More stories

  • in

    Riqualificazione energetica, MPS partner finanziario di Eni gas e luce e Harley&Dikkinson

    (Teleborsa) – Sostenere le imprese che aderiscono a CappottoMio, il servizio finalizzato alla riqualificazione energetica e alla messa in sicurezza sismica degli edifici condominiali e unifamiliari. Questo l’obiettivo della partnership siglata dal Gruppo Montepaschi, in qualità di partner finanziario, con Eni gas e luce – che diventerà prossimamente Plenitude – e Harley&Dikkinson. Grazie a questo accordo – spiega Mps in una nota – il Gruppo Montepaschi, tramite MPS Leasing & Factoring, darà la possibilità di rendere liquido il credito d’imposta attraverso il cosiddetto reverse factoring, mettendo così a disposizione dell’azienda, fin da subito, i capitali utili a proseguire nella propria attività e favorendo un circolo economico virtuoso.”Con questo accordo, Eni gas e luce, vuole fornire un ulteriore supporto alle imprese partner di CappottoMio per agevolarle nella realizzazione di interventi di efficienza energetica e/o di riqualificazione sismica di un edificio, a ulteriore garanzia di qualità per il cliente. Il nuovo nome Plenitude – commenta Stefano Goberti, amministratore delegato di Eni gas e luce – rappresenta il cambiamento che Eni gas e luce ha intrapreso da tempo e che l’ha portata a incrementare, oltre ai servizi di risparmio energetico per la casa e per le imprese, anche la capacità installata da fonti rinnovabili e a offrire servizi per la mobilità elettrica per accompagnare così i suoi clienti a fare un uso migliore dell’energia”. “Il Gruppo Montepaschi è da sempre vicino alle piccole e grandi realtà che operano sui territori e che con il loro lavoro portano un valore aggiunto a tutta la comunità. Con questo accordo – dichiara Maurizio Bai, responsabile Business Imprese e Private Banking di Banca Monte dei Paschi di Siena – intendiamo fornire un supporto fondamentale e realizzare interventi concreti a favore delle aziende, per accompagnare la ripresa in un particolare momento storico. L’accordo con Eni gas e luce conferma l’impegno del Gruppo Montepaschi per la valorizzazione del patrimonio immobiliare italiano e per la riqualificazione energetica degli immobili, in linea con la nostra strategia che coniuga il business con i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.”Con il nuovo partner finanziario – afferma Alessandro Ponti, amministratore delegato di Harley&Dikkinson – si aggiunge un altro importante attore a sostegno del progetto di gestione della cessione del credito d’imposta volto ad avvicinare sempre di più la filiera delle costruzioni e le persone alla riqualificazione degli immobili e dunque alla sostenibilità in vista degli obiettivi europei da raggiungere entro il 2050 e di quelli ESG richiesti dal mercato”.CappottoMio – spiega la nota – non si limita all’isolamento termico degli edifici per ridurne le dispersioni termiche, ma si estende all’adeguamento energetico delle centrali termiche con la possibilità di usufruire anche in questo caso di tutti i vantaggi fiscali previsti dall’ecobonus. Il servizio di Eni gas e luce – con il contributo di partner specialistici della sua rete di servizi energetici e con Harley&Dikkinson, business designer sviluppatore della piattaforma H&D Platform dedicata alla gestione di lavori con cessione del credito d’imposta – è stato progettato in conformità con la normativa in materia di “ecobonus”, “sismabonus” e recentemente anche di “superbonus 110%” con la possibilità di cedere a Eni gas e luce il credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi. LEGGI TUTTO

  • in

    Caro energia, ANFIA: “Misure insufficienti. Serve intervento strutturale”

    (Teleborsa) – Le misure previste dal decreto Sostegni non soddisfano le associazioni. Dopo le perplessità espresse oggi da Confartigianato e CNA anche Assolombarda e Anfia, l’associazione nazionale filiera industria automobilistica, si aggiungono al coro degli scontenti. “Il testo disponibile al momento in merito alle misure per contrastare l’emergenza energetica a nostro avviso presenta criticità rilevanti nel medio-lungo periodo – afferma Alessandro Spada, presidente di Assolombarda –. Se guardiamo l’immediato, valutiamo certamente positivo l’azzeramento degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 per le utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, anche connesse in media e alta/altissima tensione perché coinvolge tutte le imprese. Certamente negativo, invece, il fatto che si tratti di misure relative esclusivamente al breve periodo e all’energia elettrica, senza dunque interventi sul gas che è la componente energetica che ha subito il rincaro più elevato e che rappresenta un vettore energetico ancora importante per il nostro Paese e sul quale riteniamo fondamentale, per esempio, aumentare la capacità di estrazione dei giacimenti nazionali passando dagli attuali 4 Mld di metri cubi per anno ad 8. Purtroppo – ha concluso Spada –, molte delle nostre proposte, sviluppate secondo una logica strutturale con impatti sul breve ma anche sul medio-lungo periodo, non sono state prese in considerazione”.”Dalle prime bozze circolate relative al decreto-legge sostegni, in tema di caro energia, sembra emergere che le misure prese in considerazione dal Governo sono congiunturali e non strutturali: una serie di interventi spot insufficienti a contrastare il rialzo di oltre 6 volte del costo del gas e di oltre 4 di quello dell’energia elettrica, che impediscono alle aziende, nelle prossime settimane, di poter soddisfare gli ordini che, pure, registrano abbondanti anche dall’estero. Occorrono, invece, interventi di forte e immediato impatto come accaduto in Francia e in Germania – sottolinea in una nota Anfia –. Nelle misure del decreto in bozza non troviamo riscontri alle proposte da noi avanzate, riguardanti in particolare: la cessione della produzione nazionale di gas ai settori industriali per 10 anni con anticipazione dei benefici finanziari l’anno 2022; la cessione di energia rinnovabile elettrica consegnata al GSE per un quantitativo di circa 25TWh e trasferita ai settori industriali a rischio chiusura ad un prezzo di 50 euro/Mwh; l’incremento delle agevolazioni per i settori energivori con riferimento alle componenti parafiscali della bolletta elettrica”. La criticità principale delle misure, scrive Anfia, “è la mancanza di un forte impatto immediato che dia modo di lavorare insieme al Governo, nei mesi successivi, ad un piano più strutturale e di lunga durata, ed espone tutta la filiera automotive, a cui gran parte delle aziende ad alta intensità energetica fanno riferimento, un ulteriore enorme fattore di rischio, oltre a quelli già presenti per l’accelerazione della transizione energetica”.”Quest’emergenza rappresenta, e non solo per la nostra filiera, una vera pandemia – commenta Roberto Vavassori, delegato Anfia per l’Energia – vista la gravità per il sistema economico italiano, di cui stiamo celebrando i risultati 2021, che, pure, rischiano di essere vanificati proprio dall’elemento energia. È qualcosa di inaccettabile. Intere filiere industriali hanno un elevato quantitativo di ordini da evadere ma, per via del caro energia, non riescono a decidere se produrre in perdita o fermarsi. Un altro paradosso è che a risultare avvantaggiati dalla situazione sono Paesi, anche europei, nostri concorrenti che non hanno la stessa dipendenza dal gas dell’Italia, che paga, quindi, il suo essere più virtuosa a livello di impatto ambientale. L’intensità e l’immediatezza delle misure abbozzate nel decreto-legge sostegni sono molto diverse da quelle che noi chiediamo di mettere in gioco. Occorre creare una situazione non dissimile da quella della Francia: riformulare il meccanismo di fissazione del prezzo dell’energia facendo giocare le rinnovabili (a presso calmierato a disposizione dell’industria manifatturiera), che oggi non sono considerate. Dal punto di vista della filiera produttiva automotive italiana, questo intervento è quanto mai urgente e indispensabile per varie ragioni: siamo stati fortemente colpiti, nel 2021, da una serie di fattori negativi che hanno determinato una chiusura d’anno a -20% del fatturato; siamo l’unica filiera dell’industria manifatturiera a cui è richiesto, a livello europeo, il raggiungimento di obiettivi ambientali ambiziosissimi in tempi molto rapidi; anche se non tutte le nostre aziende sono energivore, dipendiamo da catene industriali ad alta intensità di energia, che ribaltano i rincari su di noi; siamo di fronte a una decisione importante del Gruppo Stellantis, che non ha mancato di mettere all’indice il costo dell’energia per programmare un ingente investimento in Italia: una gigafactory, che, per definizione, vive di energia. Chiediamo, quindi, di mettere in campo misure che abbiano un impatto immediato nelle prossime settimane, per poi definire rapidamente, nei mesi a venire, quando la tensione si allenterà, delle misure strutturali”. (Foto: © sashkin7 | 123RF) LEGGI TUTTO

  • in

    Bollette, Assoutenti: “Decreto assolutamente deludente. Governo abbandona famiglie”

    (Teleborsa) – Un decreto decisamente deludente che sembra abbandonare le famiglie al proprio destino, e che non fornirà adeguate tutele contro il caro-bollette. È quanto afferma Assoutenti, commentando le decisioni del Governo in tema di energia.”Le misure varate oggi non aiuteranno né le famiglie, né le imprese – spiega il presidente Furio Truzzi –. I soldi messi in campo sono insufficienti, e non si comprende perché gli interventi sugli oneri di sistema interessino solo le utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, lasciando fuori tutti gli altri. Se davvero si vuole riportare le tariffe di luce e gas a livelli accettabili servono almeno 30 miliardi di euro da reperire nel corso del 2022, risorse che il Governo può trovare già oggi tassando gli extra-profitti delle società energetiche pari a 12 miliardi di euro. Serve poi prevedere la possibilità di rateizzare le bollette per un periodo non inferiore ai 24 mesi, in favore sia delle famiglie che delle imprese, revocare qualsiasi finanziamento al fossile o a forme di energia non green (10,5 miliardi) e ridurre il peso delle fideiussioni in capo alle piccole società energetiche. In assenza di interventi davvero efficaci per salvare le tasche italiane, Assoutenti assieme alle altre associazioni dei consumatori – annuncia Truzzi – è pronta a proclamare uno sciopero delle bollette, invitando famiglie e imprese ad autoridurre le fatture di luce e gas”. LEGGI TUTTO

  • in

    Ascopiave entra nel settore eolico tramite M&A

    (Teleborsa) – Il Gruppo Ascopiave ha acquisito, tramite la società controllata Asco Renewables, una partecipazione del 60% nel capitale di Salinella Eolico, società appartenente a Renco. Salinella Eolico ha in programma la realizzazione di un parco eolico in Provincia di Catanzaro con potenza nominale sino a 21 MW, parte dei quali già autorizzati dalle autorità competenti e parte in fase avanzata di autorizzazione. La costruzione del parco eolico, che verrà eseguita da Renco, comporterà un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro.Lo ha affermato in una nota il Gruppo Ascopiave, quotato su Euronext STAR Milan e rappresenta uno dei principali operatori nazionali nel settore della distribuzione del gas naturale. “Questa operazione costituisce un’altra importante tappa nel percorso intrapreso dal Gruppo Ascopiave verso la transizione energetica”, ha commentato il CEO Nicola Cecconato.(Foto: Zbynek Burival on Unsplash) LEGGI TUTTO

  • in

    Caro bollette, sul tavolo del Cdm nodo extraprofitti. Todde: “Ipotesi al vaglio”

    (Teleborsa) – Gli interventi contro il caro bollette saranno sul tavolo del Consiglio dei ministri che seguirà alla cabina di regia della maggioranza convocata dal presidente del Consiglio Mario Draghi per domani mattina alle 9. Oggi il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha confermato che “il governo sta lavorando sul tema con una attenzione particolare all’impatto sul settore delle imprese e non soltanto delle famiglie più bisognose che sono già state oggetto dei cospicui e molto costosi interventi”. “Sulle bollette – ha spiegato la sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra, ai microfoni di RaiNews24 – il governo sta preparando un intervento significativo che si affianca a quello già molto significativo che interessa il primo trimestre e che riguarda le famiglie in difficoltà economica. In questo caso si cercherà di fare un primo passo a sostegno soprattutto delle imprese che stanno incontrando grosse difficoltà. Anche quelle grandi che consumano energia in misura maggiore. C’è anche un intervento specifico che riguarda gli enti locali, in particolare i comuni, che hanno una bolletta energetica piuttosto significativa per sostenere i servizi di interesse generale”. La misura, ha precisato Guerra, “sarà prevalentemente diretta alla riduzione degli oneri di sistema, i costi fissi che gravano sulle bollette, in parte attraverso defiscalizzazioni e probabilmente con una rimodulazione. Sarà un aiuto abbastanza sostanzioso”. In vista del Cdm la viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde (M5s) torna a rilanciare la proposta sugli extra-profitti delle aziende energetiche. “È importante tenere conto che anche le aziende che stanno producendo idroelettrico da fonti rinnovabili beneficiano di un prezzo dell’energia elettrica che è legato al gas e quindi è particolarmente alto. Quindi – ha affermato Todde intervenuta a Restart su Rai2 – è importante in questo momento chiedere un contributo a chi sta avendo extraprofitti. Dovrà essere valutato e credo che sia una misura che il governo prenderà in considerazione. Siamo un paese che consuma 70 miliardi di metri cubi di gas. Le nostre fonti interne – ha spiegato l’esponente del Movimento 5 Stelle – ci fanno produrre circa 4 miliardi di mc e se attivassimo oggi i campi che hanno la licenza sospesa arriveremmo a 6 miliardi di mc e non in un tempo zero ma in due anni. Non è una soluzione mirata ma strutturale. Importante è che abbiamo differenziato le fonti di fonti di import come il Tap. Ecco il Tap se si lavorasse su un ampliamento non della infrastruttura, che già supporta la capacità, ma, banalmente, con il governo azero per importare più gas, potremmo passare da 10 miliardi di mc a 20 miliardi di mc questo consentirebbe di far scendere il prezzo”.Per Guerra, tuttavia, è remota l’ipotesi che il decreto che conterrà le misure per contenere gli aumenti delle bollette per le imprese sarà finanziato con la tassazione degli extraprofitti. “I precedenti di tassazione degli extraprofitti che abbiamo avuto in passato – ha sottolineato Guerra – hanno avuto problemi di costituzionalità. Non è banale definire cosa sono da che cosa sono determinati. Quindi diciamo che è uno studio che si sta facendo per vedere se ci sono le condizioni, le motivazioni per chiedere questo aiuto particolare a quelle imprese che dovrebbero essere avvantaggiate dalle stesse cose che stanno facendo male agli altri. Lo studio è ancora in corso non credo che finirà in questo decreto”. Sul tema dell’aumento del costo dell’energia sono intervenuti oggi i sindacati. Il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli, si è detto favorevole all’introduzione di una tassazione sugli extra profitti delle aziende e ha affermato la necessità di “un immediato di ristoro per cittadini ed imprese”, ma anche di “una riforma strutturale della bolletta elettrica e di un modello energetico in grado di calmierare il mercato del gas e accelerare gli investimenti sulle energie rinnovabili al fine di migliorare il mix energetico e non scaricare sul paese costi divenuti non più sopportabili”. Dal segretario confederale della Cisl, Giulio Romani arriva la richiesta al Governo di “mantenere e rafforzare il fondo per il caro-bollette” ma anche di mettere in atto “una riflessione sulle scelte di politica energetica nazionale”. ìPer il sindacalista “in Italia dovremmo raddoppiare la produzione di gas nazionale e diversificare le fonti di approvvigionamento”. LEGGI TUTTO

  • in

    ENEL, Gridspertise: “Conclusi nuovi contratti per la fornitura di oltre 650mila smart meter”

    (Teleborsa) – Gridspertise, società del Gruppo Enel dedicata alla trasformazione digitale delle reti elettriche, ha recentemente stipulato contratti per la fornitura di oltre 650mila smart meter, dispositivi per operazioni sul campo e accessori, nonché servizi connessi alla digitalizzazione dei clienti. La vendita di questa tecnologia riguarda l’Italia, Malta e San Marino. Fondata nel settembre 2021, Gridspertise – spiega Enel in una nota – rappresenta la nuova realtà industriale e commerciale di Global Infrastructure and Networks dedicata all’offerta di soluzioni e servizi innovativi, flessibili, sostenibili e integrati ai gestori di distribuzione di elettricità, che si propone sul mercato come un partner affidabile per dare slancio alla trasformazione digitale delle reti di distribuzione, nel quadro della transizione energetica.I beneficiari dei servizi e degli strumenti di Gridspertise saranno, per il momento, Enemalta plc, il fornitore di servizi energetici di Malta; il Gruppo HERA (una delle principali multiutility italiane); quattro società di pubblica utilità dell’Italia centrale che servono i comuni di Terni (TDE), Tolentino (ASSM), S. Severino Marche (A.S.SE.M.) e Offida (Energie Offida); San Marino (Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici); cinque società di pubblica utilità in Italia settentrionale che servono i comuni di Brunico (Azienda Pubbliservizi Brunico), Paluzza (SECAB), Forni di Sopra (SCI Forni), Chiavenna (SIEC) e Morbegno (SEM). “I dodici operatori di sistemi di distribuzione (DSO) in questione – evidenzia la nota – saranno così in grado di accelerare l’elettrificazione del processo di consumo e di rendere la propria infrastruttura più efficiente”. I contratti di fornitura avranno validità fino al 2029 e non includeranno solo l’ultima generazione di smart meter: il servizio – fa sapere Enel – comprenderà anche accessori specifici, come concentratori, dispositivi per operazioni sul campo, antenne e altre attrezzature che supportano la digitalizzazione completa dei dati di fornitura e del consumo di elettricità. “A solo pochi mesi dal lancio di Gridspertise, – commenta Robert Denda, ceo di Gridspertise – siamo orgogliosi di annunciare la conclusione di dodici nuovi contratti per un totale di oltre 650mila smart meter e più di 150mila dispositivi per operazioni sul campo e accessori, in Italia, a San Marino e a Malta. Questi clienti hanno creduto in noi come partner strategico per accelerare la trasformazione delle loro reti con soluzioni di metering e digitalizzazione grid edge che integrano le tecnologie più avanzate disponibili oggi e consentono la partecipazione attiva di diversi stakeholder nel mercato dell’elettricità. Ci siamo impegnati appieno a realizzare la loro missione, con le prime consegne già programmate per quest’anno. Siamo grati ai nostri clienti e orgogliosi di questi primi risultati, con i quali iniziamo il 2022 a tutta velocità!”.Mentre consolida la propria presenza nei paesi europei, Gridspertise – annuncia Enel – sta già lavorando per estendere il proprio servizio alle utilities in nuovi mercati target, incluso il Nord America, dove l’azienda prevede di offrire le proprie soluzioni grid edge e digitali e servizi per la resilienza della rete a partire dal secondo trimestre del 2022 per soddisfare la crescente necessità di investimenti infrastrutturali nella regione. LEGGI TUTTO

  • in

    Bollette, associazioni presentano al Governo manifesto su crisi energetica

    (Teleborsa) – Una serie di proposte per arginare il caro-bollette, ridurre le tariffe in capo a famiglie e imprese anche riformando i meccanismi di prezzo e di fiscalità dell’energia e, soprattutto, premiare l’efficienza energetica, la ricerca e realizzazione di nuove fonti e gas rinnovabili come l’idrogeno. Questo, in sintesi, il contenuto del documento sulla crisi energetica presentato oggi al Governo dalle associazioni dei consumatori (Assoutenti, Adusbef, Codacons, Confconsumatori, Casa del consumatore, Ctcu, Lega Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Associazione utenti servizi radiotelevisivi), unitamente a Legambiente e all’Associazione di Reseller e Trader dell’Energia (A.R.T.E.).Un vero e proprio “manifesto” della crisi con cui le associazioni si fanno portavoce delle istanze di milioni di famiglie e attività produttive che rischiano di essere stremate dal caro-bollette e di pagare un conto salatissimo che potrebbe raggiungere, entro il 2022, quota 70 miliardi di euro.LE PROPOSTE PER CONTRASTARE IL CARO ENERGIA – “Considerata l’attuale situazione di diffusa crisi internazionale energetica e i rischi per la ripresa economica e la sostenibilità dei costi energetici per famiglie e attività produttive, – si legge nel documento presentato dalle 9 associazioni dei consumatori, dagli ambientalisti e dall’organizzazione dei trader al presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri dello sviluppo economico, dell’Economia e della Transizione Ecologica – si impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale mentre in parallelo si acceleri la spinta per le rinnovabili e le efficienza per ridurre la dipendenza dall’estero e dalle fonti fossili. Vista la stima di Terna del 21 ottobre 2021, con cui la Società ha dichiarato un maggior costo presunto per il paese nei 12 mesi del 2022 di 40 mld di euro considerando un PUN di 150€/MWh; viste le stime effettuate da molte autorevoli organizzazioni correggono questo valore verso l’alto, fino a 60/70 mld di euro a seconda dei valori effettivi delle componenti, considerando anche il maggior costo del Gas; ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie, i presupposti emergenziali per la dichiarazione dello stato di emergenza; su proposta delle Scriventi associazioni di imprese e consumatori si propone di: dichiarare per un periodo non inferiore a 12 mesi, lo stato di crisi energetica nazionale, in conseguenza del rischio per il paese dovuto all’aumento delle materie prime energetiche, e di istituire con urgenza, un comitato di esperti indipendenti di alto livello e di rappresentanti delle associazioni per supportare il Governo con dati scientifici nelle scelte più appropriate per riorganizzare mercato, infrastruttura e tariffe”. Nel manifesto anche la richiesta di elaborare interventi urgenti mirati sulle seguenti direttrici: riforma del meccanismo di prezzo basato sui costi di produzione; riduzione generale e definitiva della componente parafiscale; revisione dei meccanismi di sostegno per i casi difficoltà economica; introduzione di un meccanismo di prelievo sugli extra-profitti dovuti dal prezzo marginale attualmente applicato indifferentemente a chi vende energia fossile e/o rinnovabile che consentirebbe di recuperare altri 12 miliardi di euro; sospensione del “Capacity Market” fino al superamento dello Stato di crisi energetica” con recupero di altri 2 miliardi di euro; avvio urgente di un piano nazionale di efficienza energetica che coinvolga le imprese, le abitazione, gli edifici e la mobilità pubblica; avvio di un piano di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico e privato, con particolare riguardo alle periferie, massimizzando e rivedendo il sistema di incentivi del settore e valorizzando il superbonus fino al 2030.”Al più presto – concludono le associazioni– va inoltre promosso il nuovo sistema energetico allo scopo di salvaguardare le tasche di famiglie attività delle imprese e per indirizzare la domanda e l’offerta di energia secondo nuovi principi e modelli, opposti a quelli fallimentari che hanno determinato l’attuale crisi”. (Foto: © pejo / 123RF) LEGGI TUTTO

  • in

    Acsm Agam, nuovo piano: EBITDA sale a 104,7 milioni di euro nel 2026

    (Teleborsa) – Il consiglio di amministrazione di Acsm-Agam, una delle principali multiutility del nord Italia, ha approvato il Piano Industriale 2022-2026 del gruppo. Per quanto riguarda gli obiettivi finanziari, è previsto un EBITDA 2026 a quota 104,7 milioni di euro (CAGR 21-26 +3,7%), EBIT a 39,9 milioni di euro nel 2026 (CAGR 21-26 +5,0%). La PFN è vista in crescita a 269 milioni di euro nel 2026, in relazione al piano investimenti, concentrato su concessioni di lungo termine in contesto di gara e soggetto a regolazione, e al pay out. Previsto un rapporto PFN/EBITDA al 2026 a 2,6 e Leverage a 0,5. Il pay out medio in arco piano è stimato intorno all’80% del risultato netto.”La sostenibilità è il valore chiave del Piano Industriale 2022-2026, che conferma ancora una volta l’impegno del nostro gruppo nella transizione energetica, nell’economia circolare e nella digitalizzazione – hanno commentato Marco Canzi e Paolo Soldani, rispettivamente presidente e AD – Ben il 67% degli investimenti in arco piano è destinato ad attività correlate ad obiettivi per lo sviluppo sostenibile, perché servono progetti concreti per contribuire al taglio delle emissioni entro il 2030 e al raggiungimento della neutralità climatica che tutti i Paesi dell’Unione europea hanno come obiettivo entro il 2050″.Il Piano prevede complessivamente investimenti per 457 milioni di euro. Il valore dei progetti correlati a specifici obiettivi per lo sviluppo sostenibile è pari a 397 milioni di euro, di cui 307 milioni di euro milioni di investimenti riferiti al gruppo e 90 milioni di euro riferiti a interventi di efficientamento e riqualificazione energetica presso terzi.In particolare, la business unit Ambiente prevede sia nuovi impianti di trattamento sia il potenziamento di impianti di trattamento esistenti; la business unit Energia e Tecnologie smart si focalizzerà sullo sviluppo del teleriscaldamento, sul proseguimento degli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico, di illuminazione pubblica, di mobilità elettrica e lo sviluppo con nuovi impianti distribuzione Multi Fuel (GNL, Biogas, ricarica elettrica). La business unit Reti prevede interventi di efficientamento reti e impianti idrici (con obiettivo di ulteriore riduzione delle perdite), elettrici e gas, con rinnovo parco misuratori anche in ottica smart meter. LEGGI TUTTO