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    Usa, Biden presenta il piano per il budget federale 2022: chiesti 1,5 mila miliardi di dollari

    (Teleborsa) – Il presidente americano Joe Biden ha chiesto al Congresso di approvare un budget federale per il 2022 di 1,5 mila miliardi di dollari, una cifra superiore a quella stanziata per il 2021 dell’8%. Si tratta del primo passo verso la stesura del piano di spesa annuale statunitense che verrà discusso nelle prossime settimane. Le richiesta di maggiore spesa riguardano soprattutto l’istruzione, l’edilizia residenziale pubblica, la lotta al coronavirus e quella ai cambiamenti climatici.In particolare, nei piani della Casa Bianca – oltre a non prevedere incrementi nei fondi destinati alla difesa – c’è un aumento delle risorse da destinare al Dipartimento dell’Istruzione pari a circa il 41% in più rispetto alla sua dotazione attuale, raggiungendo i 102 miliardi di dollari nel 2022. La maggior parte dei nuovi fondi verrebbero destinati al programma di finanziamento per le scuole pubbliche che sorgono in aree in cui è alto l’indice di povertà. Si tratta di una proposta che raddoppierebbe la spesa federale per questo tipo di programma e rappresenterebbe il maggiore aumento da quando è stato creato più di 55 anni fa, riporta il Washington Post.Un altro importante proposta di aumento delle risorse (+23%) riguarderebbe il Dipartimento della Salute. In questo ambito il presidente Biden ha chiesto 8,7 miliardi di dollari per i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDCP). Nella proposta di budget anche 69 miliardi di dollari per l’edilizia residenziale pubblica (+15% rispetto agli importi stanziati per quest’anno) per aiutare le famiglie a basso reddito ad ottenere l’accesso a alloggi a prezzi accessibili. Infine, quanto alla protezione dell’ambiente, alla riduzione delle emissioni climalteranti e gli investimenti in nuove tecnologie per ottenere energia pulita, l’amministrazione americana ha chiesto 14 miliardi di dollari in più rispetto a quelle stanziate per il 2021. LEGGI TUTTO

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    Infrastrutture: Giovannini dispone Piano di Sorveglianza per migliorare sicurezza gallerie

    (Teleborsa) – Aumentare la sicurezza delle gallerie stradali e autostradali e migliorarne l’efficienza. È questo l’obiettivo della circolare firmata oggi dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, la quale, aggiornando il quadro tecnico-regolatorio definito dalla circolare emessa nel luglio del 1967, introduce un nuovo approccio per le attività di sorveglianza e gli interventi di manutenzione per le gallerie della rete stradale nazionale e delle autostrade. Il provvedimento prevede che il gestore autostradale e l’Anas sviluppino un “Piano di Sorveglianza” per ciascuna galleria in base alle sue caratteristiche fisiche e tecniche. In particolare, confermando l’uso di modalità innovative e tecnologie avanzate (sistemi georadar, scanner, ecc.) per le verifiche sullo stato delle opere e sulla loro sicurezza, tenendo conto del grado di obsolescenza dei diversi elementi strutturali, prevede la predisposizione del “Piano di Sorveglianza” per ogni galleria, nel quale confluiscono tutti i dati tecnici della stessa e sono riportati organicamente le modalità dei controlli da porre in essere, gli interventi programmati e quelli già eseguiti.La circolare, quindi, estende alle opere già esistenti gli obblighi ai quali ottemperare in base ai criteri già delineati dal d.P.R. 207/2010 che, per i lavori di nuova realizzazione, rendeva il progettista responsabile della redazione del piano di manutenzione. Al fine di estendere il sistema di sorveglianza a tutte le gallerie esistenti sul territorio nazionale, comprese quella della viabilità locale in gestione agli Enti Territoriali, il Ministro ha inviato una bozza di circolare ai presidenti della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, dell’Anci e dell’Upi per sottoporla al parere della Conferenza Unificata. LEGGI TUTTO

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    Covid: la Sardegna in zona rossa, in 6 “retrocedono” in zona arancione

    (Teleborsa) – Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana a partire dal 12 aprile passeranno in zona arancione mentre la Sardegna torna in zona rossa in cui Restano invece Campania, Puglia e Valle d’Aosta. È quanto ha stabilito il Ministero della Salute, sulla base dei dati del monitoraggio settimanale prodotto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Si attende ora la firma dell’ordinanza da parte del ministro Speranza.In base al rapporto che è stato presentato oggi, continua a scendere lentamente il valore dell’Rt nazionale a 0,92 (la scorsa settimana era a 0,98). In calo anche il valore dell’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti che arriva a 185 dai 232 della scorsa settimana. “La curva in Italia ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c’è una ricrescita. C’è in Italia una decrescita lenta e la maggioranza delle regioni sono in decrescita per l’incidenza, tuttavia ci sono ancora alcune Regioni in crescita”, ha spiegato il presidente ISS, Silvio Brusaferro.Nel frattempo, sono 18.938 i casi Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Italia con 362.973 tamponi totali elaborati (ieri 362.162) di cui 215.504 molecolari (ieri 208.856) e 147.469 test rapidi (ieri 153.306) . Sale leggermente il rapporto positivi/tamponi totali a 5,21% (ieri 4,75%%). Il Ministero della Salute riporta che i casi complessivi di Covid-19 da inizio emergenza hanno superato quota 3,7 milioni.Sono 718 i decessi registrati oggi (come ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza includono però 258 decessi della Sicilia che sono stati solo contabilizzati oggi ma sono relativi alle settimane scorse), che porta il conteggio totale sopra 113mila da inizio pandemia. Cala sia il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva (oggi sono 60 in meno, 3.603 totali), sia quello degli ospedalizzati con sintomi, 705 in meno rispetto a ieri (sono 28.146 in totale). LEGGI TUTTO

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    INPS, Tridico: nel 2020 chiuso in rosso di “soli” 6 miliardi

    (Teleborsa) – Il presidente dell’INPS Pasquale Tridico ha dichiarato che lo scorso anno l’Istituto ha chiuso il 2020 con deficit migliore di 10 miliardi di euro rispetto alle stime iniziali, chiudendo con un rosso di “soli” 6 miliardi. “Noi avevamo aperto il 2020 con delle previsioni abbastanza negative – ha detto ai microfoni di Sky Tg24 – Avevamo un preventivo di deficit di 16 miliardi che per fortuna si è modificato nel tempo ed è diventato un deficit di 6 miliardi”. “Un deficit importante – ha aggiunto – che però sottolinea il fatto che, rispetto alle previsioni, si prevedeva appunto un numero di aziende che riducevano l’attività, un numero di contributi mancanti superiore invece a quello che si è verificato”. In particolare si che l’utilizzo della Cig – “il vero e proprio tiraggio” – fosse molto di più rispetto invece a quello che è successo: “il tiraggio in media nel 2020 è stato del 45%. Quindi a fine anno abbiamo chiuso con dati migliori di 10 miliardi rispetto a quello che avevamo preventivato”. Tridico ha poi sottolineato il lavoro svolto dall’INPS durante l’emergenza pandemica. “In un momento difficile – ha detto – l’istituto ha risposto con un numero di prestazioni che non aveva mai visto nella sua storia. Nel 2019 sono state erogate 259 milioni di ore di Cig, nel 2020, in emergenza Covid, sono state invece 4,2 miliardi, con una proporzione di venti volte di più. La risposta c’è stata”.Nel frattempo, in una nota, l’Istituto ha annunciato che il 6 aprile – a quindici giorni del Decreto Sostegni che previsto la cosiddetta “indennità onnicomprensiva da 2.400 euro”, sono già state liquidati tutti i lavoratori – in particolare lavoratori dello spettacolo, autonomi occasionali, lavoratori intermittenti e stagionali – che ne avevano diritto in quanto in precedenza beneficiari del primo Decreto Ristori: in totale sono stati 235.509 i bonus per un importo complessivo di oltre 565 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Consob, ordinato l'oscuramento di 5 siti internet

    (Teleborsa) – Consob ha ordinato l’oscuramento di 5 nuovi siti web che offrono abusivamente servizi finanziari. L’Autorità si è avvalsa dei poteri derivanti dal “decreto crescita”, in base ai quali Consob può ordinare ai fornitori di servizi di connettività Internet di inibire l’accesso dall’Italia ai siti web tramite cui vengono offerti servizi finanziari senza la dovuta autorizzazione.I siti per cui è stato ordinata la chiusura sono quelli i due di Trade Com Limited e quelli di Konstos Markets LTD, Vita Impex Ltd e Up Invest Finance. Sale, così, a 421 il numero dei siti complessivamente oscurati dalla Consob a partire da luglio 2019, da quando l’Autorità è stata dotata del potere di ordinare l’oscuramento dei siti web degli intermediari finanziari abusivi. LEGGI TUTTO

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    È morto il Principe Filippo, duca di Edimburgo e marito della Regina Elisabetta

    (Teleborsa) – È morto il principe Filippo d’Edimburgo, consorte della Regina Elisabetta II. Aveva 99 anni, 73 dei quali vissuti al fianco della Regina. Avrebbe compiuto 100 anni a giugno.Recentemente era stato dimesso dopo un ricovero per un’infezione – non legata al Covid – che gli aveva causa alcuni scompensi a livello cardiaco. “È con profondo dolore che Sua Maestà la Regina ha annunciato la morte del suo amato marito, Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edimburgo – si legge in un messaggio diffuso attraverso i canali social della Famiglia Reale – Sua Altezza Reale è morta pacificamente questa mattina al Castello di Windsor”.”Ricorderemo il duca di Edimburgo per il suo contributo alla nazione – ha commentato la notizia il premier britannico Boris Johnson – e per il suo solido supporto alla regina. Come nazione e come Regno ringraziamo per la sua straordinaria figura e il suo lavoro”. “Sono rattristata nell’apprendere della morte di sua altezza reale il principe Filippo. Vorrei – ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen – estendere il mio sincero cordoglio a sua maestà la regina, alla famiglia reale e al popolo del Regno Unito in questo giorno così triste”. LEGGI TUTTO

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    USA, rallenta crescita scorte ingrosso a febbraio

    (Teleborsa) – Crescono ancora le scorte di magazzino negli Stati Uniti, seppur ad un ritmo inferiore rispetto alla precedente rilevazione. Nel mese di febbraio, secondo quanto comunicato dal Bureau of Census statunitense, si è registrato una variazione positiva dello 0,6% a 682,5 mld di dollari dopo il +1,4% del mese precedente (dato rivisto da +0,5). Su base annua si conferma una salita del 2%. Nello stesso periodo le vendite sono scese invece dello 0,8% su base mensile a 538,3 mld di dollari, rispetto al +4,4% precedente (dato rivisto da +4,6%). Le stime degli analisti erano per un aumento dell’1,4%. Su anno si è registrato un incremento del 6,4%. La ratio scorte/vendite è pari all’1,27 contro l’1,32 di un anno prima. LEGGI TUTTO

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    USA, prezzi alla produzione marzo sopra attese

    (Teleborsa) – Si confermano in crescita i prezzi alla produzione USA a marzo. Secondo il Dipartimento del Lavoro americano (BLS), i prezzi alla produzione sono cresciuti dell’1% su mese rispetto al +0,5% del mese precedente e delle attese degli analisti.Su base annua i prezzi hanno registrato un incremento del 4,2% sopra il consensus (+3,8%) ed in rafforzamento rispetto al +2,8% del mese precedente. I prezzi dei beni e servizi “core”, ovvero l’indice depurato dalle componenti più volatili quali il settore alimentare e quello dell’energia, segnano un +0,7% su mese rispetto al +0,2% precedente e atteso dal consensus, mentre su anno registrano un +3,1% dal +2,5% precedente e dal +2,7% atteso. LEGGI TUTTO