More stories

  • in

    Shell pronta a tagliare fino a 9mila posti di lavoro entro il 2022

    (Teleborsa) – Shell è pronta a tagliare fino a 9mila posti di lavoro entro la fine del 2022. La notizia arriva direttamente dal Ceo della compagnia petrolifera olandese, Ben van Beurden, che in un’intervista pubblicata sul sito web dell’azienda ha annunciato la misura che permetterà di risparmiare all’azienda tra i 2 e i 2,25 miliardi l’anno.”Non abbiamo una cifra esatta perché i dettagli sono ancora in fase di elaborazione e non abbiamo mai avuto l’obiettivo di ridurre un determinato numero di posti di lavoro. Ma possiamo dire che, a causa delle efficienze che ci aspettiamo di ottenere, ridurremo tra 7.000 e 9.000 posti di lavoro entro la fine del 2022″, ha detto van Beurden.Il piano tagli rientra in un più ampio programma di ristrutturazione dell’azienda: “cerchiamo anche altri costi, come quelli di viaggio e il ricorso a terzisti. E stiamo guardando ad altre opportunità, come al lavoro virtuale. Il Covid-19 ha dimostrato che possiamo lavorare in modo molto efficace in modi per i quali non pensavamo di essere ancora pronti. Ma gran parte del risparmio sui costi per Shell deriverà dall’avere meno persone”, ha spiegato il Ceo di Shell. LEGGI TUTTO

  • in

    Energia, Starace: “Esistono condizioni per creare industria europea dell'idrogeno”

    (Teleborsa) – L’Amministratore delegato dell’Enel, Francesco Starace, ritiene che ci siano le condizioni per arrivare ad un’industria europea dell’idrogeno. Lo ha detto All’Italian Energy Summit de Il Sole 24 Ore, mettendo l’accento sulla cooperazione internazionale.L’idrogeno verde prodotto dall’elettrolisi – ha spiegato – è decarbonizzato alla radice e rappresenta il futuro. L’attuale idrogeno ha un’impronta di carbonio molto alta, è nero”.Starace ha affermato che “per rendere competitivo l’idrogeno” occorre un costo delle rinnovabili di 40-50 dollari a megawatt, un obiettivo raggiunto, ma “deve scendere di fattore sei il costo degli elettrolizzatori”, una condizione che si verificherà fra 3-5 anni.L’Ad ha parlato anche delle “opportunità” offerte dal Recovery Fund, ma occorre “proporre progetti nuovi”, in aggiunta agli investimenti già pianificati, ed “accelerare” la transizione energetica.Il manager ha infine fatto cenno ai green bond, affermando che “essere sostenibili fa bene al business” e che “è giusto” che il tassod’interesse sulle obbligazioni verdi sia “più basso rispetto agli interessi commerciali”.”Anche la BCE ci ha detto che questi bond sono la strada da seguire se veramente vogliamo finanziare le iniziative di sostenibilità”, ha concluso. LEGGI TUTTO

  • in

    Energia, Descalzi: “Recovery opportunità per accelerare transizione”

    (Teleborsa) – Usare le risorse del Recovery Fund per accelerare la decarbonizzazione e la transizione energetica. E’ quanto ha auspicato l’Ad di Eni, Claudio Descalzi, all’Italian energy summit del Sole 24 Ore, indicando che le risorse europee rappresentano “una opportunità incredibile che porterà occupazione e formazione” e “metteranno in moto un grande macchina per il cambiamento”.”I fondi europei ci permetterebbero di andare più veloci per la nuova strada che noi comunque faremmo lo stesso”, ha affermato il manager, aggiungendo che “occorre un grande coordinamento” dei progetti.”L’apporto che noi possiamo dare sono progetti che arrivano dallo sviluppo e dalla ricerca che abbiamo sviluppato con le università negli ultimi sei anni”, ha affermato Descalzi, parlando anche dell’attività di cattura della CO2, che punta a 6 milioni di tonnellate nei prossimi 5 anni. LEGGI TUTTO

  • in

    Sostenibilità, siglato accordo tra Edison Energia e BNL

    (Teleborsa) – Supportare e incoraggiare le scelte sostenibili dei clienti. Con questo obiettivo Edison Energia, la società di Edison dedicata alla vendita di commodity e servizi a valore aggiunto a famiglie, imprese e partite Iva, e BNL Gruppo BNP Paribas hanno annunciato una partnership strategica volta ad agevolare l’adozione di soluzioni smart per l’efficientamento energetico degli edifici residenziali e il consumo di energia green, iniziative a favore della de-carbonizzazione e della transizione energetica del Paese.”La partnership tra BNL ed Edison – commenta Marco Tarantola, vicedirettore Generale di BNL e Responsabile della Divisione Commercial Banking e Reti Agenti – si inserisce nella nostra strategia di open banking che punta ad integrare l’offerta di prodotti e servizi tipici dell’industria bancaria con il meglio delle proposte derivanti da altre industry, per mettere a disposizione del cliente (privati, famiglie, imprese) una piattaforma moderna, ricca e in continuo sviluppo di soluzioni bancarie e non bancarie, per il quotidiano e per le piccole e grandi progettualità delle persone. Crediamo come banca e come gruppo che ciò rappresenti un concreto valore aggiunto per il cliente, verso il quale l’azienda si pone come un hub grazie al quale poter avere accesso, in modo facile ed utile, a ciò di cui il cliente ha davvero bisogno, con una proposta di qualità e attenta alla sostenibilità ambientale, che è al centro del nostro agire sia come operatore economico-finanziario sia come gruppo attento alla Società e al futuro”.”L’alleanza con BNL – afferma Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia – ci permette di ampliare la gamma di soluzioni offerte per la casa e il benessere delle persone contribuendo a sviluppare stili di vita sempre più sostenibili grazie al consumo di energia rinnovabile e ad efficientare il patrimonio edilizio italiano valorizzandolo nel tempo. Siamo convinti che anche questa iniziativa, che rappresenta un ecosistema di soluzioni altamente innovative, uniche nel settore, dia un contributo concreto alla progressiva decarbonizzazione del Paese”.Nel 2019 – secondo i dati che emergono dall’analisi delle dinamiche del mercato immobiliare in funzione delle caratteristiche energetiche degli edifici svolta da Enea in collaborazione con l’Istituto per la Competitività (I-Com) e la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (Fiaip) pubblicata ad aprile 2020 – il 70% degli scambi immobiliari in Italia ha interessato immobili non ancora efficientati, ossia da ristrutturare. In sintesi, in Italia il mercato della compravendita, nonostante la buona crescita della domanda di edifici con classi energetiche virtuose, rimane dominato dalle categorie energetiche meno performanti. E la scarsa qualità energetica degli edifici rimane una caratteristica marcata del settore immobiliare italiano, con percentuali di edifici appartenenti alle ultime classi energetiche (D-G) che si attestano intorno al 85% per monolocali, bilocali e trilocali e intorno al 73% per villette e case unifamiliari. L’efficientamento energetico degli immobili è dunque un tema attuale e concreto per la maggioranza degli italiani, sia per chi è in cerca di casa sia per chi ne ha una di proprietà e desidera ottimizzare i propri costi, riuscendo allo stesso tempo ad abbassare il proprio impatto ambientale e ad accrescere il valore dell’abitazione.In questo scenario il pacchetto offerto in partnership da Edison e BNL prevede opzioni per acquisto casa, ristrutturazione ed energia green. Per chi acquista una casa e accende un mutuo vi è, ad esempio, la possibilità di includere nell’erogazione del prestito anche le spese di acquisto e installazione di caldaia, climatizzatore, pannelli fotovoltaici o wallbox di ricarica per l’auto elettrica. Servizi a cui può aggiungere anche l’attivazione della fornitura green di luce e gas, rateizzando tutte le spese energetiche. Nel caso, invece, di una ristrutturazione ed efficientamento degli impianti energetici, il cliente accede a un finanziamento con rate di 24 o 36 mesi. Inoltre, – si legge nella nota – a seconda della tipologia e importanza degli interventi di efficientamento da eseguire, può beneficiare o degli eco-bonus introdotti dal Governo con il Decreto Rilancio, per i quali BNL è attiva con servizi dedicati, oppure può cedere il credito a Edison, pagando soltanto il 35 per cento del valore delle soluzioni scelte (clima, caldaia, pompa di calore o solare termico). La Banca può, inotre, acquisire il credito d’imposta dalle imprese-clienti, anche supportandole nelle esigenze finanziarie all’avvio dei lavori, oltre che dai privati. Previste anche agevolazioni sul fronte dell’energia green con soluzioni di fornitura domestica di energia rinnovabile e gas a prezzo fisso per 12 mesi. LEGGI TUTTO

  • in

    ENEA, celle fotovoltaiche super efficienti per recuperare competitività del settore

    (Teleborsa) – Una tecnologia innovativa che consente di innalzare di un punto percentuale l’efficienza delle celle solari fotovoltaiche. Realizzata da Enea nell’ambito del progetto Ampere, l’innovazione consiste nel sostituire strati di ossidi conduttivi ai tradizionali strati di silicio amorfo. Finanziato con 14 milioni di euro da Horizon 2020, il progetto – spiega Enea in una nota – coinvolge Enel Green Power, come capofila, CNR, Rise Technology e alcuni dei maggiori attori della filiera fotovoltaica europea, quali CEA, Fraunhofer-ISE, Meyer Burger, NorSun e si propone di dar vita a una linea di produzione italiano-europea di pannelli solari ad alta efficienza, recuperando la competitività nel settore.All’interno del progetto è stata sviluppata a livello di linea di produzione una cella con efficienza del 23,5% che potrà essere portata al 24,5% grazie alla tecnologia sviluppata nei laboratori Enea. Tenuto conto che le celle fotovoltaiche ad alta efficienza attualmente in commercio hanno un’efficienza massima intorno al 22%, la differenza con le nuove celle è di grande rilievo, dato che a ogni punto percentuale di efficienza in più corrisponde una riduzione del 6% dei costi di produzione.A livello operativo, l’obiettivo è di produrre moduli fotovoltaici bifacciali. In una prima fase sarà realizzata una linea di produzione con una capacità produttiva di 200 MW/anno, che entro il 2022 sarà ampliata fino ad arrivare a un impianto da 1 GW/anno.”Nel settore fotovoltaico la sfida prioritaria è riuscire ad aumentare l’efficienza energetica, rendendo le strutture in grado di sfruttare al meglio l’energia del sole e di ridurre il più possibile la dispersione. Per questo in Enea – evidenzia Massimo Izzi del Laboratorio Tecnologie Fotovoltaiche e Fonti Rinnovabili Enea – stiamo lavorando a materiali e soluzioni sempre più affidabili e sostenibili. Punto di forza degli ossidi conduttivi è la maggiore trasparenza che consente di catturare più luce e di massimizzare i parametri di conversione fotovoltaica della cella ad eterogiunzione”.”Il progetto si propone di ricreare una filiera industriale competitiva, che vada dalle materie prime al dispositivo finale, nel settore del fotovoltaico europeo e in particolar modo per quello italiano, facendo leva sulla forte capacità di innovazione tecnologica di cui possiamo disporre a livello di ricerca e di imprese – dichiara Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili Enea –. È un’occasione unica per recuperare competitività in un campo a forte presenza di Paesi non europei e, allo stesso tempo, dare attuazione al Green Deal e alla transizione energetica”.Secondo studi recenti la produzione di energia solare come fonte primaria di elettricità è in forte ascesa. Le previsioni per il mercato europeo sono del 15% di produzione di energia elettrica da fotovoltaico al 2030, stesso trend per il mercato mondiale. Segni positivi anche in Italia sia per numero di impianti che per produzione annuale di elettricità: con + 750 MW solari nel 2019 (un valore quasi doppio rispetto al 2018) la capacità fotovoltaica italiana raggiunge quota 20.865 MW, un numero di impianti totali superiore agli 880 mila e circa 23.689 GWh di potenza prodotta in un anno, +4,6% rispetto al 2018. LEGGI TUTTO

  • in

    Saipem, Botta: “Covid ha indotto cambiamento strutturale industria energetica”

    (Teleborsa) – Il mondo è cambiato radicalmente con l’emergenza Covid, ma la crisi che ne è scaturita ha impresso “un’enorme accelerazione verso la transizione energetica”, sollecitando un “cambiamento strutturale” nell’industria energetica.E’ quanto affermato da Fabrizio Botta, manager Global Strategy, Commercial and Tendering della Divisione E&C Onshore di Saipem, durante il webinar “New Strategic Priorities for the Energy Industry in a post Covid Environment” in occasione della conferenza “The New Energy Mediterranean”.Questi sviluppi – ha sottolineato il manager – andranno a favore del gas, in particolare il GNL, nel nuovo mix energetico, dal momento che anche nelle economie più protese verso le rinnovabili, la quota oil & gas nel mix energetico resta tra il 30 e il 50%.”Ciò implica che l’Oil&Gas nei prossimi anni debba puntare in ogni caso a nuovi investimenti”, ha sottolineato Botta, aggiungendo che ogni ritardo provocherà “uno squilibrio tra domanda e offerta, comportando un rischio per l’intero sistema energetico, che necessita di risorse come il gas naturale, per stabilizzare la produzione intermittente da energie rinnovabili”.Saipem – ha concluso il manager – punta ad un “ruolo di primo piano” ed ha individuato “4 priorità”: il gas naturale e le soluzioni che consentano di ridurre le emissioni di CO2: le Energie Rinnovabili, in particolare Eolico Offshore e Solare; l’idrogeno prodotto da rinnovabili offshore; l’implementazione delle soluzioni per la cattura e stoccaggio del carbonio, per il quale esistono già degli oleodotti, ma “possono ancora essere compiuti molti passi in questa direzione”. LEGGI TUTTO

  • in

    SDG, Snam: Taskforce dei CFO del Global Compact ONU presenta principi guida

    (Teleborsa) – Presentati oggi dalla Taskforce dei CFO costituita nell’ambito del Global Compact delle Nazioni Unite, di cui Snam è tra i fondatori, i primi principi integrati per la finanza e gli investimenti legati agli SDG (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) dell’Onu.I principi – spiega Snam in una nota – hanno l’obiettivo di guidare le aziende nel far coincidere i propri impegni di sostenibilità e strategie finanziarie credibili in grado di creare impatto reale sugli SDG.”Siamo convinti – afferma Alessandra Pasini, CFO di Snam e membro della Taskforce – che questi principi avranno un’importanza cruciale nel supportare le aziende di diversi settori e Paesi nella transizione verso lo sviluppo sostenibile, consentendo loro di fornire un contributo concreto agli SDG. La sfida climatica che abbiamo di fronte e l’esigenza di fare progressi anche nelle sfere del sociale e della governance richiedono uno sforzo da parte di tutte le imprese. In Snam ci impegniamo a mettere in pratica queste linee guida e a scambiare esperienze per gettare le basi di un mercato finanziario SDG trasparente ed efficace, e invitiamo i CFO e le loro aziende a unirsi a noi in questa iniziativa”.I membri della CFO Taskforce hanno individuato quattro aree chiave per gli investimenti SDG che necessitano di miglioramento: impatto e misurazione, strategie e investimenti integrati, finanza aziendale integrata e comunicazione e reporting integrati. L’obiettivo – si legge nella nota – è lavorare insieme all’intera catena del valore, da investitori, banche e istituzioni finanziarie per lo sviluppo alle agenzie di credit rating e alle società di valutazione della sostenibilità, per creare un mercato ampio, liquido ed efficiente per gli investimenti e i flussi di capitale legati agli SDG.Snam fornisce il proprio supporto agli SDG e in particolare agli obiettivi 7 (Affordable and Clean Energy), 9 (Industry, Innovation and Infrastructure), 11 (Sustainable Cities and Communities), 13 (Climate Action) e 15 (Life on Land). Nell’ambito di un piano strategico da complessivi 6,5 miliardi di euro al 2023, Snam investe 1,4 miliardi nel programma SnamTec, focalizzato sull’innovazione nel core business, con l’obiettivo di abbattere le emissioni, e sui nuovi business della transizione energetica, dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile, al biometano e all’idrogeno. Nel 2019 e nel 2020, Snam è stata tra le prime aziende al mondo a emettere rispettivamente un Climate Action Bond e un Transition Bond, con l’obiettivo di allineare la propria strategia finanziaria con gli obiettivi di sostenibilità.I principi integrati per la finanza e gli investimenti SDG sono stati sviluppati insieme da 34 aziende provenienti da 14 Paesi e da diversi settori di business. LEGGI TUTTO

  • in

    ONU, ENI confermata nel Global Compact LEAD

    (Teleborsa) – Eni è stata riconosciuta tra i partecipanti più attivi nell’ambito del Global Compact, il movimento globale delle Nazioni Unite che sostiene le imprese nell’allineare le proprie strategie e operazioni con dieci principi universali su temi quali diritti umani, lavoro, ambiente e trasparenza e che sostiene inoltre le imprese nell’intraprendere azioni strategiche per raggiungere gli obiettivi più ampi dell’Onu come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Un riconoscimento che ha determinato la conferma della presenza della società all’interno di Lead, una piattaforma per i partecipanti particolarmente coinvolti nel Global Compact.”Questo riconoscimento – ha detto Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni – conferma il valore delle nostre iniziative per la sostenibilità e rinforza ulteriormente la nostra visione di lungo termine, orientata fortemente verso la creazione di valore per, e in cooperazione con, i nostri stakeholder, dalle organizzazioni internazionali alla società civile, dagli investitori alle comunità nelle quali operiamo, combinando sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il nostro impegno deve essere ancora più forte oggi, in un momento di trasformazione globale, perché é solo attraverso la collaborazione internazionale e multilaterale che possiamo costruire un futuro sostenibile”.Quest’anno, Eni – spiega la società in una nota – ha dimostrato il proprio impegno nel Global Compact partecipando alle Action Platforms Reporting on the SDGs e Financial Innovation for the SDGs. Ogni Action Platform riunisce imprese, reti locali del Global Compact, esperti autorevoli, società civile, governi e partner delle Nazioni Unite per risolvere problemi complessi e interconnessi, e per stimolare l’innovazione sui temi degli SDGs. In linea con questi impegni, Descalzi ha anche firmato la Dichiarazione Onu dei Business Leaders for Renewed Global Cooperation, che impegna a investire per affrontare le ineguaglianze e le ingiustizie attraverso un processo di decision-making inclusivo, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli del business, come anche a rafforzare l’accesso alla giustizia, ad assicurare la trasparenza e il rispetto dei diritti umani. La dichiarazione chiede inoltre anche ai governi di sostenere il multilateralismo e la global governance per lottare contro la corruzione e costruire resilienza per raggiungere gli SDGs.Infine, Eni è tra i firmatari dei CFO Principles on Integrated SDG Investments and Finance. I principi, annunciati ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e firmati dal chief financial officer di Eni Francesco Gattei, si propongono di sottolineare il ruolo che le imprese e i CFO possono giocare nel contribuire al finanziamento degli SDGs. Sviluppati nel contesto della CFO Taskforce for the SDGs creata da UN Global Compact, i principi – si legge nella nota – puntano a guidare le imprese nell’allineare i propri impegni di sostenibilità con strategie di corporate finance credibili, al fine di creare un impatto reale a favore degli SDGs. L’obiettivo è quello di lavorare con la catena di valore dell’investimento – investitori, banche, istituzioni finanziare per lo sviluppo, agenzie di credit rating e società di valutazione di sostenibilità – per creare un mercato per investimenti e capitali a favore degli SDGs che sia vasto, liquido ed efficiente. LEGGI TUTTO