per cinque anni degli spostamenti del personale assunto. Secondo la stampa specializzata a poche settimane dalla pubblicazione dell’ordinanza sulla mobilità resta ormai solo qualche spiraglio sul quale tanti docenti continuano a sperare facendo affidamento alle dichiarazioni di vari politici del governo, tanto più che ora son tutti, o quasi tutti al governo. “Ci si sta rendendo conto – scrive Orizzonte Scuola – che, al di là del suo nobile intento, la norma sul blocco quinquennale ha inciso solo in piccola parte sulla continuità didattica, introducendo, se possibile, ulteriori forme di disagio, di discriminazione e di cattivo andamento della pubblica amministrazione. Di discriminazione poiché chi era stato assunto prima questo problema non lo ha avuto”.Una maestra interessata di una scuola emiliana denuncia che “le GAE e il concorso 2016 non avevano vincoli. Il concorso straordinario 2018 lo aveva ma era triennale, con vincolo su provincia e non su scuola e con possibilità di assegnazione/utilizzazione. Ci sono docenti che da Forlì sono state mandare a Piacenza e viceversa. La situazione è invivibile. Sappiamo che potrebbe esserci la possibilità di inserire una norma d’urgenza nel Decreto sostegno che possa prevederne almeno una deroga. Il tempo però è davvero agli sgoccioli”.Anche la ratio del vincolo, quale dovrebbe esser la salvaguardia del mantenimento della continuità didattica, alla fine si è rivelata “un falso problema: se mi danno una terza superiore o della primaria poi che cosa faccio dopo cinque anni? Abbandono ugualmente i bambini. Lo dimostra anche il fatto dei diplomati magistrale ai quali non è più stata data l’utilizzazione, quest’anno il Ministero non ne ha voluto sapere”. Eppure, continua la maestra, “c’è una pandemia, si sta lontano dai figli, si vive sui pullman, sui treni, sembrava anche logico, anche perché era un’azione a costo zero. Ma non è entrata, ora non si sa bene che cosa aspettarsi”.Quello che c’è da aspettarsi, commenta il sindacato Anief, è senza dubbio “la cancellazione della norma. Non riusciamo a comprendere perché si debba impedire a decine di migliaia di docenti, Ata e Dsga di spostarsi di sede, in presenza di posti privi di titolare, sapendo bene che questo stesso personale periodicamente sarà costretto a spostarsi di regione, anche di oltre mille chilometri, in un periodo durante il quale le autorità sanitarie e le stesse norme sugli spostamenti dei cittadini impediscono di spostarsi di regione.Secondo Marcello Pacifico, leader del sindacato, “si tratterebbe di una disposizione di buon senso e a costo zero. Quindi, si avrebbero solo vantaggi: per i diretti interessati, per la sua salute e quella di tutti. Cosa aspettiamo? La speranza, per salvare la situazione in vista dell’inizio del prossimo anno scolastico, è far passare un emendamento in questa direzione nella conversione in legge del decreto Sostegni. Altrimenti – conclude Pacifico -, come da noi annunciato nei giorni scorsi, la questione passerà direttamente in tribunale”.(Foto: Alexas_Fotos /Pixabay) LEGGI TUTTO

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    Aggiornamento III fascia Personale Ata, Pacifico: “Assistenza e consulenza straordinaria del sindacato”

    (Teleborsa) – “L’ultimo provvedimento del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è il decreto n. 50 del 3 marzo 2021 pubblicato oggi sull’aggiornamento della terza fascia delle graduatorie d’istituto del personale Ata. È importante, per i 2 milioni di cittadini che si apprestano a fare la domanda di primo inserimento, essere in possesso delle credenziali del sistema Spid, personale che si aggiunge a 1,5 milioni già inseriti nel precedente aggiornamento triennale”. È quanto ha sottolineato il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, nel corso seminario odierno, sulla legislazione scolastica, organizzato per Verbania e Vercelli. “Anief – ha fatto sapere Pacifico – aprirà sportelli straordinari in presenza e da remoto di assistenza sindacale per la compilazione della domanda e già lunedì organizzerà un webinar di presentazione delle domande, del decreto stesso e della tabella di valutazione dei titoli insieme a Eurosofia”. LEGGI TUTTO

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    Scuola, ANIEF: “Dopo fumata nera sui trasferimenti necessaria misura tampone nel nuovo Dpcm”

    (Teleborsa) – A seguito del blocco di un anno imposto dalla pandemia su tutti i posti vacanti e dell’assegnazione provvisoria libera per tutti, Anief si mostra critica sulla proposta del governo e chiede una misura tampone nel nuovo Dpcm per la mobilità del personale scolastico docente e ata.”Il ministero dell’Istruzione – sottolinea il sindacato – propone un’intesa senza garanzie sull’eliminazione dei vincoli da quest’anno. Gli altri sindacati sono divisi sui vincoli ma alcuni sono pronti alla firma. Domani – annuncia l’Anief – si terrà l’incontro conclusivo”.”Abbiamo un bando di concorso che prevedeva che chi veniva assunto dalle graduatorie di merito del concorso straordinario per contratto non poteva spostarsi per 5 anni ma poteva chiedere l’assegnazione provvisoria. In seguito – commenta il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico – abbiamo avuto l’intervento di due norme. Cosa fare oggi? Di certo nell’ultimo Milleproroghe quasi tutti i gruppi parlamentari hanno presentato degli emendamenti per eliminare il blocco quinquennale. Ci sono posti vacanti e disponibili non si comprende perché i docenti non possano ricongiungersi alla famiglia. Il diritto alla famiglia dovrebbe accompagnarsi a quello al lavoro. Serve un intervento politico, se si vuole aspettare ancora almeno si consentano le assegnazioni provvisorie. Bisogna far trasferire in tutte le province il personale ata”. LEGGI TUTTO

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    Scuola, ANIEF: “Prolungare contratto docenti fino al 30 giugno. Lo chiede anche la politica”

    (Teleborsa) – Protrarre il contratto dei 60-70 mila docenti e ata cosiddetti Covid fino al prossimo 30 giugno. La richiesta, ribadita da mesi dall’Anief, viene ora – sottolinea il sindacato in una nota – condivisa anche dalla politica.Con un ordine del giorno rivolto al Governo la deputata del Movimento 5 stelle Virginia Villani ha affermato che “al fine di assicurare in tutti gli ordini di scuola la funzionalità di ogni singolo istituto nell’ambito dell’autonomia, il termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 231-bis, comma 1, del decreto- legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, deve essere prorogato al 30 giugno 2021”. Una decisione definita “fondamentale per agevolare il Governo al fine di far fronte all’emergenza pandemica, stabilendo una quota aggiuntiva di docenti e Personale ata per le scuole”. La richiesta al Governo è di valutare l’opportunità di trasformare i suddetti contratti in “supplenza fino al termine delle attività didattiche con le conseguenti modifiche relative alle assenze per malattia al fine di garantire continuità e certezza in tutte le scuole italiane”. Nell’ordine del giorno si ricorda che “si tratta, in media, di un insegnante in più per ognuno dei 42mila plessi scolastici che si metterà a disposizione dei dirigenti scolastici per permettere loro di dare seguito a tutte le disposizioni previste da ogni singolo istituto nell’ambito della sua autonomia”. Anief – ricorda la nota – è stato sostenitore dello stesso emendamento all’interno del decreto Milleproroghe, nel quale si chiedeva, al comma 5, di mettere mano al “termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 231-bis, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 prorogandoli al 30 giugno 2021″.”Non è possibile che i precari siano ancora una volta considerati lavoratori di serie B. Questi insegnanti e dipendenti ata – ha commentato il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – hanno avuto già un pessimo trattamento per i problemi di pagamento dello stipendio e nelle loro buste paga non sono contemplate le voci della retribuzione professionale docenti e del compenso individuale accessorio degli ata, come già avviene ingiustamente con i supplenti temporanei. Ora, non si comprende perché la loro presenza a scuola debba concludersi con il termine delle lezioni: se le richieste della politica non dovessero avere seguito, noi comunque non ci rassegneremo”.”Continuiamo a non comprendere – afferma l’Anief – per quale motivo i docenti e il personale amministrativo che operano su posti liberi, anche aggiuntivi, debbano concludere l’attività professionale prima del tempo: i loro contratti devono essere necessariamente considerati su cattedre e posti vacanti e disponibili, quindi non si comprende il motivo della risoluzione anticipata del contratto di lavoro”. LEGGI TUTTO

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    Udir, accolta l'istanza per benefici nella mobilità a dirigenti scolastici con grave disabilità

    (Teleborsa) – Il Giudice del Lavoro di Torino ha accolto l’istanza presentata dall’Udir, associazione dei dirigenti scolastici, che chiedeva il riconoscimento del diritto a usufruire dei benefici connessi al possesso di una grave disabilità nella mobilità finora negata anche dal Ministero ai dirigenti vincitori del concorso 2017.Per il giudice, infatti, risulta illegittimo per il Giudice quanto previsto dal bando, ovvero il non riconoscimento della precedenza nella scelta della sede per i vincitori affetti da grave disabilità.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato: “siamo molto sodisfatti, oggi viene legittimato quello che riteniamo essere un diritto sacrosanto e innegabile. Grazie ai legali Udir viene ripristinato un diritto: adesso avanti, procediamo con il riconoscimento dei diritti per la perequazione, per lo scudo penale riguardo la sicurezza e per il 100% dei posti vacanti e disponili da destinare alla mobilità interregionale”. LEGGI TUTTO