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    Bank of Japan, migliora sentiment grandi aziende manifatturiere

    (Teleborsa) – Sentiment in ripresa per le imprese giapponesi, colpite dalla crisi economica generata dal Covid-19. E’ quanto emerge da sondaggio trimestrale dalla Bank of Japan.Nel 3° trimestre, l’indice Tankan relativo alle grandi imprese della manifattura è risalito infatti a -27 punti da -34 anche se risulta inferiore alle attese (-17).Quello delle grandi imprese non manifatturiere si è attestato a -12 da -17 e si confronta con i -11 attesi, mentre quello delle piccole imprese manifatturiere passa a -44 da -45 (atteso -30) e delle PMI non manifatturiere a -23 da -27.Da rilevare che un valore inferiore allo zero segnala che le imprese pessimiste sono più numerose di quelle ottimiste. LEGGI TUTTO

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    Maggioranza divisa su fisco. Dossier ASPI: CdM in dieci giorni

    (Teleborsa) – Con l’autunno entra nel vivo l’azione di Governo chiamata a definire con chiarezza il perimetro entro il quale ci si dovrà muovere nei prossimi mesi. Fittissima l’agenda, con il capitolo della manovra. Al momento, allo studio un finanziamento di circa 6 miliardi per partire da gennaio con l’assegno unico per i figli fino a 18 anni e si starebbe valutando un nuovo pacchetto di sgravi contributivi per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, dopo quelli introdotti con il decreto agosto. Per stabilizzare il taglio del cuneo fiscale anche tra i 28mila e i 40mila euro di reddito dovrebbero essere stanziati circa 2 miliardi.A dividere però è l’annunciata riforma dell’Irpef con M5S e Italia Viva che mostrano più di qualche perplessità sull’ipotesi, emersa da notizie di stampa, che il Governo sia orientata verso una riforma senza aliquote fisse, sul modello tedesco.”Italia viva ha detto in tutti i modi che non è d’accordo. Vorrebbe fare questa discussione nelle riunioni e nei seminari (con numeri e idee), ma se proprio si insiste a volerla fare sui giornali, a noi va bene lo stesso”. Lo dichiara Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile dei dossier economici per IV.Nel CdM di ieri, sera, braccio di ferro tra Pd e M5s sul decreto sicurezza. Sul tema, a quanto si apprende, i pentastellati avrebbero chiesto una riflessione supplementare, affrontando il tema in un Consiglio dei ministri diverso da quello dedicato al varo della nota di aggiornamento al Def. L’ipotesi sarebbe stata quella di varare domenica notte, come previsto, la NaDEF (Nota di Aggiornamento al DEF, ndr) e lunedì in un secondo CdM il decreto su sicurezza e immigrazione. Ma il Pd avrebbe tenuto il punto: la modifica dei decreti Salvini va portata sul tavolo del prossimo Cdm. Di qui la decisione, assunta in una riunione dei capi delegazione, di convocare un unico Cdm lunedì alle 21.C’è poi il dossier ASPI. Un Consiglio dei ministri verrà convocato entro 10 giorni: se Atlantia non cambierà la sua posizione, resta sul tavolo l’opzione della revoca della concessione, se invece arriverà una proposta, sarà valutata. Questo, secondo quanto si apprende, l’esito del vertice di di ieri del Premier Giuseppe Conte con i ministri Roberto Gualtieri e Paola De Micheli. LEGGI TUTTO

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    Giappone, la manifattura si rafforza a settembre

    (Teleborsa) – L’attività della manifattura in Giappone ha recuperato ancora nel mese di settembre.Il dato dell’indice PMI manifatturiero, pubblicato da Markit ed elaborato da Jibun Bank, indica un valore di 56,8 punti, superiore ai 52 punti di agosto. Le stime degli analisti erano per una discesa fino a 48,2 punti.L’indicatore si conferma così al di sopra della soglia critica dei 50 punti che fa da spartiacque tra contrazione e crescita. LEGGI TUTTO

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    Più sostenibilità e inclusione, Conte: costruire nuovo mondo per future generazioni

    (Teleborsa) – “La fase di ripresa dalla pandemia è un’occasione unica per investire nella salute del nostro Pianeta e mettere la natura e le persone al centro della nostra agenda politica”: lo ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo ad un evento di alto livello a margine della 75esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.”La pandemia del Covid-19 ci ricorda come distruggere e degradare la biodiversità aumenta i rischi di diffusione delle malattie dagli animali all’uomo”, ha sottolineato Conte, spiegando come la Cop26 ospitata dal Regno Unito in partnership con l’Italia e la prossima presidenza italiana del G20 intendono affrontare il problema della perdita di biodiversità e quello dei cambiamenti climatici come due temi “intrinsecamente collegati”.”E’ nostra responsabilità – ha concluso il Premier – cogliere questa opportunità, rafforzando la consapevolezza globale e fissando obiettivi per costruire un mondo più sostenibile, resiliente, inclusivo e giusto da tramandare alle future generazioni”. LEGGI TUTTO

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    ASPI, fonti Atlantia: da revoca default disastroso in UE

    (Teleborsa) – Si stringe il cerchio sul dossier ASPI, in queste ore sotto i riflettori insieme allo spettro della revoca della concessione che “provocherebbe un default sistemico gravissimo, esteso a tutto il mercato europeo, per oltre 16,5 miliardi di euro, oltre al blocco degli investimenti. Verrebbero così messi a serio rischio 7.000 posti di lavoro”.E’ quanto evidenziano fonti di Atlantia riportate da Ansa in merito al dossier su Aspi sottolineando che “bisogna assolutamente evitare questo scenario nefasto, vista la totale accettazione di tutte le clausole volute dall’esecutivo”Noi – sottolineano le fonti – continueremo ad agire in totale buona fede, affinché possa essere trovata una soluzione equa, ragionevole, di mercato. La società confida nella capacità di mediazione e nell’equilibrio del Presidente Conte e del suo Governo, considerandolo un riferimento di garanzia per tutti”. LEGGI TUTTO

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    Recovery Plan, Bellanova: servono scelte coraggiose

    (Teleborsa) – Spendere con criterio. E’ chiara la posizione della Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova sul tesoretto che arriverà dall’Europa .Sul Recovery Plan, ha detto a SkyTG24, “non parlerei di ritardo, anche se non voglio cullarmi sugli allori. Abbiamo sicuramente la necessità di accelerare, di fare progetti e di spendere bene. Non basta spendere, a volte spendendo si fanno dei danni, quindi bisogna spendere bene. Stiamo lavorando”. “Non dobbiamo asseconda il populismo. Se non si hanno coraggio e visione – ha aggiunto – si asseconda il populismo. Bisogna fare scelte coraggiose sulle quali non sempre avremo il consenso di tutti, ma scelte che diano risposte alle emergenze del Paese”.Poi un passaggio sull’intervento di ieri del Presidente di Confindustria, Bonomi. “C’è sicuramente un cambio di clima e questo è un fatto positivo. Ho trovato un clima costruttivo nella relazione del Presidente e negli interventi che ci sono stati. Ho sentito parole importanti come la parola patto. Sono convinta – sottolinea Bellanova – che serva un patto che si porta appresso diritti e doveri delle parti che lo contraggono. Su questo dobbiamo impiantare un lavoro di interlocuzione, confronto e coinvolgimento per quello che è utile al nostro Paese, al sistema produttivo e all’emergenza del lavoro. Serve un apporto da parte di tutti”. LEGGI TUTTO

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    Ex Ilva, Patuanelli convoca Sindacati e Invitalia

    (Teleborsa) – E’ previsto per domani, giovedì 1 ottobre, al Ministero dello Sviluppo Economico un incontro sull’ex-Ilva. Il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato, alle ore 15, Sindacati e rappresentanti di Invitalia.Al momento, dunque, tregua armata sul dossier che, nelle ultime ore, è tornato sotto i riflettori dopo che nei giorni scorsi i Sindacati avevano denunciato “un silenzio assordante e inaccettabile” da parte del Governo.”Ad oggi non si capisce su quali basi possa essere avviato un confronto sul futuro dell’ex Ilva – hanno sottolineato i Sindacati nelle scorse ore – perché non abbiamo nessun elemento né industriale, né ambientale e nemmeno occupazionale. Si continua a perdere tempo mentre la situazione della sicurezza nel sito di Taranto è sempre più preoccupante”.In particolare, sul piede di guerra Usb Taranto che ha proclamato per il 2 ottobre uno sciopero di 24 ore con presidio davanti alla portineria C della fabbrica: “la riapertura del confronto su tavoli istituzionali da un lato e il reinserimento al lavoro di circa 200 lavoratori non bastano, e non ci inducono a sperare che ArcelorMittal possa invertire la marcia e trasformarsi in un gestore serio ed affidabile – si legge in una nota del sindacato – Far tornare in azienda alcuni dipendenti ha tutto il sapore del contentino, l’ostinarsi a cercare un dialogo con la multinazionale una perdita di tempo. Quindi il gruppo franco-indiano va immediatamente allontanato. Poi sarà compito del Governo avviare una vera riconversione economica del territorio”. LEGGI TUTTO

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    Banca Ifis, Colombini: “Con fine moratoria prestiti rischio default per il 10% delle Pmi”

    (Teleborsa) – “Come per gli altri mercati anche quello dei crediti non performanti entrerà in un nuovo ciclo economico che vedrà una crescita delle esposizioni deteriorate nei bilanci delle banche”. Questa la previsione di Luciano Colombini, amministratore delegato di Banca Ifis. Nel corso del suo intervento a “The New Wave” – nona edizione dell’NPL Meeting di Banca Ifis, l’evento italiano di riferimento per il mercato dei non performing loans e il bank restructuring svoltosi a Villa Erba a Cernobbio (Como) – Colombini ha sottolineato come il sistema finanziario sia tuttavia ben posizionato rispetto alla precedente crisi “perché le banche hanno implementato sistemi di rilevazione/monitoraggio e modalità attive di gestione dei crediti Npe nei diversi stadi di deterioramento. Gli operatori Npl – ha spiegato – sono infatti una vera e propria industria con circa 8mila addetti e 230 miliardi di euro di Npe in gestione, capaci di intervenire nelle varie fasi del processo del credito per contenerne il deterioramento e massimizzare i recuperi degli Npl”. Uno scenario di fronte al quale l’Ad si mostra ottimista. “Per i mesi a venire – ha affermato – vogliamo guardare con fiducia ai segnali di ripresa in grado di azionare nuovi circoli virtuosi per la nostra economia. Non bisogna scappare dal mercato ma adattare le stime di prezzo alla nuova situazione”.[embedded content]
    Nonostante la crisi economica generata dal Covid-19, grazie a una serie di misure – prestiti garantiti, flessibilità temporanea consentita dall’Ue ma, soprattutto, gli oltre 300 miliardi di prestiti attualmente sotto moratoria – sta proseguendo il trend di riduzione delle sofferenze. Cosa succederà quando queste misure decadranno?”Il tema è, appunto, quello delle moratorie. C’è una fase di limbo in cui non stanno emergendo quelle che sono le effettive difficoltà delle aziende dal momento che il primo sintomo di insolvenza di un’azienda è il mancato rispetto della scadenza dei pagamenti. Quando queste misure decadranno temiamo che ci sarà una percentuale non irrilevante di aziende in moratoria, stimata fra il 5 e il 10%, che cadrà in default. Questa nostra giornata è chiamata New Wave proprio perché ci aspettiamo, purtroppo, un’ulteriore ondata importante di nuove sofferenze. Nel 2021, con la fine delle moratorie, il tasso di default dovrebbe attestarsi al 2,8%, il doppio di quello registrato nel 2018-2019, ma comunque inferiore a quello della precedente crisi che aveva raggiunto il 4,5%. Da quanto emerge da una nostra analisi di sensitivity, basata su ipotesi macroeconomiche meno favorevoli ma sempre senza un secondo lockdown totale, il default rate 2021 potrebbe arrivare anche al 3,4%”.Questa mattina nel corso dell’audizione in Commissione Finanze al Senato, il direttore generale dell’Abi Sabatini, prevedendo un incremento dei crediti deteriorati, si è detto favorevole alla proposta di una “Bad Bank” nazionale per lo smaltimento degli Npl. Qual è la sua posizione a riguardo?”Ritengo, come abbiamo sottolineato anche nel corso del Meeting di questa mattina, che la ‘Bad Bank’ nazionale – della quale non si capisce ancora esattamente quali siano i contorni – da quello che si intuisce sia uno strumento estremamente utile per le crisi bancarie, assai meno utile per quanto riguarda le normali transazioni sui portafogli Npl. In tale ambito non se ne sente assolutamente la necessità perché è un mercato competitivo, dove i prezzi stanno scendendo, un mercato che funziona e funziona molto bene. Se proprio dovrà partecipare anche a questi deal ci auguriamo, e auspichiamo, che lo faccia a prezzi di mercato. Prezzi sotto il mercato vorrebbero dire, da un lato, distruggere l’industria degli Npl che si è creata in questi anni, dall’altro far ricadere sulle spalle del tax payer, del nostro contribuente, oneri che dovrebbero, invece, ricadere sulle banche”. LEGGI TUTTO