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    Ddl Capitali, via libera definitivo dal Senato

    (Teleborsa) – Quella odierna era solo una formalità, ma intanto è arrivato il via libera definitivo al Ddl Capitali, il disegno di legge voluto dal governo – e poi significativamente modificato nell’iter parlamentare – per rendere più attrattivo e competitivo il mercato italiano dei capitali.Il provvedimento è stato approvato al Senato con 80 voti favorevoli, nessun contrario e 47 astenuti, su 127 votanti e 128 presenti a Palazzo Madama. La maggioranza ha quindi votato a favore, mentre le opposizioni hanno deciso di astenersi.La terza lettura del Senato si era resa necessaria dopo che la Camera aveva apportato un’unica modifica, togliendo il riferimento all’anno 2023 dalle disposizioni di copertura. LEGGI TUTTO

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    Mattarella a Cipro: “Urgentissimo definire nuovo patto Ue d’asilo”

    (Teleborsa) – “La ringrazio per l’accoglienza amichevole in quest’anno di duplice ricorrenza, una di grande valore dell’ingresso nella Ue e l’altra, triste, dell’occupazione da parte delle truppe turche: la prima ha accresciuto l’amicizia unendoci nella comune famiglia europea. Abbiamo forti legami che ci uniscono sul piano storico e culturale, una cultura mediterranea, e valori che ci uniscono: pace, libertà, le regole del diritto internazionale”. È quanto ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un colloquio con il presidente cipriota Nikos Christodoulides nel corso della sua visita di Stato a Cipro. “Siamo felici di accoglierla nel ventennale del nostro ingresso nella grande famiglia europea. La nostra gioia – ha affermato Christodoulides – è ancora più grande perché sappiamo di accogliere il politico italiano più popolare e di più lungo corso, un europeista, proveniente da un’altra grande isola del Mediterraneo, la Sicilia. Abbiamo tanti legami, ci unisce il mar Mediterraneo. Abbiamo legami culturali, storici, politici e riusciremo ad approfondire ancora di più questi legami nel corso del nostro incontro”.Tra i temi al centro del colloquio ampio spazio è stato dato alla questione migratoria. “Abbiamo parlato molto di migrazioni: abbiamo il dovere e la possibilità come Unione di assumere come compito di trasformare un fenomeno disordinato e tumultuoso, ora nelle mani dei trafficanti, in un arrivo ordinato e legale. È urgentissimo definire un nuovo patto d’immigrazione e d’asilo e stringere intese con i Paesi di origine e transito” ha affermato Mattarella. “Il governo – ha aggiunto – ha lanciato il piano Mattei per collaborare con i paesi del continente africano in una maniera che coinvolga l’intera Unione europea”.Il Presidente si è soffermato anche sulla situazione nel Mar Rosso. “Cipro e Italia – ha detto Mattarella – sono due Paesi mediterranei che hanno non soltanto a cuore stabilità e pace ma anche la collaborazione internazionale, la libertà dei commerci e quindi la libertà di navigazione. Quanto avviene nel Mar Rosso è un effetto ulteriore di quel conflitto che mette a rischio un principio fondamentale della comunità internazionale come la libertà di navigazione, con il rischio che questo possa essere imitato altrove nel mondo”.”Abbiamo condiviso l’esigenza che si arrivi a un cessate il fuoco tra Hamas ed Israele – ha spiegato Mattarella parlando del conflitto in Medio Oriente –. Che si risolva senza i rischi di ampliamento di questo drammatico conflitto e di ulteriori tensioni in quella Regione che rischia di far esplodere altri problemi di maggiore gravità”.”Italia e Cipro hanno legami di valori comuni come la pace e il rispetto del diritto internazionale. A due anni dall’inconcepibile aggressione russa è bene ribadire il sostegno pieno a Kiev e il rispetto dell’integrità territoriale: l’unione europea fa bene a mantenere il sostegno all’Ucraina” ha detto il presidente della Repubblica sempre parlando di tensioni internazionali. “Abbiamo parlato delle questioni tra Cipro e la Turchia, quest’anno c’è anche il triste anniversario dall’invasione turca e dell’occupazione che persegue e ho trasmesso all’amico presidente la nostra disponibilità per la ripresa dei colloqui. Questo è un altro settore nel quale l’Onu può svolgere un ruolo decisivo” ha detto Christodoulides dopo l’incontro con Mattarella a Nicosia. Il capo dello Stato da parte sua ha spiegato che la situazione “richiede che si risova finalmente la questione che è importante per tutti i Paesi mediterranei e per la Ue. Serve – ha aggiunto un “dialogo intercipriorta e l’Italia sostiene una soluzione bizonale e bicomunale”. LEGGI TUTTO

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    Senato boccia la proposta del terzo mandato: maggioranza divisa

    (Teleborsa) – Non è passata in Senato la proposta di un terzo mandato per i governatori delle regioni, bocciata in Commissione affari costituzionali di Palazzo Madama con 16 no e soli 4 sì. Proposta che ha visto la maggioranza divisa: Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato contro l’emendamento al la legge elettorale, sostenuta invece dalla Lega, interessata ad una ricandidatura di Luca Zaia in Veneto. A sostenere l’emendamento anche Italia Viva, mentre hanno votato no Pd, M5s e Avs.La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto a precisare che il terzo mandato “non era inserito nel programma” di governo e quindi “non crea problemi alla maggioranza”, nella quale – ricorda – esistono “opinioni diverse” e discussioni “in massima serenità”. Anche per Forza Italia non c’è “nessuna lacerazione” – assicura Maurizio Gasparri – ma dichiarazioni di ben altro tenore arrivano dal vicepremier Matteo Salvini, che afferma “se ne parlerà nell’Aula del Parlamento che è sovrana”.Di qui l’ipotesi che via Bellerio possa ripresentare l’emendamento quando il decreto approderà in Aula e giungere ad uno scontro aperto nella maggioranza. “Ripresenteremo le nostre proposte e cercheremo di convincere i nostri alleati di maggioranza a rivedere le loro posizioni”, ha confermato il senatore leghista Paolo Tosato, vicepresidente della Commissione.Frattanto, il presidente del Veneto Zaia ha dichiarato che che “la strada è ancora molto lunga” a conferma che l’intenzione è quella di ripresentare l’emendamento alla prima occasione. Ma l’ipotesi di giungere ad uno scontro aperto non piace a molti all’interno della Lega, a partire dal presidente del Friuli Venezia-Giulia Massimiliano Fedriga, che aveva invitato a riaprire la discussione dopo le elezioni europee LEGGI TUTTO

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    Milleproroghe, via libera definitivo dal Senato con 93 sì: è legge

    (Teleborsa) – Il Senato ha dato il via libera definitivo al decreto legge Milleproroghe, approvando con 93 voti favorevoli, 61 contrari e un astenuto, la fiducia posta dal governo sul testo già licenziato dalla Camera. Il decreto, varato dal Consiglio dei Ministri il 28 dicembre scorso, è arrivato in Aula senza però aver concluso l’esame in commissione. “Occorre aprire una riflessione sulle regole che sovrintendono i nostri lavori – ha detto il presidente della Affari costituzionali a Palazzo Madama, Alberto Balboni –. La nostra Costituzione impone l’esame dei testi in entrambi i rami del Parlamento”. Nel decreto, che è diventato omnibus, sono state introdotte misure che governo e maggioranza non avevano potuto inserire in legge di bilancio perché ancora non completamente definite, soprattutto nelle coperture. Tra le misure principali contenute nel decreto le norme a favore dei medici, un nuovo scudo erariale per i funzionari della pubblica amministrazione, la rottamazione quater e più tempo per i contratti a tempo senza causale. Il decreto è stato anche lo strumento per veicolare il pacchetto di misure per gli agricoltori dopo le proteste con i trattori. SCUDO ERARIALE AMMINISTRATORI – Per tutto il 2024 gli amministratori pubblici saranno sollevati da responsabilità contabili in caso di colpa grave.PER I MEDICI, SCUDO PENALE IN CORSIA FINO A 72 ANNI – Si limita “ai soli casi di colpa grave” la punibilità per chi in modo colposo causa morte o lesioni personali “in situazioni di grave carenza di personale sanitario”. Per riempire i vuoti in corsia, si dà ai medici la possibilità di lavorare fino ai 72 anni, anche rientrando in servizio, ma solo fino alla fine del 2025. DISTURBI ALIMENTARI E BONUS PSICOLOGO – Rifinanziato il fondo per la lotta ai disturbi alimentari. Le risorse a disposizione sono pari a 10 milioni di euro per il 2024. Rifinanziato, sempre con 10 milioni, il bonus psicologo. TAGLIO DELL’IRPEF AGRICOLA – Scatta la l’esenzione per i redditi agrari e dominicali fino a 10.000 euro e si riduce del 50% l’importo da pagare per quelli tra i 10mila e i 15mila euro. Slitta fino al 30 giugno l’obbligo di assicurare i trattori se non vanno in strada. NIENTE MULTE AI NO VAX – Prorogata di sei mesi, fino al 31 dicembre, la sospensione delle multe per chi ha violato l’obbligo di vaccinazione Covid. ROTTAMAZIONE QUATER E RAVVEDIMENTO – Si riaprono i termini della rottamazione quater. Si può pagare entro il 15 marzo 2024 le prime due rate scadute. Riapre i battenti il ravvedimento speciale per le dichiarazioni annuali Iva, redditi e Irap del 2022, validamente presentate. -PIÙ TEMPO PER I CONTRATTI A TERMINE SENZA CAUSALE – Scadenza rinviata a dicembre 2024 per le aziende che vogliano prorogare fino a 24 mesi i contratti a termine senza causale ma ‘per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate dalle partì. AUTOSTRADE PIÙ CARE NEL 2024 – Incremento delle tariffe autostradali del 2,3 %. Rinvio al 30 marzo 2024 della scadenza entro la quale le società concessionarie di tratte autostradali devono predisporre una proposta aggiornata del Piano economico finanziario. -TASER ANCHE NEI PICCOLI COMUNI – In via sperimentale tutti i comuni potranno dotare la Polizia Municipale di questo strumento. MUTUI UNDER 36 PIÙ FACILI – Le agevolazioni per i mutui sulla prima casa agli under 36 con Isee fino a 40mila euro si applicano anche nei casi in cui entro il termine del 31 dicembre 2023 sia stato solo registrato il contratto preliminare, purché il rogito sia formalizzato entro il 31 dicembre 2024. PROROGA AGEVOLAZIONI FISCALI AL TERZO SETTORE – Prorogate al primo gennaio 2025 le agevolazioni e le semplificazioni fiscali per il terzo settore. ASSUNZIONI – Dal ministero dell’Economia a quello dell’Interno, passando per i Vigili del fuoco e la Regione Calabria, sono tantissimi i rinvii che riguardano le assunzioni nell’amministrazione centale e locale. EDITORIA, TAGLI RINVIATI DI 2 ANNI – Slitta di altri due anni, dal 2025 al 2027, il taglio dei contributi all’editoria. LEGGI TUTTO

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    Ddl capitali, via libera dalla Camera. Il testo torna al Senato

    (Teleborsa) – La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge su interventi a sostegno della competitività dei capitali (il cosiddetto Ddl Capitali), con 135 voti favorevoli, un voto contrario e 92 astenuti.Il provvedimento che era già stato approvato a fine ottobre dal Senato, ma deve tornare a Palazzo Madama in terza lettura per una una piccola modifica al testo (una copertura di circa 200mila euro che insisteva ancora sul 2023). A Palazzo Madama l’esame dovrebbe quindi essere molto rapido. LEGGI TUTTO

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    Ddl Capitali, Marattin: non si scassa un sistema di governance per esigenze contingenti

    (Teleborsa) – “Il nostro mercato borsistico è sottodimensionato ed è un problema per tutti. Per le imprese, che non hanno altri modi di accedere al credito se non tramite le banche, e per i risparmiatori, che non hanno una vasta gamma di opzioni per allocare il loro risparmio. Inoltre, non va dimenticato che c’è una presenza dominante di banche e società pubbliche, altrimenti sarebbe ancora più sottodimensionato”. Lo ha affermato Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, durante le votazioni sul disegno di legge su interventi a sostegno della competitività dei capitali (il cosiddetto Ddl Capitali).”Il Ddl Capitali era un’opportunità di fare bene, e non è che non contenga innovazioni buone, come la parte di semplificazioni per le aziende che si vanno a quotare, prese tra l’altro dal Libro verde – ha aggiunto – E abbiamo approvato anche la disposizione sul voto maggiorato, anche se rappresenta un rischio – ma questo sarà responsabilità del mercato punire o premiare – e le norme sull’educazione finanziaria”.Le critiche di Marattin sono arrivate soprattutto sulle novità per la presentazione della lista del CdA, “una norma secondo cui gli azionisti che votano la lista di maggioranza in maniera maggioritaria possono ritrovarsi in minoranza – un miracolo della matematica e della corporate governance – oppure si trovano una minoranza che sta al 20% anche se ha preso pochissimi voti”. “Non si scassa un sistema di governance delle nostre realtà quotate solo per esigenze contingenti, giuste o sbagliate che siano”, ha sottolineato.Marattin ha anche ricordato che “alcuni operatori hanno firmato manifesto di 10 punti per indicare quello che davvero servirebbe, perché far crescere i mercati non avvantaggia i ricchi, ma serve a creare un benessere diffuso, creando un mercato efficiente per le imprese e i risparmiatori. Questi 10 punti non hanno niente a che fare con quello di cui abbiamo parlato oggi, come ad esempio le norme sui PIR o sul credito d’imposta che le imprese che si quotano”. LEGGI TUTTO

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    Due per mille: Pd partito più scelto con 8,1 milioni. Seguono FdI e M5s

    (Teleborsa) – Partito democratico, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Questi – secondo quanto emerge dai dati pubblicati dal Mef relativi alla scelta dei contribuenti di destinare il 2 per mille dell’IRPEF ai partiti politici, riferiti alle dichiarazioni dei redditi del 2023 – i partiti politici maggiormente scelti come destinatari del 2 per mille. I contribuenti italiani che hanno scelto di dare il 2 per mille dell’Irpef ai partiti politici sono stati 1,74 milioni (il 4,2% del totale di 41,5 milioni di contribuenti) e hanno destinato al due per mille a circa 24 milioni di euro. Nel dettaglio hanno scelto il Partito democratico circa 531mila contribuenti (pari al 30,45% del totale), che hanno destinato circa 8,1 milioni di euro. Al secondo posto FdI, scelto da circa 347mila contribuenti (il 19,9%), con un totale del due per mille spettante di 4,8 milioni di euro. Al terzo posto il M5s, scelto da 174mila contribuenti (il 10%), che hanno destinato 1,8 milioni. Si posiziona quarta la Lega (91mila contribuenti hanno destinato 1,1 milioni), seguita da Europa Verde-Verdi (869mila euro con le scelte di circa 80mila contribuenti) e da Sinistra Italiana (72mila scelte e 816mila euro spettanti). Guardando agli importi del 2 per mille spettante (calcolato in proporzione alla base imponibile dei contribuenti che hanno effettuato la scelta), il podio viene confermato, mentre al quarto posto si posiziona Italia Viva (il partito è stato scelto da circa 57mila contribuenti per un importo spettante di 1,13 milioni), seguita da Lega e Azione (la scelta di circa 39mila contribuenti per un importo di poco più di un milione). A chiudere la classifica sia per il numero di scelte per per il totale del 2 per mille spettante, sono Italia al Centro (scelta da 1.338 contribuenti, con un totale di poco più di 13mila euro spettanti), Coraggio Italia (l’hanno scelto poco più di 2.100 contribuenti, destinando 19.700 euro) e Udc (scelta da 2.216 contribuenti per un importo di 32.164 euro). LEGGI TUTTO

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    Streaming musicale, Parlamento UE adotta risoluzione per tutelare artisti

    (Teleborsa) – Il Parlamento europeo ha adottato una serie di proposte per garantire che il settore dello streaming musicale sia equo e sostenibile, e per promuovere la diversità culturale. In una risoluzione non vincolante – approvata con 532 voti favorevoli, 61 contrari e 33 astensioni – gli eurodeputati chiedono di affrontare lo squilibrio esistente nell’assegnazione dei ricavi nel mercato dello streaming musicale, che lascia alla maggioranza degli autori, degli interpreti e degli esecutori un compenso molto basso.I “canoni di royalty pre-digitali” attualmente applicati devono essere rivisti, dicono i deputati, che criticano “i regimi di payola”, che costringono gli autori ad accettare entrate inferiori o inesistenti in cambio di una maggiore visibilità.L’intervento dell’UE è necessario per garantire la visibilità e l’accessibilità delle produzioni musicali europee, in considerazione dell’enorme volume di contenuti, in costante aumento, sulle piattaforme di streaming musicale, si afferma nel testo adottato. I deputati propongono anche di “riflettere sulla possibilità” di imporre misure concrete, come quote per le opere europee.Una futura legge comunitaria dovrebbe obbligare le piattaforme a rendere trasparenti gli algoritmi e gli strumenti di raccomandazione di ascolto, al fine di prevenire pratiche sleali, come la manipolazione delle cifre relative allo streaming, presumibilmente utilizzate per ridurre le entrate degli artisti.I deputati suggeriscono di introdurre un’etichetta per informare il pubblico quando le canzoni che ascoltano sono state generate dall’intelligenza artificiale e sollecitano ad affrontare la questione dei deepfake sulle piattaforme di streaming musicale (che utilizzano identità, voci e sembianze degli autori, senza il loro consenso).Infine, i deputati segnalano studi che indicano che i ricavi nel mercato dello streaming vanno principalmente alle principali etichette e ad alcuni artisti più popolari, mentre gli stili meno popolari e le lingue meno comuni sono proposti meno frequentemente. Nella legislazione dell’UE si dovrebbero pertanto includere indicatori specifici di diversità per valutare la gamma di generi e lingue disponibili e la presenza di autori indipendenti, mentre una strategia industriale europea per la musica dovrebbe promuovere la diversità del settore, stimolando gli attori più piccoli. LEGGI TUTTO