More stories

  • in

    UE propone stretta all'uso di “ESG” e “sostenibile” nei nomi dei fondi

    (Teleborsa) – L’Autorità di vigilanza europea sui mercati finanziati (ESMA) crede che i nomi dei fondi siano un potente strumento di marketing e per non trarre in inganno gli investitori “i termini ESG e sostenibilità nei nomi dei fondi devono essere supportati in modo sostanziale da prove di caratteristiche o obiettivi di sostenibilità che si riflettano in modo corretto e coerente negli obiettivi e nella politica di investimento del fondo”.Lo si legge nella comunicazione con cui l’Authority ha avviato una consultazione del mercato in merito all’introduzione di soglie quantitative per la percentuale minima di investimenti sufficiente a supportare i termini ESG o relativi alla sostenibilità nei nomi dei fondi.”Con questa consultazione, l’ESMA continua a dare la priorità alla promozione della trasparenza e alla lotta al rischio di greenwashing”, ha commentato Verena Ross, presidente dell’ESMA.”L’obiettivo è garantire che gli investitori siano protetti da affermazioni di sostenibilità infondate o esagerate, fornendo sia alle autorità nazionali competenti che ai gestori patrimoniali criteri chiari e misurabili per valutare i nomi dei fondi, inclusi ESG o termini relativi alla sostenibilità”, ha aggiunto.Nella proposta dell’ESMA, che ora gli operatori possono commentare, se un fondo contiene la parola ESG nel suo nome, una percentuale minima di almeno l’80% dei suoi investimenti dovrebbe essere utilizzata per soddisfare le caratteristiche ambientali o sociali o gli obiettivi di investimento sostenibile in conformità con gli elementi vincolanti della strategia di investimento.Se un fondo ha la parola “sostenibile” o qualsiasi altro termine derivato dalla parola “sostenibile” nel suo nome, dovrebbe allocare – all’interno dell’80% di cui sopra – almeno il 50% in investimenti sostenibili. LEGGI TUTTO

  • in

    Trasporto aereo, per raggiungere obiettivo Net Zero necessari 106 miliardi di dollari/anno a livello globale

    (Teleborsa) – L’aviazione oggi è responsabile di circa il 2,5% delle emissioni di CO2 a livello globale, il dato più basso tra i mezzi di trasporto. La gran parte delle emissioni, circa l’84%, sono generate durante il volo, mentre le operazioni di terra che vedono coinvolti l’aeroporto e gli spostamenti per raggiungerlo contribuiscono per il 7% del totale. In linea con il programma Fit for 55, l’aviazione europea ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del volo del 55% al 2030 e di diventare completamente Net Zero entro il 2050. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo è fondamentale intervenire sulle principali leve di decarbonizzazione: rinnovo della flotta e miglioramenti tecnologici permetteranno di ridurre le emissioni del 19%; le nuove procedure ATM e di ground operations dell’8%; e l’utilizzo dei nuovi carburanti SAF avrà un impatto del 42%. È quanto emerge dal webinar “Verso un’aviazione a impatto zero: progetti innovativi per coniugare la sostenibilità ambientale e la crescita del settore”, secondo appuntamento di Adl Aviation Talks, il ciclo di incontri organizzato da Arthur D. Little dedicato al rilancio dell’aviazione in Italia.Aeroporti Green, rinnovo delle flotte, carburanti sostenibili e intermodalità, sono stati i temi al centro della conversazione introdotta da Saverio Caldani, amministratore delegato di Arthur D. Little; e guidata da Francesco Marsella, managing partner di Arthur D. Little; con Marco Troncone, amministratore delegato Aeroporti di Roma; Fabio Lazzerini, amministratore delegato ITA Airways e proprio oggi riconfermato dall’Assemblea degli azionisti; Fabrizio Favara, chief strategy officer Gruppo Ferrovie dello Stato; Claudio Eminente, direttore Centrale Programmazione Economica Sviluppo Infrastrutture ENAC. Ad aprire e chiudere il dibattito sono intervenuti rispettivamente Nicola Zaccheo, presidente ART e Pierluigi Di Palma, presidente ENAC.”Il trasporto aereo – ha dichiarato Zaccheo – tra l’altro in forte ripresa specie in Italia, richiede grande attenzione alle tematiche relative alla sostenibilità ambientale. Ancor più se consideriamo la necessità di ridurre la dipendenza energetica dagli idrocarburi. La sostenibilità deve però essere anche economica ed è qui che il ruolo del regolatore diventa cruciale. L’autorità di regolazione dei trasporti già negli attuali modelli per i diritti aeroportuali prevede tariffe articolate in modo da ottimizzare la capacità degli scali, ridurre l’inquinamento acustico e ambientale, grazie a sistemi incentivanti una maggiore qualità degli investimenti in tecnologie sostenibili. Nei nuovi modelli aeroportuali ART, ormai prossimi alla loro approvazione, sono inserite misure che favoriscono ancor più investimenti green, quali, ad esempio, meccanismi che introducono premialità nel tasso di rendimento degli investimenti previsti in materia di tutela ambientale”.”L’aeroporto è il luogo dove si possono implementare sin da subito tecnologie mature per migliorare l’impatto ambientale – ha evidenziato Marsella – le iniziative possono essere molteplici come l’efficienza energetica per diminuire i consumi, elettrificazione dei mezzi di terra, auto-produzione di energia da fonti rinnovabili, soluzioni di storage e flessibilità. Oggi l’aeroporto è un microcosmo in cui le iniziative di sostenibilità possono avere grande impatto sulle comunità locali e rappresentare anche nuove linee di business ancillare”.”L’azzeramento delle emissioni nel trasporto aereo richiede uno sforzo corale, ma – ha sottolineato Troncone – sarà necessario non ragionare più solo in termini di sostenibilità ma di crescita sostenibile. Il focus deve infatti spostarsi sullo sviluppo e sulla crescita per assicurarsi che siano prodotte le risorse per la transizione. Oggi la Tassonomia europea non va in questa direzione, anzi appare molto restrittiva e sembra far prevalere lo stigma nei confronti del settore piuttosto che lo stimolo ad assicurare le risorse per supportare la transizione energetica. Siamo convinti che la direzione possa essere diversa: Aeroporti di Roma ha una politica molto aggressiva di green finance, mettendo in gioco progettualità e obiettivi chiari e verificabili che diano maggiori garanzie di solidità della roadmap e del raggiungimento dei target. Le direttrici di sviluppo industriale nazionale, nel solco già positivamente tracciato da ENAC, anche per comporre gradualmente il gap di connettività del Paese, dovranno concentrarsi sulla crescita infrastrutturale per incentivare il rispetto dei massimi requisiti green. In tal modo sarà possibile evitare crisi di capacità nel medio termine e al contempo assicurare focus massimo sull’intermodalità, intesa non solo come treno/aereo ma anche come terrestre elettrica, nonché aria/aria con gli e-Vtol, i c.d. taxi volanti, velivoli a impatto zero”.”L’impegno di tutti – ha dichiarato Eminente – deve andare verso la sostenibilità: sociale, economica e ambientale da raggiungere utilizzando tutti gli strumenti a disposizione e in particolare l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e l’intermodalità. Questi principi sono alla base del Piano Nazionale degli Aeroporti che Enac sta sviluppando e che rappresenta la visione strategica del nostro Paese per il trasporto aereo per i prossimi 15 anni”.”Nei prossimi vent’anni saranno introdotti nel mercato circa 40mila velivoli di nuova generazione, che garantiranno migliore efficienza grazie all’evoluzione dell’aerodinamica, dei materiali e della propulsione (incluso ibrido e elettrico). Il 40% dei nuovi velivoli – ha detto Marsella – andrà a sostituire la flotta attuale, mentre il 60% soddisferà le esigenze di crescita del settore. Ma la sfida più grande è rappresentata dall’introduzione dei carburanti alternativi, per i prossimi trent’anni l’aviazione dovrebbe concentrarsi sulla produzione e adozione di Biofuel e Synfuel e, contestualmente, prepararsi per lo shift all’Idrogeno Liquido (post-2050)”.”Abbiamo avuto la fortuna incredibile di partire come compagnia aerea in modalità di start up, per cui fare della sostenibilità uno dei nostri pilastri è stata una scelta naturale – ha dichiarato Lazzerini – L’aspetto ambientale di sostenibilità per noi deve comunque andare di pari passo con quello economico, perché un’azienda deve fare profitti per sostenere investimenti legati a progetti green. La nostra ambizione è quella di diventare entro il 2026 la compagnia aerea più green d’Europa, infatti il prossimo anno entreranno in flotta 39 nuovi aeromobili di ultima generazione. Il nostro è un obiettivo di ampio respiro che rappresenta sia un asset di valorizzazione per la Compagnia sia un tassello fondamentale per fare sistema”.Gli aeroporti italiani scontano ancora un gap importante in termini di intermodalità, un aspetto fondamentale per migliorare l’esperienza del passeggero e assorbire in maniera sostenibile il previsto aumento di traffico presso gli scali italiani. “Ad oggi – ha evidenziato Marsella – il collegamento aeroporto-centro città è affidato per il 70% dei passeggeri ai mezzi privati, poiché sono ancora pochi gli aeroporti con un collegamento ferroviario efficiente con il centro città. I nuovi Masterplan prevedono per il 2030 la costruzione di 11 nuovi collegamenti con importanti aeroporti che consentiranno di servire l’80% del traffico passeggeri domestico”. “L’intermodalità – ha commentato Favara – rappresenta la sostenibilità del settore dei trasporti. Il Gruppo FS sta aumentando e potenziando l’accessibilità ai territori, partendo dai collegamenti tra i nodi di trasporto, come aeroporti e stazioni. Stiamo lavorando per realizzare nuovi collegamenti ferroviari con gli aeroporti e connetterli con destinazioni oggi non servite direttamente da voli aerei, in una logica di servizio integrato hub-spoke. Per una vera intermodalità è importante che tutti gli stakeholder lavorino insieme, valorizzando i differenti servizi di trasporto. Il servizio Leonardo Express, che con fino a 126 treni al giorno collega la stazione ferroviaria di Roma Termini a Fiumicino Aeroporto, ha raggiunto quest’estate i livelli pre covid (2019) in alcuni giorni anche superandoli, con oltre 350mila passeggeri al mese”.”ENAC, attraverso la sua leadership, accompagna la trasformazione in chiave green di tutto il settore aereo in maniera orchestrata – ha affermato Di Palma –. L’orizzonte temporale decennale di tali trasformazioni necessita di una continuità di supporto istituzionale e di finanza pubblico/privata per assicurare competitività al sistema italiano. In tale contesto sarebbe necessaria una rimodulazione del PNRR per sostenere gli ingenti investimenti indispensabili per assicurare la transizione del settore aereo”.”L’investimento stimato per portare a termine questa trasformazione ammonta a 106 mld di dollari/anno a livello globale. L’aviazione non solo non ha da sola le risorse da investire, ma si trova anche in una situazione di alto indebitamento ereditato dalla crisi del Covid19. È fondamentale quindi – ha concluso Marsella – avere accesso a programmi di finanza pubblica e privata attivabile sulla base di progetti selezionati e condivisi da tutto il settore”. LEGGI TUTTO

  • in

    “Piante elìte”, TIM avvia progetto per salvaguardare la biodiversità forestale in Umbria

    (Teleborsa) – Tutelare e valorizzare gli alberi pregiati, tra cui il sorbo domestico, il ciavardello, il rovere, il ciliegio e l’acero campestre, sporadicamente presenti nelle aree della Foresta di Città della Pieve – Piegaro. Questo l’obiettivo del progetto “Piante elìte” per la gestione forestale sostenibile in Umbria, avviato da TIM e Rete Clima attraverso strumenti e tecniche innovative di selvicoltura.L’iniziativa rientra in una più ampia strategia di TIM per contribuire attivamente alla tutela delle foreste nazionali, alla biodiversità e alla lotta al cambiamento climatico. Il progetto è stato promosso anche in collaborazione con PEFC nell’ambito della Campagna Foresta Italia di Rete Clima, realizzata con il Patrocinio morale del ministero della Transizione Ecologica e del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.In particolare, il progetto prevede una puntuale attività di mappatura tramite GPS delle piante di pregio e l’adozione di tecniche di gestione forestale volte a favorire la crescita, la capacità fotosintetica e la vitalità degli alberi. Inoltre, è previsto un percorso tematico per il pubblico attraverso aree di sosta e bacheche divulgative per raccontare la biodiversità delle specie presenti nella foresta.(Foto: © gonewiththewind/123RF) LEGGI TUTTO

  • in

    Ecomondo, SGR presenta Easy Genesis: intelligenza artificiale per abbattere i consumi energetici

    (Teleborsa) – Si chiama Easy Genesis ed è il primo sistema in Italia che sfrutta algoritmi proprietari e l’intelligenza artificiale per intervenire in maniera globale sui consumi energetici delle imprese ed abbatterli del 25% senza chiedere investimenti al cliente finale. Lo ha messo a punto SGR EE, divisione che racchiude le aziende del settore efficienza energetica del Gruppo SGR.”Il Building Management System – spiega SGR in una nota – si installa facilmente nell’architettura impiantistica della struttura e governa da remoto l’utilizzo dell’energia. Il sistema gestisce in modo integrato climatizzazione, illuminazione e forza motrice senza sostituire gli impianti esistenti. Easy Genesis sfrutta una serie di sonde installate all’interno e all’esterno dell’edificio per rilevare i dati critici: temperatura, umidità, qualità dell’aria (CO2), livello di occupazione dell’edificio. Il software Acron elabora proattivamente i dati da remoto che riceve dall’impianto e li restituisce al sistema per ottimizzare i consumi in modo progressivo in real time, mediamente in 4 minuti. In sostanza individua le fonti energivore critiche e previene i malfunzionamenti, ricevendo gli alert che provengono dagli impianti e la centrale operativa e generando le necessarie azioni correttive da remoto. Ciò permette di raggiungere il livello energetico ottimale, mantenendo il comfort interno, la qualità e salubrità dell’aria e i migliori parametri di riferimento sugli impianti gestiti dal sistema”.Easy Genesis è installabile in tre settimane e al risparmio immediato del 20% dei consumi energetici, s’aggiunge – secondo i dati diffusi da SGR – quello del 15% sulla manutenzione. In presenza di impianti non ottimizzati e con la disponibilità ad adeguarli, è possibile conseguire un risparmio energetico del 60%. LEGGI TUTTO

  • in

    Ecomondo e Key Energy 2022, in Fiera a Rimini il ministro Fratin

    (Teleborsa) – Il mondo della Green Economy torna a darsi appuntamento a Ecomondo e Key Energy, i saloni di Italian Exhibition Group dedicati, rispettivamente, all’economia circolare e alle energie rinnovabili. L’appuntamento è da domani, nel quartiere fieristico di Rimini. Con oltre 1.400 brand espositori, una superficie di 130mila metri quadri, oltre 30 delegazioni e oltre 600 top buyer provenienti da 90 Paesi, grazie alla sinergia con Agenzia ICE e Ministero degli Affari esteri, le due manifestazioni porteranno in fiera le novità tecnologiche dei diversi mondi dell’economia circolare e delle fonti rinnovabili.Nel calendario dei 160 eventi, curati con la supervisione dei comitati tecnico scientifici delle due manifestazioni diretti dal professor Fabio Fava dell’Università di Bologna (per Ecomondo) e dall’ingegner Gianni Silvestrini direttore del Kyoto Club Italia (per Key Energy), ben 32 sono targati Commissione europea, attraverso sue agenzie operative come la European Research Executive Agency (REA) o European Mission A Soil Deal for Europe o, ancora, CINEA.Ecomondo e Key Energy 2022 si apriranno domattina alle 10.30 nella Hall Sud, con una cerimonia inaugurale cui parteciperanno il presidente IEG Lorenzo Cagnoni, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, e Irene Priolo, vice presidente e assessore all’Ambiente, Transizione ecologica e contrasto al cambiamento climatico della Regione Emilia-Romagna: verrà data lettura del messaggio inviato dal ministro per l’Ambiente e Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che sarà poi presente fisicamente alla manifestazione nella giornata di venerdì 11 novembre.A seguire, via ai lavori dell’11esima edizione degli Stati Generali della Green Economy, promossa dal Consiglio Nazionale della Green Economy e dedicata, quest’anno, alle sfide che la transizione ecologica impone alle imprese italiane, anche alla luce degli alti costi dell’energia, delle materie prime e della crisi climatica. Durante la giornata verrà presentata anche la Relazione 2022 sullo stato della Green Economy in Italia, dalla quale emerge come il 62% delle imprese veda nell’attuale periodo storico maggiori ragioni per intraprendere un percorso di transizione ecologica , vista come opportunità strategica. Dalla ricerca emerge, inoltre anche una chiara richiesta di maggiore informazione, perché ben il 60% degli imprenditori intervistati dispone di un livello di conoscenza ritenuto generico e un altro 5% del tutto carente; solo il 35% pensa di avere un buon livello di conoscenza.Nell’ambito della prima giornata di Key Energy si terrà invece il convegno Scenari energetici dirompenti per l’Italia, che vedrà la presenza, tra gli altri, di Gianni Silvestrini, direttore Scientifico Key Energy, Gilberto Dialuce, presidente ENEA, Andrea Ripa di Meana, amministratore unico GSE e Francesco La Camera, direttore generale IRENA. Durante l’evento sanno presentati i dati dello studio commissionato ad Elemens , che traccia alcuni dei possibili nuovi scenari energetici per l’Italia, alla luce dei nuovi obiettivi europei al 2030, degli alti prezzi dell’energia, a seguito della guerra in Ucraina, destinati a rimanere più elevati nel breve-medio termine rispetto al passato, come evidenziato dalla ricerca degli Stati Generali. LEGGI TUTTO

  • in

    Ecomondo 2022, Gruppo CAP presenta i suoi progetti in ambito water-energy-waste

    (Teleborsa) – Acqua depurata da impiegare in agricoltura per far fronte ai problemi causati dalla siccità, fanghi da depurazione impiegati per produrre energia pulita e a km0, impianti di depurazione e trattamento dei rifiuti sempre più tecnologicamente avanzati, ma anche un dialogo ininterrotto con il territorio e gli utenti, con particolare attenzione alle nuove generazioni e ai più giovani, così sensibili alle problematiche ambientali. Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sarà protagonista di 27 incontri, eventi e tavole rotonde nell’ambito di Ecomondo, l’evento di riferimento per la transizione energetica che si svolge alla Fiera di Rimini dall’8 all’11 novembre, per presentare tutti i suoi progetti di economia circolare e la sua strategia industriale volti al risparmio idrico, al riuso, al recupero e al ricircolo delle risorse nell’ambito dei processi di depurazione gestione dei rifiuti. “Investire in innovazione tecnologica e in economia circolare sono i principi alla base di tutta la nostra strategia industriale – spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP –. Lavorando insieme alle istituzioni, sia a livello centrale che locale, e agli altri soggetti pubblici e privati che operano in ogni ambito dei servizi pubblici possiamo rispondere in modo adeguato alle sfide che il futuro, ma anche il nostro difficile presente, ci stanno ponendo. Abbiamo una grande opportunità offerta dal PNRR e dal piano tracciato sia negli ambiti della transizione energetica, digitale ed ecologica per costruire oggi le basi per un futuro più sostenibile”. Interpretando in maniera efficace i processi di transizione ecologica e digitale, CAP ha allargato i propri orizzonti assumendo progressivamente la natura di utility green, contribuendo a costruire il futuro del territorio con l’avvio di innovativi e ambiziosi progetti di economia circolare, impegnandosi nel contempo per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Basti pensare alla nuova sede, sorta nel popolare quartiere milanese di Romolo: un edificio a emissioni zero, che assomma caratteristiche architettoniche eccezionali a risoluzioni tecnologiche all’avanguardia e a servizi destinati agli abitanti della zona, ponendosi così come pietra angolare per il ripensamento e il rinnovamento dell’intero quartiere.In particolare, saranno quattro gli incontri ospitati proprio presso lo stand di Gruppo CAP. Il primo, nel corso della giornata di apertura, sarà dedicato agli “CE4WE, Strumenti e approcci integrati per la gestione circolare delle acque”, nel corso del quale CAP presenterà il progetto Circular Economy 4 Water and Energy (CE4WE), co-finanziato da Regione Lombardia su fondi POR-FESR, che ha visto la creazione di un Hub territoriale a livello lombardo per valutare nuove strategie e approcci alla gestione circolare delle acque, illustrando gli strumenti per adattarsi all’impatto dell’azione dell’uomo e del cambiamento climatico ottenuti tramite modellistica idrologica e idrogeologica.Il secondo, “Il caso studio italiano del progetto H2020 digital-water-city: il digitale al servizio del riuso dell’acqua per l’agricoltura”. Si tratta di un progetto che coinvolge 5 città europee, Berlino, Copenaghen, Milano, Parigi e Sofia, e ha l’obiettivo di promuovere la gestione integrata dei sistemi idrici grazie al potenziale dei dati e delle tecnologie digitali intelligenti, in particolare per supportare le aziende agricole nel comprendere e quantificare i fabbisogni d’acqua e di nutrienti del loro terreno e di monitorare la qualità e la quantità d’acqua che si intende erogare, e grazie a un sistema di abbinamento tra domanda e offerta (match-making tool) di operare in real-time per soddisfare le esigenze degli agricoltori.Sempre mercoledì 9 CAP ospiterà l’incontro “La comunicazione ambientale e la sfida delle generazioni: nuove grammatiche e strumenti a confronto”. Insieme agli autori del libro “L’Anello mancante. La comunicazione ambientale alla prova della transizione ecologica”, l’incontro di Ecomondo servirà ad approfondire i processi, le metodologie e gli strumenti a disposizione di tutti i soggetti, pubblici e privati, che oggi possono e devono giocare un ruolo nell’ambito delle sfide ambientali.Giovedì 10 sarà la volta dell’appuntamento dedicato al tema “Le nuove frontiere tecnologiche per l’economia circolare: il caso Neutalia”, in cui si parlerà di una delle iniziative più importanti di Gruppo CAP, Neutalia, la società pubblica che gestisce il termovalorizzatore di Busto Arsizio, in provincia di Varese, di cui si illustrerà il Piano Industriale 2022-2047. Economia circolare e recupero della materia saranno al centro della strategia di sviluppo dell’impianto, che sarà orientato verso una sempre maggior efficienza operativa e improntato alla produzione di energia pulita e sostenibile.CAP sarà presente poi in diversi appuntamenti importanti della manifestazione, primo fra tutti quello dedicato a “PNRR e gestione della risorsa idrica”. Il PNRR prevede ben 2,9 miliardi di euro (a cui si aggiunge un altro miliardo da parte di altre fonti) per investimenti nelle infrastrutture idriche, per potenziare e migliorare l’efficienza del sistema idrico nazionale e fare fronte agli effetti della crisi climatica. In questo contesto, lavorando al fianco di Città metropolitana di Milano, CAP ha ottenuto un finanziamento per la realizzazione di 90 progetti di drenaggio urbano sostenibile in 32 Comuni. Di questa grande sfida che coinvolge tutti gli ambiti della gestione della risorsa idrica, ne parlerà Alessandro Russo, nella veste di vicepresidente di Utilitalia con delega all’idrico.Sempre martedì 8 ci sarà l’incontro “Energie circolari: i materiali al servizio della transizione energetica”, nel corso del quale la green utility lombarda porterà le sue case history di recupero fanghi per la produzione di energia. Oggi CAP è già in grado di produrre, sfruttando gli impianti già esistenti nel territorio sul quale opera, oltre 10 milioni di metri cubi di biogas, da cui ricavare 5milioni di metri cubi di biometano in grado di fornire 51milioni di kwh all’anno. Estendendo il trattamento della FORSU anche agli impianti di Pero e Cassano, si potrebbe arrivare a produrre 24milioni di metri cubi di biogas, pari a oltre 13,5milioni di metri cubi di biometano, in grado di fornire 123milioni di kWh all’anno. Energia totalmente green, perché derivante dal trattamento dei fanghi da depurazione, oltre 90mila tonnellate prodotte ogni anno negli impianti di CAP. Un contributo concreto alla transizione energetica in atto.Il 9 novembre Russo sarà inoltre uno dei protagonisti degli Stati Generali della Green Economy, l’evento annuale inserito nel programma di Ecomondo, in occasione della sessione plenaria internazionale dedicata al tema “Difendere il futuro dell’acqua”. LEGGI TUTTO

  • in

    Lagarde (BCE): passare a energie rinnovabili più economiche contribuisce a rallentare inflazione

    (Teleborsa) – Il principale obiettivo della Banca centrale europea (BCE) è mantenere i prezzi stabili. “Questa è la bussola che guida ogni nostra azione, ora più che mai. Per adempiere a questa responsabilità fondamentale, abbiamo bisogno di un quadro completo di tutti i fattori che influenzano l’inflazione in modo che le nostre politiche rimangano efficaci. Il cambiamento climatico è uno di questi fattori, dato il suo effetto diffuso sulla nostra economia”. Lo ha scritto Christine Lagarde, presidente della BCE, in un post sul blog dell’istituzione di Francoforte, in concomitanza con la COP27.Secondo Lagarde, gli eventi meteorologici estremi possono “far aumentare i prezzi dei prodotti chiave e quindi alimentare l’inflazione, rendendo più difficile per noi mantenere i prezzi stabili”. Al contrario, “gli sforzi rafforzati per spostare la nostra fornitura di energia verso energie rinnovabili più economiche dovrebbero in definitiva contribuire a rallentare l’inflazione”, ha aggiunto.In sostanza, non tenere conto dell’impatto del cambiamento climatico sull’economia rischierebbe di escludere una parte cruciale del quadro generale. “Ciò significa che il nostro compito di preservare la stabilità dei prezzi deve includere un ulteriore lavoro per comprendere meglio come il cambiamento climatico influisca sul nostro ruolo – ha spiegato – Dobbiamo incorporare il cambiamento climatico in tutto ciò che facciamo: i nostri modelli, dati, proiezioni e analisi”.Lagarde ha ricordato come, nell’ultimo anno, la BCE abbia implementato anche alcune azioni concrete in questo senso: “Abbiamo adeguato le nostre partecipazioni in obbligazioni societarie, il quadro delle garanzie e le pratiche di gestione del rischio per tenere meglio conto dei rischi legati al clima”. In qualità di autorità di vigilanza, “lavoriamo per garantire che le banche tengano conto dei rischi legati al clima nelle loro decisioni aziendali e di prestito – ha proseguito – Analizziamo anche l’impatto del cambiamento climatico sull’economia e sulla stabilità finanziaria. E, naturalmente, lavoriamo per ridurre l’impronta ambientale delle nostre attività aziendali quotidiane in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”. LEGGI TUTTO

  • in

    “BG4SDGs-Time To Change”, la vita sotto i mari al centro del progetto fotografico di Banca Generali e Stefano Guindani

    (Teleborsa) – Nel 2022 l’arcipelago delle Maldive festeggia un giubileo molto particolare: il Golden Jubilee del turismo. Correva infatti il 1972 quando gli italiani furono i primi turisti a mettere piede su questo piccolo Stato-paradiso dislocato su 26 atolli e più di 1000 isole coralline, seguiti aruota da viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Oggi il turismo rappresenta oltre il 35% del PIL delle Maldive e contribuisce significativamente allo sviluppo economico del Paese. Questo sviluppo, però, non è privo di conseguenze. Gli oltre 1,3 milioni di visitatori l’anno portano con sé abitudini e comportamenti che impattano in maniera significativa uno degli ecosistemi marini più delicati di tutto il Pianeta. Ecco perché oggi è fondamentale intervenire prima che i danni del turismo siano irreparabili. La vita sotto i mari nelle acque delle Maldive è al centro del racconto del nono capitolo di BG4SDGs – Time to Change, il progetto di Stefano Guindani con Banca Generali per approfondire lo stato dell’arte del processo di raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030. In questa occasione, l’obiettivo di Guindani – spiega Generali in una nota – si è soffermato ad indagare la situazione relativa al Sustainable Development Goal (SDG) numero 14 “Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per lo sviluppo sostenibile”. Per analizzare la situazione, il fotografo è andato ad esplorare alcuni angoli delle Maldive lontani dai grandi circuiti dei viaggi organizzati, per scoprire progetti di cooperazione finalizzati a preservare la fauna e la flora marina. A, Dharavandoo, ad esempio, il Manta Trust è una associazione che si adopera per la conservazione dei mobulidi, specie fortemente minacciata dai rifiuti presenti nei mari. A Dhigurah, invece, il Whale Shark Research Program tutela gli squali balena, specie autoctona che rischia l’estinzione a causa del cambiamento degli ecosistemi marini maldiviani. L’intensivo sfruttamento delle spiagge, invece, sta riducendo sempre più gli spazi per le tartarughe che non sanno dove deporre le uova, ma un aiuto arriva dall’Olive Ridley Project a Dhuni Kholu che si occupa di queste specie prima che diventino a rischio.”Da questo significativo viaggio, – ha dichiarato Guindani – spero di portare una testimonianza forte, un appello a preservarela vita sotto i mari, che compongono il 70% dell’intero pianeta. Ho visto tartarughe mutilate dalla plastica gettata in mare, squali balena minacciati dal surriscaldamento globale, mante costrette a modificare le loro rotte migratorie: creature da sempre padrone del loro habitat, messe in breve tempo in pericolo dai nostri comportamenti sconsiderati. Da questo viaggio mi porto immaginisuggestive di un mondo da tutelare, da proteggere a tutti i costi”. Il turismo, però, non è l’unico problema che le Maldive devono affrontare. Un’altra grande sfida per l’arcipelago è rappresentata dal cambiamento climatico. Il rapido scioglimento dei ghiacciai – testimoniato nel progetto anche da BG4SDGs alle Svalbard, in Norvegia – sta rapidamente innalzando il livello degli oceani. Si tratta di una vera e propria minaccia di estinzione per lo Stato al più basso livello sul mare al Mondo. Non a caso, il presidente Ibrahim Solih ha dichiarato che teme che le Maldive possano sparire entro la fine del secolo in corso. Uno scenario apocalittico che i maldiviani stanno provando a evitare a tutti i costi, anche attraverso la cooperazione internazionale, con progetti come il Modular Artificial Reef Structure (MARS), una iniziativa che prevede la creazione di corallo da trapianto creato con stampa 3D che favorisce la crescita di coralli bionici. Un modo intelligente e a impatto zero per creare barriere naturali contro l’innalzamento dei mari.Presentato lo scorso 15 settembre 2021 a Milano, BG4SDGs – Time to Change proseguirà ora per altri 8 mesi al fine di approfondire tutti i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030. Per ciascuno di essi, la chiave adottata dal fotografo sarà duplice: da un lato si punta ad evidenziare l’azione negativa dell’uomo sull’ambiente e sulla comunità, dall’altro come lo stesso genere umano abbia invece una straordinaria capacità di recupero attraverso soluzioni innovative e sostenibili. Nella sua ricerca, Guindani spazierà oltre i confini italiani ricercando casi critici e situazioni di eccellenza anche all’estero: Brasile, Norvegia e Australia, ma anche Stati Uniti, Turchia e Sudafrica. Ad affiancarlo c’è un accompagnatore d’eccezione come Alberto Salza, antropologo tra i più apprezzati a livello internazionale, che curerà i testi del progetto e suggerirà alcuni dei progetti da monitorare.L’SDG numero 14 “Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per lo sviluppo sostenibile” è il nono obiettivo presentato in questa serie. Tutte le foto del progetto BG4SDGs sono consultabili anche sul sito internet di Banca Generali e sui profili ufficiali di Banca Generali su Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn e YouTube. LEGGI TUTTO