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    Covid, Ministri Salute UE: “pronti per quarta dose”

    (Teleborsa) – Il successo della risposta europea alla pandemia poggi sul coordinamento. Lo ha affermato la commissaria europea per la salute, la cipriota Stella Kyriakides, intervenuta alla riunione straordinaria dei Ministri UE convocata per fare il punto della situazione. “Il nostro costante coordinamento negli ultimi due anni è stato una delle basi del successo della nostra risposta alla pandemia”, ha detto Kyriakides, aggiungendo “frammentazione e messaggi discrepanti tra di noi aumentano l’incertezza, indeboliscono la fiducia nella vaccinazione e riducono il senso di accettazione delle misure di sanità pubblica e delle raccomandazioni che noi facciamo ai cittadini”.La riunione odierna è stata convocata dalla presidenza francese per fare il punto sulla diffusione della variante Omicron e per coordinare le la risposta comune alla pandemia, con due priorità: l’aumento della copertura vaccinale ed eventualmente la messa in campo della quarta dose. “Quel che non dobbiamo dimenticare, agendo con urgenza, è che ci sono milioni di europei non vaccinati. Su questo dobbiamo concentrare le energie adesso”, ha detto Kyriakides, sottolineando “dobbiamo aumentare il nostro livello di immunizzazione collettiva a tre dosi”.A proposito della dose aggiuntiva la responsabile europea per la salute ha affermato “l’evidenza scientifica deve essere il nostro punto di partenza” e se i dati ascientifici prevedono una quarta dose “dobbiamo essere pronti ad agire”. La Commissaria ha poi parlato delle forniture, ribadendo “i contratti con i nostri fornitori ci assicurano anche le prossime generazioni dei vaccini”, ma occorre “stare pronti” e prendere “decisioni in maniera rapida”, facendo gli ordini “non appena le aziende farmaceutiche informeranno di aver adattato i vaccini”. LEGGI TUTTO

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    Covid, incidenza è stabile. Rt in diminuzione a 1,31

    (Teleborsa) – Secondo gli ultimi dati del monitoraggio della cabina di regia sull’emergenza Covid, l’incidenza settimanale della malattia a livello nazionale si è stabilizzata: 2.011 ogni 100mila abitanti (settimana 14-20 gennaio) rispetto a 1.988 ogni 100mila abitanti della settimana precedete.Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31 (range 1,00 – 1,83), in diminuzione rispetto alla settimana precedente in cui si registrava un indice di 1,56, ma ancora al di sopra della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: Rt a 1 (1,01), rispetto all’1,2 della scorsa settimana.Il monitoraggio settimanale rileva anche una sostanziale stabilità del tasso di occupazione delle terapie intensive che si attesta al 17,3%, rispetto al 17,5% della rilevazione precedente. Cresce, invece, al 31,6%, dal 27,1% della precedente rilevazione, l’occupazione delle aree mediche. Percentuali ancora nettamente superiori ai valori-soglia, rispettivamente del 10% e del 15%. Rimane stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (658.168 rispetto ai 649.489 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (15% contro il 13% la scorsa settimana). È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (41% vs 48%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (44% vs 39%). Attualmente sono 7 le Regioni/PPAA classificate a rischio alto secondo il DM del 30 aprile 2020, di cui 3 a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati, mentre 11 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio Moderato. Tra queste, cinque Regioni/PPAA sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto e 3 Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso. Almeno 15 Regioni/PPAA riportano una singola allerta di resilienza. Tre Regioni/PPAA riportano molteplici allerte di resilienza. Stando ai numeri potrebbero passare in arancione, oltre alla Valle d’Aosta, anche Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia. LEGGI TUTTO

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    Sputnik più efficace contro Omicron. Contagi in lieve calo a 188mila

    (Teleborsa) – Contro Omicron vince solo lo Sputnik V. Uno studio dell’Istituto Spallanzani di Roma condotto in collaborazione con l’Istituto Gamaleya di Mosca, sulla variante Omicron, rivela che tutti i vaccini attualmente in circolazione “perdono significativamente attività” nei confronti della nuova variante, mentre si rivela più efficace il vaccino russo.Il 70% delle persone vaccinate con Sputnik V – affermano gli esperti – “mantengono un’attività neutralizzante contro Omicron, e tale attività si mantiene in buona parte anche a distanza di 3-6 mesi dalla vaccinazione”. Un dato che Frattanto, i dati giornalieri diffusi dal Ministero della Salute segnalano un leggero calo dei contagi da Covid in Italia: nelle ultime 24 ore sono 188.797 i nuovi casi rilevati rispetto ai 192.320 di eri. Le vittime sono 385 rispetto alle 380 precedenti. Effettuati 1.110.266 tamponi, in leggero calo rispetto a ieri, con un tasso di positività in aumento al 17% dal 16,3%.Crescono sia le terapie intensive, 10 in più risetto a ieri, ed i ricoveri ordinari, 159 unità in più rispetto alle precedenti. Gli attualmente positivi al Covid in Italia sono sono 2.682.041, in crescita di 55.451 rispetto al giorno precedente. I casi totali dall’inizio della pandemia sono 9.418.256 e e vittime sono 142.590. Le dosi di vaccino somministrate sono 122.166.535. LEGGI TUTTO

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    Effetto obbligo “spinge” prime dosi a over 50

    (Teleborsa) – La recente introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 “spinge le prime dosi” e “inizia a mostrare i primi effetti”: nella settimana 12-18 gennaio in questa fascia anagrafica i nuovi vaccinati sono stati 128.966, pari a +28,1% rispetto alla settimana precedente.Complessivamente, nello stesso arco di tempo i nuovi vaccinati sono stati 510.742 rispetto ai 496.969 della settimana precedente (+2,8%) e sono stabili le nuove vaccinazioni nella fascia 5-11 anni (pari a 240.920), che rappresentano quasi la metà delle prime dosi. E’ quanto emerge dal nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe.In base ai dati Agenas del 19 gennaio, la percentuale di terapie intensiva occupate da pazienti Covid è stabile al 18% in Italia e, in 24 ore, cresce solo in Basilicata (al 4%), Puglia (14%) mentre cala in 7 regioni: Marche (al 21%), PA Bolzano (17%), PA Trento (21%), Piemonte (23%), Toscana (22%), Umbria (12%), Val d’Aosta (18%).E’ stabile in Abruzzo (al 20%), Calabria (17%), Campania (12%), Emilia Romagna (17%), Friuli Venezia Giulia (24%), Lazio (22%), Liguria (19%), Lombardia (15%), Molise (3%), Sardegna (13%), Sicilia (20%), Veneto (18%). Sei sono oltre la soglia del 20% (Friuli Ve, Lazio, Marche, Trento, Toscana, Piemonte)(Foto: EPA/Biontech) LEGGI TUTTO

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    Covid, la pandemia delle disuguaglianze: super ricchi sempre più ricchi

    (Teleborsa) – Nei primi due anni di pandemia i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15.000 dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo 163 milioni di persone sono cadute in povertà a causa della pandemia.La denuncia arriva dal rapporto di Oxfam La pandemia della disuguaglianza, in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos. Numeri che non esentano l’Italia: secondo Oxfam, dopo un 2020 in cui oltre milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondati nella povertà, è continuata a crescere la concentrazione della ricchezza.”Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito ad una élite composta da oltre 2.600 super-ricchi le cui fortune sono aumentate di ben 5 mila miliardi di dollari, in termini reali, tra marzo 2020 e novembre 2021″, denuncia l’organizzazione non governativa. Solo per Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, una delle aziende il cui fatturato è decollato con il COvid-19, Oxfam calcola un “surplus patrimoniale” nei primi 21 mesi di pandemia di 81,5 miliardi di dollari, l’equivalente del costo stimato della vaccinazione (due dosi e booster) per l’intera popolazione mondiale. La pandemia, poi, ha colpito più duramente le donne, che hanno perso 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020. Tuttora, mentre l’occupazione maschile dà segnali di ripresa, si stimano per il 2021 13 milioni di donne occupate in meno rispetto al 2019.Una pandemia delle diseguaglianze in cui le banche centrali sono intervenute pompando migliaia di miliardi per sostenere l’economia. “Ma gran parte di queste risorse – dice Gabriela Bucher, direttrice di Oxfam International – sono finite nelle tasche dei miliardari che cavalcano il boom del mercato azionario”. Veniamo poi al boom degli utili nel settore farmaceutico, “fondamentale nella lotta alla pandemia, ma succube alla logica del profitto e restio alla sospensione temporanea dei brevetti” per aumentare la produzione di vaccini e salvare vite nei paesi più poveri. Secondo Oxfam, i monopoli detenuti da Pfizer, BioNTech e Moderna hanno permesso di realizzare utili “per 1.000 dollari al secondo e creare cinque nuovi miliardari”.Al contempo “meno dell’1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei Paesi a basso reddito”. La percentuale di persone con COVID-19 che muore a causa del virus nei Paesi in via di sviluppo – denuncia la Ong – è circa il doppio di quella dei Paesi ricchi, mentre ad oggi nei Paesi a basso reddito è stata vaccinata appena il 4,81% della popolazione.In Italia, la quota di ricchezza detenuta dal top-1% è continuata a crescere, con il 5% più ricco degli italiani che, secondo Oxfam, deteneva a fine 2020 una ricchezza superiore a quella dell’80% più povero. Fra marzo 2020 e novembre 2021 il numero dei miliardari italiani della Lista Forbes è aumentato di 13 unità e il valore aggregato dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56% a 185 miliardi di euro alla fine dello scorso novembre. LEGGI TUTTO

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    Covid, Agenas: occupazione reparti sale a 29%

    (Teleborsa) – Sale al 29% in Italia la percentuale di posti nei reparti di area non critica occupati da pazienti Covid. In Valle d’Aosta arriva al 69%. In 24 ore, cresce in altre 11 regioni: Abruzzo (al 29%), Basilicata (26%), Calabria (41%), Campania (29%), Emilia Romagna (27%), Lombardia (34%), Marche (27%), Piemonte (30%), Puglia (21%), Sardegna (15%), Toscana (25%). Cala in Umbria (33%) e Veneto (23%). Stabile Friuli (29%), Lazio (27%), Liguria (38%), Molise (13%), Pa Bolzano (18%), Pa Trento (25%), Sicilia (35%). Questi i dati Agenas aggiornati al 16 gennaio. Superano la soglia del 30%: Calabria, Liguria, Lombardia, Sicilia, Valle d’Aosta. Sempre secondo i dati Agenas, la percentuale di terapie intensiva occupate da pazienti Covid è stabile al 18% in Italia, ma 8 regioni superano la soglia del 20% (Abruzzo, Friuli, Lazio, Marche, Trento, Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta). A livello giornaliero, il tasso cresce in Puglia (12%) e Sicilia (20%). Cala in Campania (12%), Liguria (19%), Lombardia (15%), Marche (24%), Bolzano (17%). Stabile in 14 regioni: Abruzzo (al 21%), Basilicata (3%), Calabria (19%), Emilia Romagna (17%), Fvg (23%), Lazio (22%), Molise (5%), Trento (23%), Piemonte (23%), Sardegna (14%), Toscana (22%), Umbria (14%), Val d’Aosta (24%), Veneto (18%).Intanto, sprint della campagna vaccinale in scia al record di somministrazioni settimanali nella campagna vaccinale, 4,5 milioni nella settimana 10-16 gennaio, quota mai toccata finora. In gran parte terze dosi, anche se le prime (bambini 5-11 anni compresi) sono risalite: dopo le 93mila di sabato, ieri 62mila.La fondazione Gimbe rileva che dei 542mila nuovi vaccinati, ben 137mila sono over 50, e questo significa che la definizione dell’obbligo qualche risultato lo ha determinato. Si vedono, nel frattempo, i segni di rallentamento dell’epidemia, aggiunge, ma la curva dei decessi è in ripida salita e sarà, purtroppo, l’ultima a scendere. LEGGI TUTTO

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    PNRR e riforma sanitaria, Torricelli (ENPAP): serve focus su servizi per salute mentale

    (Teleborsa) – In questi giorni, tiene banco il dibattito sul Bonus psicologo, “saltato” dalla Manovra: la petizione che ne chiede la reintroduzione ha raccolto numeri record in pochissime ore, segno che l’argomento è molto sentito. Anche quando finalmente l’emergenza sanitaria sarà archiviata, la pandemia avrà effetti a lungo termine sulla salute mentale dei giovani (e non solo). Cresce, dunque, il pressing sul Governo di quanti chiedono interventi urgenti da mettere in campo. “Siamo attivi con tutte le istituzioni di categoria, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, i singoli ordini regionali e in alcune regioni si sono ottenuti dei risultati concreti, recentissima da parte della Regione Campania la conclusione dell’iter che porterà all’approvazione di servizi di psicologia di base sempre più indispensabili, la Regione Lazio proprio nelle ultime ore ha attivato un servizio per rendere più accessibili i servizi di psicologia per i minori, ma c’è bisogno di una riforma complessiva”. Così il Presidente ENPAP, Felice Damiano Torricelli durante la presentazione della campagna “Stare bene, fare meglio”.”Nell’ambito della riforma sanitaria che il PNRR metterà a disposizione del Paese è indispensabile un focus su servizi per la salute mentale e la qualità psicologica della vita. I servizi per i minori soprattutto sono in grande sofferenza, in grande difficoltà da tantissimo tempo, sostanzialmente si riesce a fare salvo le rare eccezioni che comunque sono quasi eroiche da parte dei colleghi quasi esclusivamente diagnosi in campo infantile presso i servizi di psicologia ma i servizi per adulti non sono in migliori condizioni e l’importo, la quota parte in percentuale del budget per la sanità destinata alla salute mentale è di poco superiore a 3, 3,5%, in altri Paesi è enormemente più grande, tre volte tanto, abbiamo bisogno quindi di una riforma complessiva”.”Come istituzioni di categoria degli psicologi – conclude Torricelli – proviamo tutte a dare il nostro contributo, le nostre indicazioni, a restituire il senso della nostra conoscenza, non ci sono solo le ricerche di mercato che fa ENPAP, ci sono le indagini del consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi ma c’è tantissima ricerca che negli ultimi anni ha approfondito il tema della necessità di avvicinare i servizi di psicologia in un’ottica preventiva ai cittadini, per il loro benessere individuale ma anche per quello collettivo perchè c’è un tema di coesione sociale messa a dura prova da questa pandemia e dagli sconvolgimenti che ha portato in casa di ognuno”. LEGGI TUTTO

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    Speranza alla Camera: “Fase nuova e molto complessa”

    (Teleborsa) – “Non c’è alcun dubbio che siamo in una fase epidemica” del covid “nuova e densa di molte complessità, dovute in primis all’impatto della variante Omicron che ha provocato la crescita dei casi a livello nazionale e mondiale”. Lo ha detto il Ministro della Salute Roberto Speranza, rispondendo al Question time alla Camera, che ha anche sottolineato come ieri c’è stato il “record di vaccinazioni da inizio campagna, 700mila dosi”. “Monitoriamo con grande attenzione il dato delle ospedalizzazioni e c’è una dato con cui dobbiamo fare i conti: il rapporto casi e ospedalizzazioni è radicalmente cambiato in questa stagione grazie all’altissimo tasso di vaccinazione del Paese”, ha aggiunto.”A questa mattina sono 194 milioni i green pass scaricati in Italia che riguardano le tre tipologie: guariti, vaccinati e tamponi. Il “Governo continuerà a puntare su questo strumento in maniera significativa”, ha aggiunto.Speranza ha spiegato che “siamo in una fase epidemica nuova, con Omicron abbiamo una grande crescita dei casi, in tutta Europa”.Procedura in corso per portare a regime “un doppio automatismo” per il Green pass in caso di guarigione dal Covid-19. “Un automatismo di sospensione della vigenza della validità del Green pass dinanzi ad un caso di positività e al tempo stesso però a uno stop di questa sospensione quindi sostanzialmente una riattivazione del Green pass in caso di tampone negativo dopo una fase di positività. È una procedura che è in corso”, ha detto rispondendo all’interrogazione sul funzionamento della certificazione verde in relazione ai casi di avvenuta guarigione.Quanto all’obbligo di vaccino sopra i 50 anni ha “l’obiettivo di ridurre l’area dei non vaccinati che sono particolarmente esposti a malattia grave e ospedalizzazione. Quel 10% di non vaccinati comporta i due terzi degli ingressi in terapia intensiva e il 50% in area medica. Ridurre l’area dei non vaccinati significa abbassare la pressione sugli ospedali, salvare vite umane e consentire al Paese di ripartire dal punto di vista economico e sociale”. Il Ministero della Salute invierà un elenco per indicare gli inadempienti all’obbligo vaccinale per gli over 50 nel pieno rispetto della privacy. Anche l’Agenzia delle Entrate – ha detto – tratterà esclusivamente per gli obblighi assegnati. Ci sarà – ha aggiunto Speranza – anche la possibilità di un contraddittorio come previsto dai principi costituzionali. LEGGI TUTTO