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    Pensioni, aperto tavolo su riforma: si torna al contributivo

    Il governo aprirà un tavolo di confronto con i sindacati sulle pensioni, per introdurre più flessibilità in uscita dal 2023. È quanto ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Draghi in Consiglio dei ministri. In mattinata, il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha spiegato che il confronto sulla riforma si chiuderà “nei primi mesi del prossimo anno”.
    L’obiettivo, come ha sottolineato Orlando, è “tornare a un sistema contributivo, ma superando la lotteria di Quota 100”. Chi uscirà prima dal mondo del lavoro sarà, dunque, penalizzato rispetto all’attuale sistema misto in cui è presente una quota retributiva Per il ministro, a differenza di quanto fatto con Quota 100, ora bisogna “evitare che a condizioni diverse corrispondano trattamenti uguali”.
    Il confronto tra governo e parti sociali servirà ad abbozzare – in vista della presentazione del Documento di economia e finanza (Def) di aprile – la nuova riforma delle pensioni che entrerà in vigore dal primo gennaio 2023. Vediamo tutte le ipotesi attualmente sul tavolo prevedono uscite a 64, 63 e 62 anni. LEGGI TUTTO

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    Riforma pensioni tra Fornero e Manovra 2022. A che punto siamo

    Tregua governo-sindacati sul fronte pensioni. A disinnescare la miccia accesa dopo l’incontro sulla manovra e il capitolo previdenza, sonoramente bocciato da Cgil, Cisl e Uil, l’incontro a palazzo Chigi, non più di due ore e mezza, tra il premier Mario Draghi, insieme ai ministri Brunetta, Orlando e Franco e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.
    “Impegnerò politicamente il Consiglio dei ministri e apriremo il confronto sulla flessibilità già a dicembre”. Il Presidente del Consiglio Draghi fissa il perimetro sul tema previdenza, incontrando i segretari. E per dare forza all’impegno Draghi ha assicurato che porterà alla condivisione del Cdm la proposta di confronto sulla Fornero. LEGGI TUTTO

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    Pensioni, rischio taglio assegni per lavorati senza Green pass

    Il pugno duro del governo nei confronti dei lavoratori della PA sprovvisti di Green pass avrà delle ripercussioni a lungo termine anche sull’assegno pensionistico, che meritano di essere analizzare. La sospensione, incidendo su anzianità di servizio e montante contributivo influirà, di conseguenza, anche sulla pensione. Questo perché l’assenza verrà considerata ingiustificata e, quindi, al pari di un periodo non lavorato. LEGGI TUTTO

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    Pensioni, come consultare e ottenere il cedolino INPS senza SPID

    Dal 1° ottobre tutti i cittadini e i contribuenti interessati ad accedere ai servizi online INPS non potranno più utilizzare il codice PIN fornito dall’Istituto. Dal 30 settembre 2021, dopo una fase di transazione, il “vecchio sistema” verrà infatti archiviato a favore di quello tramite SPID, CIE o CNS, che consentirà la consultazione del proprio cassetto previdenziale tramite identità verificata. Lo stesso, ovviamente, varrà anche per i pensionati. Tuttavia, per andare incontro ai più anziani, o quelli poco avvezzi alle nuove tecnologie, esiste un’alternativa, che permetterà di consultare e ottenere il cedolino pensione INPS anche senza SPID. LEGGI TUTTO

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    Pensione anticipata, cosa cambia nel 2022: i nuovi lavori usuranti

    Forse non tutti sanno che il D.Lgs. n. 67/2011 ha previsto per alcune categorie di lavoratori, addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, di usufruire di un accesso anticipato alla pensione. I lavori oggetto di questo beneficio sono i cosiddetti lavori usuranti previsti dal Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 19 maggio 1999.
    Vediamo nel dettaglio cosa cambia nel 2022 e per quali categorie di lavoratori. LEGGI TUTTO