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    Banca Generali e Stefano Guindani: progetto fotografico sull'Agenda ONU 2030

    (Teleborsa) – Banca Generali e il fotografo Stefano Guindani uniscono le forze per dare vita a “BG4SDGs – Time to Change”, progetto fotografico dedicato a esplorare il mondo della sostenibilità attraverso la matrice universale dei 17 SDGs (gli obiettivi di sviluppo sostenibile) che compongono l’Agenda Onu 2030. Attraverso la lente del proprio obiettivo, Guindani da un lato punta a evidenziare l’azione negativa dell’uomo sull’ambiente e sulla comunità, dall’altro come lo stesso genere umano abbia invece una straordinaria capacità di recupero attraverso soluzioni innovative e sostenibili.Nella sua ricerca, Guindani spazierà oltre i confini italiani ricercando casi critici e situazioni di eccellenza anche all’estero: Brasile, Norvegia e Australia, ma anche Stati Uniti e Sudafrica. Le fotografie saranno pubblicate sui canali Instagram di Banca Generali e dell’artista stesso, con un calendario che prevede il racconto di un SDG per ciascun mese, per una durata totale di 17 mesi. A fine 2022, gli scatti più rappresentativi saranno oggetto di una mostra fotografica itinerante e di un catalogo dedicato.”Sono molto orgoglioso di prendere parte a questo progetto e spero che le mie immagini siano in grado di attirare l’attenzione su un tema tanto importante – ha dichiarato Guindani – Lo scopo di BG4SDGs – Time to Change non è solo quello di puntare i riflettori sulle ben note problematiche che affliggono il nostro pianeta, ma è soprattutto quello di suggerire possibili soluzioni”.”L’Agenda ONU 2030 rappresenta una bussola imprescindibile per Banca Generali, tanto che siamo stati tra i primi operatori a credere nel modello di consulenza ESG all’interno della nostra rosa d’offerta per consentire ai nostri private banker di costruire portafogli declinati secondo gli SDGs che stanno maggiormente a cuore ai clienti – ha commentato Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali – Ci auguriamo che il percorso costruito insieme a Stefano possa avvicinare e sensibilizzare ai temi degli SDGs che stanno tracciando le linee guida su cui lo sforzo di istituzioni e privati si sta indirizzando per guidare la ripresa verso un futuro più sostenibile”. LEGGI TUTTO

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    In arrivo nuova ondata di caldo africano: mercoledì 8 bollini rossi

    (Teleborsa) – Nuova ondata di calore in arrivo nelle prossime ore che coprirà, in particolare mercoledì, tutta la penisola, ad esclusione dell’area nord-ovest con Genova e Torino. Il sistema di alert del ministero della Salute, online sul sito del dicastero, segnala 4 città a bollino rosso e 9 arancione che mercoledì diventeranno rispettivamente 8 e 13 sulle 27 città monitorate.Il bollino arancione indica le temperature elevate e le condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare in alcuni gruppi di popolazione. Quello rosso il rischio che persiste per 3 o più giorni.E nella settimana del grande caldo la Protezione Civile lancia l’allarme: nei prossimi giorni il rischio incendi aumenterà in tutto il paese, complici temperature che potrebbero superare i 45 gradi, e dunque è necessaria la massima attenzione da parte delle istituzioni e la collaborazione dei cittadini. A chiedere il massimo impegno per evitare una nuova emergenza, il capo del Dipartimento Fabrizio Curcio, alla luce delle previsioni meteo: fino a Ferragosto l’Italia sarà investita da un’ondata di caldo africano, con temperature che arriveranno a 45 gradi al Sud, a 36-37 gradi nelle città della pianura Padana e fino a 28-30 gradi a 1.500 metri. “Un evento estremo con pochi precedenti” dicono gli esperti, provocato da un campo di alta pressione sub-tropicale che investirà il Mediterraneo e che avrà il suo epicentro nelle giornate tra martedì e giovedì. (Foto: © Aleksandr Papichev/123RF) LEGGI TUTTO

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    Ex Ilva, Legambiente: fondi transizione per decarbonizzare

    (Teleborsa) – “Per lo stabilimento ex Ilva di Taranto il Governo abbatta in via prudenziale del 50% la capacità produttiva massima attribuita agli impianti attualmente in uso, nelle more di una integrazione della recente Valutazione del Danno Sanitario che evidenzia un rischio sanitario non accettabile per una produzione di 6 milioni di tonnellate annue di acciaio”.E’ quanto ha sottolineato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, durante la conferenza stampa, organizzata da Legambiente Puglia per presentare, promuovere e consegnare al Sindaco di Taranto le proposte dell’associazione ambientalista per i progetti del Just Transition Fund. All’incontro hanno partecipato anche il sindaco Rinaldo Melucci, il presidente Legambiente Puglia Ruggero Ronzulli e il presidente di Legambiente Taranto Lunetta Franco.Il nuovo Piano industriale “contempli – ha aggiunto Ciafani – la costruzione di forni elettrici e segua il faro della decarbonizzazione indicato dall’Europa, avviando la rivoluzione dell’acciaio pulito con la realizzazione, da subito, di un impianto che utilizzi l’idrogeno verde con l’obiettivo di arrivare in pochi anni ad una rilevante capacità produttiva, come faranno in Svezia sia Hybrit che H2 Green Steel”. Accanto alla decarbonizzazione, “riteniamo prioritario – ha dichiarato Lunetta Franco – un progetto di vera e propria rigenerazione del Mar Piccolo e delle sue sponde”. Le altre proposte di Legambiente per l’utilizzo del Just Transition Fund per Taranto sono la “bonifica delle aree ex Ilva di competenza dell’Amministrazione straordinaria, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e la creazione di un piccolo distretto dell’economia circolare”. LEGGI TUTTO

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    UE, incontro Giorgetti-Hahn: focus su transizione green e industria

    (Teleborsa) – Il Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti ha incontrato a Palazzo Piacentini, Johannes Hahn, commissario europeo per il Bilancio e la programmazione finanziaria.”Nel corso del bilaterale – spiega una nota – sono stati approfonditi temi centrali della politica economica nazionale e dell’Unione europea, a partire dal programma Next Generation Ue e gli investimenti previsti nel Pnrr, passando alle misure relative al processo di decarbonizzazione che ha effetti su settori dell’industria”. Giorgetti ha sottolineato “la necessità di definire una strategia in ambito europeo che rafforzi la competitività della Ue a livello globale, bilanciando gli aspetti della transizione green con quelli della produzione e le conseguenti ricadute sociali”. A tal riguardo, il Commissario Hahn “ha condiviso le considerazioni del ministro Giorgetti, sottolineando che questo tema sara’ oggetto di confronto in sede europea, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra diverse esigenze”. Infine, Giorgetti e Hahn hanno concordato sulla necessità di definire in ambito Ue “una cornice di regole stabili e funzionali per favorire gli investimenti di lungo periodo e la realizzazione delle riforme strutturali nell’ambito della Next Generation Ue”. LEGGI TUTTO

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    Spreco idrico, Patuanelli: intervenire ora o grossi guai in futuro

    (Teleborsa) – “La riduzione degli sprechi idrici diventerà il centro del problema in agricoltura. Da qui a 30 anni o affrontiamo oggi come risolvere il problema della scarsità idrica o tra 30 anni avremo grossi guai”. Così il Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, concludendo il Forum vitivinicolo organizzato da Cia-Agricoltori Italiani e Uiv-Unione italiana vini. “O entriamo oggi a lavorare sulla rete di captazione delle acque e sul trasporto delle acque senza perdite o in futuro dovremo dare massima priorità all’acqua per uso civile e quindi quella per uso agricolo, per non parlare di quella per uso industriale, saranno un grosso problema – ha aggiunto il Ministro – Ci sono 880 milioni di euro nel PNRR, che non sono tanti ma sono una prima risposta. In agricoltura qualcosa si può già fare per consumare meno acqua: penso alla sensoristica, al monitoraggio dei campi, all’uso dei droni”. LEGGI TUTTO

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    IEA, emissioni CO2 verso record nel 2023. Non c'è picco in vista

    (Teleborsa) – Nonostante l’impegno per la transizione energetica e il taglio delle emissioni, le misure dei governi nazionali per la ripresa dalla pandemia spingeranno le emissioni di CO2 a nuovi livelli record nel 2023, con possibilità di ulteriore crescita negli anni successivi. È quanto emerge da un nuovo report dell’IEA, l’Agenzia internazionale dell’energia, nel quale viene sottolineato che non c’è “alcun picco chiaro in vista”.L’organizzazione stima che i governi di tutto il mondo hanno stanziato circa 380 miliardi di dollari per misure sull’energia pulita come parte della loro risposta economica alla crisi del Covid-19, pari a circa il 2% del sostegno fiscale totale in risposta alla crisi pandemica. Questa spesa pubblica e le nuove politiche messe in atto dallo scorso anno dovrebbero aggiungere 350 miliardi di dollari in più all’anno alla spesa per l’energia pulita tra il 2021 e il 2023, pari a un aumento del 30% rispetto ai livelli registrati negli ultimi anni.L’aumento degli investimenti per l’energia pulita rappresenta però solo il 35% dell’importo necessario (secondo l’IEA Sustainable Recovery Plan) per mettere il mondo sulla buona strada per raggiungere emissioni nette zero entro il 2050. Ci sono anche ampie differenze geografiche: la maggior parte della spesa è concentrate nelle economie del G20 e infatti in questi Paesi le misure di rilancio annunciate fino ad oggi dovrebbero soddisfare il 60% del fabbisogno di investimenti previsto per una transizione sostenibile, secondo i calcoli dell’IEA. Nelle economie emergenti e in via di sviluppo questa quota scende al 20%.Sebbene le emissioni di CO2 raggiungeranno nuovi livelli record nel 2023, questa traiettoria è inferiore di 800 milioni di tonnellate di CO2 rispetto a quella che sarebbe stata raggiunta senza sforzi per la transizione energetica dell’economia globale. Il livello che sarà raggiunto, secondo le stime dall’IEA, sarà comunque 3.500 milioni di tonnellate di CO2 al di sopra del percorso indicato dall’Agenzia internazionale dell’energia per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero nel 2050. LEGGI TUTTO

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    Transizione ecologica, IEG e Università di Bologna danno il via a Scuola di Alta formazione

    (Teleborsa) – Collaborare in maniera strutturata sul tema dell’Economia Circolare, oggi di grande attualità e rilievo strategico. Questo l’obiettivo dell’accordo triennale siglato tra l’Università di Bologna e Italian Exhibition Group (Ieg). Nell’ambito dell’accordo, – spiega IEG in una nota – nasce l’organizzazione di una Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica rivolta a imprese, enti e associazioni promossa da Ecomondo – Italian Exhibition Group e diretta dall’Università di Bologna, in collaborazione con Rete Ambiente. “L’iniziativa – spiega Ieg – è strategica, nell’ottica della rivoluzione sostenibile del business che attraverserà sempre più a fondo l’economia del Paese, ed è rivolta a tutti i professionisti impegnati nell’innovazione dell’economia circolare, a partire da manager e dirigenti, fino ad amministratori, tecnici, consulenti, operatori. In particolare la Scuola si rivolge a figure come i waste, i sustainable e gli energy manager, ma anche a direttori qualità, all’HR, al marketing, a direttori gare e appalti, facility manager, compliance legal affairs, e comunque a tutti i professionisti interessati alla svolta della sostenibilità”.”Negli ultimi anni – afferma il rettore di Unibo, Francesco Ubertini – l’economia circolare e la transizione ecologica sono state al centro di numerosi progetti nazionali ed internazionali, in stretta collaborazione con le imprese. Anche riguardo all’offerta didattica, questi temi caratterizzano sempre più i nostri corsi, con un approccio che coniuga interdisciplinarità ed innovazione. Per questo ci fa molto piacere attivare questa Scuola di Alta Formazione, in collaborazione con Ieg ed altri soggetti istituzionali ed imprenditoriali, con i quali abbiamo una consolidata interazione, in particolare grazie all’esperienza di Ecomondo”.”La transizione ecologica oggi è il percorso necessario e al contempo il traguardo più prezioso – dice il presidente di Ieg, Lorenzo Cagnoni –. Grazie alla lunga esperienza e alle relazioni internazionali della nostra SpA, maturate non solo in 23 edizioni di Ecomondo ma in tutta la concezione green delle nostre strutture fieristiche e congressuali e della nostra organizzazione, siamo pronti a dare il nostro contributo imprenditoriale alle aziende e a tutti gli operatori che intendono investire nella Circular Economy”.La Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica è inserita in un progetto, avviato circa un anno fa dall’Ateneo, per dare risposta alle numerose richieste di formazione continua raccolte dalle aziende, che prevede la possibilità di co-progettare e realizzare corsi singoli o percorsi formativi più strutturati, definiti in maniera sartoriale sulle necessità delle imprese, in particolare quelle di dimensioni medio-grandi. Il corso – si legge nella nota – avrà la durata di otto settimane, a partire dal 15 ottobre fino al 10 dicembre 2021, sarà suddiviso in 4 unità tematiche da 2 settimane ciascuna. Saranno 128 le ore di attività formativa con l’obiettivo di integrare saperi diversi e sviluppare nuovi strumenti per guidare le strategie aziendali verso uno sviluppo innovativo e sostenibile nelle principali industrie. Durante la prossima edizione di Ecomondo e Key Energy alla Fiera di Rimini (26-29 ottobre 2021) sono previste, inoltre, attività in presenza per creare momenti di integrazione culturale e operativa tra fiera e università. Del Comitato Scientifico della scuola fanno parte il direttore Fabrizio Passarini, professore associato – Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”; Alessandra Astolfi Group Brand Manager Ieg; Alessandro Bratti, direttore generale Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), Giovanni De Santi, direzione “Risorse Sostenibili” del Joint Research Centre della Commissione Europea; Fabio Fava, professore ordinario – Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali, direttore Centro Interdipartimentale Alma Mater Institute on Healthy Planet, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Paola Ficco, giurista ambientale, direttore della Rivista “Rifiuti-Bollettino di informazione normativa”.L’iniziativa ha avuto il sostegno di Conai, Cib, Cic, Gruppo Cap, Novamont, Ispra, Garc, Forum Finanza Sostenibile, Fantozzi&Associati, Conou. Media Partner della Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica è l’agenzia di stampa Adnkronos. LEGGI TUTTO

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    Clima, Yellen: “Decarbonizzazione richiederà scelte difficili. Focus su cooperazione”

    (Teleborsa) – “La decarbonizzazione delle nostre economie entro la metà di questo secolo richiederà grandi investimenti e scelte politiche difficili”, ma “è nostra responsabilità agire e farlo immediatamente”. Lo ha affermato il Segretario al Tesoro USA Janet Yellen, intervenendo al Simposio di alto livello sulla tassazione, nell’ambito del vertice del G20 a Venezia.Yellen ha poi spiegato che sul clima occorre lavorare nella stessa direzione per evitare ricadute dannose. “La natura globale della questione delle delle emissioni di carbonio significa che, se i Paesi prendono strade diverse, questo approccio può creare frizioni”. E’ necessario allora che il G20 si preoccupi di “creare una piattaforma per lavorare assieme, per evitare ricadute dannose da approcci non sono allineati”- Le aree di intervento su cui cooperare sono due: disponibilità e trasparenza dei dati e proposte per evitare fughe del carbonio (carbon leakage) o fenomeni di rilocalizzazione delle emissioni di CO2.La titolare al Tesoro ha poi parlato della necessità di “sviluppare strategie interne e regole solide”, indicando che “ci sono diverse leve di politica con cui si possono creare incentivi per decarbonizzazione, tra cui sussidi e tasse”. LEGGI TUTTO