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    USA, indice CFNAI dicembre scende a -0,15 punti

    (Teleborsa) – Rallenta la crescita dell’attività economica americana. L’indice FED Chicago sull’attività nazionale (CFNAI) si è portato a -0,15 punti a dicembre, rispetto ai +0,44 punti di novembre (dato rivisto da +0,37).La media mobile a tre mesi sempre a dicembre si è portata a 0,33 punti rispetto ai +0,4 punti di novembre.L’indice CFNAI è una media pesata di ben 85 indicatori che riflettono lo stato di salute dell’attività economica nazionale. LEGGI TUTTO

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    Giappone, indice PMI manifattura gennaio sale a 54,6 punti

    (Teleborsa) – L’attività della manifattura in Giappone ha continuato a crescere a gennaio, confermandosi in buona espansione. L’indice PMI manifatturiero Jibun Bank, pubblicato da Markit, indica un valore di 54,6 punti, migliore dei 54,3 punti di dicembre. L’indicatore si rafforza così sopra la soglia critica dei 50 punti, che fa da spartiacque tra contrazione e crescita economic, e risulta al suo massimo dal gennaio 2018. Le attese del mercato erano per un valore di 55 punti. Arrivano invece dati negativi dal PMI servizi, che è sceso a 46,6 punti dai 52,1 punti del mese precedente. Ciò porta sotto la soglia critica dei 50 punti anche il PMI composito. “I dati Flash PMI hanno indicato che l’attività delle imprese del settore privato giapponese è scesa in territorio di contrazione per la prima volta in quattro mesi all’inizio del 2022 – ha commentato Usamah Bhatti, economista di IHS Markit – Il ritmo del calo è stato modesto, guidato dal calo più netto dell’attività di servizi da agosto, mentre i produttori ha commentato un leggero aumento della crescita della produzione”.”Le aziende del settore privato hanno riferito che l’aumento dei casi di Covid-19 della variante Omicron ha ostacolato la fiducia dei clienti, in particolare nei settori a contatto con i clienti in tutto il settore dei servizi, poiché le restrizioni sono state reintrodotte in varie prefetture, inclusa la capitale Tokyo – ha aggiunto – Perturbazioni sono state segnalate anche nel mercato del lavoro, dove i livelli di occupazione sono diminuiti per la prima volta in un anno. Positivamente, è apparso che le pressioni sui prezzi potrebbero aver raggiunto il picco alla fine dello scorso anno, poiché le aziende hanno notato per la prima volta in cinque mesi un indebolimento dell’inflazione dei prezzi degli input. Infine, le aziende sono rimaste fiduciose riguardo alle prospettive per l’attività in Giappone per il prossimo anno, anche se l’ottimismo è sceso al livello più debole da gennaio 2021″. LEGGI TUTTO

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    Euro Zona, fiducia consumatori gennaio peggiora a -8,5 punti

    (Teleborsa) – Segnali di peggioramento per la fiducia dei consumatori europei a gennaio 2022. La stima flash dell’ultimo sondaggio mensile, condotto dalla Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Comunità europea (DG ECFIN), evidenzia che il sentiment dei consumatori è ancora negativo e mostra un indicatore che si deteriora a -8,5 punti rispetto ai -8,4 punti di dicembre (dato rivisto da una stima preliminare di -8,3 punti). Le attese del mercato erano per un peggioramento fino a -9 punti. Nel complesso dell’Unione Europea l’indicatore è pari a -10 punti. Entrambi gli indicatori sono sotto i livelli pre-pandemia e si stanno avvicinando alla traiettoria di lungo termine. LEGGI TUTTO

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    USA, leading indicator dicembre sale dello 0,8%

    (Teleborsa) – Aumenta secondo le attese il superindice USA relativo alle condizioni economiche americane. Secondo quanto comunicato dal Conference Board degli Stati Uniti, il Leading Indicator (LEI) si attesta a quota 120,8 punti a dicembre, in aumento dello 0,8% rispetto al mese precedente. Il dato è uguale alle attese degli analisti (0,8%) e si confronta con il +0,7% del mese scorso (dato rivisto da +1,1%). La componente che riguarda la situazione attuale è aumentata dello 0,2% a 107,4 punti, mentre quella sulle aspettative future è cresciuta dello 0,1% a 109,4 punti.”Il LEI statunitense ha chiuso il 2021 con una traiettoria ascendente, suggerendo che l’economia continuerà ad espandersi fino a primavera – ha affermato Ataman Ozyildirim, Senior Director of Economic Research presso The Conference Board – Per il primo trimestre, i venti contrari dalla variante Omicron, la carenza di manodopera e le pressioni inflazionistiche, nonché i previsti aumenti dei tassi di interesse dalla Federal Reserve, potrebbero moderare la crescita economica”.”Il Conference Board prevede che la crescita del PIL per il primo trimestre del 2022 rallenti fino a un comunque positivo +2,2% (su base annua) – ha aggiunto – Tuttavia, per tutto il 2022, prevediamo che l’economia statunitense si espanderà di un robusto 3,5%, ben al di sopra della crescita tendenziale pre-pandemia”. LEGGI TUTTO

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    USA, scorte petrolio settimanali in aumento di 515 mila barili

    (Teleborsa) – Sono aumentate a sorpresa le scorte di greggio in USA nell’ultima settimana. L’EIA, la divisione del Dipartimento dell’Energia americano, ha confermato che gli stocks di greggio, negli ultimi sette giorni al 14 gennaio 2022, sono saliti di circa 515 mila barili a 413,8 MBG, contro attese per un decremento di 0,9 milioni.Gli stock di distillati hanno registrato una decrescita di 1,4 milioni a 128 MBG, contro attese per un calo di 0,8 milioni, mentre le scorte di benzine hanno registrato un incremento di 5,9 milioni a quota 246,6 MBG (era atteso un aumento di 2,6 milioni).Le riserve strategiche di petrolio sono calate di 1,3 milioni a 592 MBG. LEGGI TUTTO

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    USA, stoccaggi gas ultima settimana -206 BCF

    (Teleborsa) – Diminuiscono oltre le attese gli stoccaggi settimanali di gas negli USA. Secondo l’Energy Information Administration (EIA), divisione del Dipartimento dell’Energia americano, gli stoccaggi di gas nella settimana terminata il 14 gennaio 2022, sono risultati in diminuzione di 206 BCF (billion cubic feet).Il dato si rivela leggermente al di sopra del consensus (-194 BCF). La settimana prima si era registrata un calo di 179 BCF.Le scorte totali si sono dunque portate a 2.810 miliardi di piedi cubici, risultando in calo del 7,4% rispetto a un anno fa (quando erano pari a 3.036) e in aumento dell’1,2% rispetto alla media degli ultimi cinque anni (2.777 BCF). LEGGI TUTTO

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    USA, vendita di case esistenti dicembre -4,6%. Pesa la mancanza di offerta

    (Teleborsa) – Segnali di indebolimento giungono dal mercato immobiliare statunitense. Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti hanno registrato a dicembre un crollo del 4,6%, secondo quanto comunicato dall’Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR), dopo il +2,2% riportato a novembre. Sono state vendute 6,18 milioni di unità rispetto ai 6,48 milioni di novembre e le 6,44 milioni di unità previste dagli analisti. Su base annua, le vendite sono scese del 7,1% (erano state 6,65 milioni di unità a dicembre 2020).”Dicembre ha visto un calo delle vendite, ma il calo è stato più un segno di limitazioni dell’offerta che un’indicazione di un indebolimento della domanda di alloggi – ha affermato Lawrence Yun, capo economista di NAR – Le vendite dell’intero anno hanno chiuso bene, raggiungendo il livello annuale più alto dal 2006″.Yun, tuttavia, si aspetta un leggero rallentamento delle vendite di case esistenti nei prossimi mesi a causa dei tassi ipotecari più elevati, ma ha osservato che i recenti passi avanti del mercato del lavoro e standard di sottoscrizione più severi fanno sì che le vendite di case non corrano il rischio di crollare. L’economista prevede che i tassi rimarranno al di sotto del 4% nell’anno e che i salari rimarranno stabili a causa di un mercato del lavoro rigido.”Quest’anno, i consumatori dovrebbero prepararsi a sopportare alcuni aumenti dei tassi ipotecari”, ha avvertito Yun. “Mi aspetto anche che i prezzi delle case crescano in modo più moderato dal 3% al 5% nel 2022, e quindi allo stesso modo nel 2023 quando una maggiore offerta raggiungerà il mercato”, ha aggiunto.(Foto: Mirko Kaminski / Pixabay) LEGGI TUTTO

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    USA, Philly Fed gennaio aumenta a 23,2 punti

    (Teleborsa) – Accelera l’attività del settore manifatturiero nell’area di Philadelphia negli Stati Uniti. Nel mese di gennaio l’indice relativo all’attività manifatturiera del distretto FED di Philadelphia (Philly FED) è salito a 23,2 punti dai 15,4 di dicembre. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che indicavano un aumento più contenuto fino a 20 punti. Va detto che un indice superiore allo zero indica che all’interno del distretto di Philadelphia ci sono nel settore manifatturiero più imprese ottimiste che pessimiste.Fra le componenti dell’indice, quello dei nuovi ordini è salito a 17,9 punti da 13,7 punti, quello sulle condizioni di business si porta a 28,7 da 19, quello sull’occupazione si attesta a 26,1 da 33,9 punti e quello sui prezzi a 72,5 da 66,1 punti, mentre quello sulla spesa per investimenti (capex) aumenta a 26,2 da 20. LEGGI TUTTO