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Coronavirus, bollettino Spallanzani: “2 positivi, 32 sotto osservazione”. No allarmismi

(Teleborsa) – Massima allerta ma niente allarmismi in Italia. A fare il punto della situazione è l’Assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, all’istituto di malattie infettive Lazzaro Spallanzani. Due casi positivi al coronavirus a Roma, 12 pazienti ricoverati e altri 20 in osservazione. Tutte persone provenienti dalla Cina.

Si parte dai due cittadini cinesi che si trovavano a Roma per turismo, risultati positivi al coronavirus. “Durante il soggiorno a Roma la coppia di coniugi cinesi risultata poi positiva al coronavirus avrebbe limitato gli spostamenti all’interno e fuori dall’albergo Palatino e avrebbero indossato mascherine di protezione”. Il dottor Emanuele Nicastri, della Divisione di Malattie Infettive ad alta Intensità di cura ed altamente contagiose, ha assicurato sulle condizioni di salute dei due cittadini risultati positivi definendole “discrete”.

Poi il bilancio aggiornato: “Sono altresì ricoverati 12 pazienti pazienti provenienti da altre zone della Cina interessate all’epidemia. Questi pazienti presentano sintomi respiratori modesti, sono sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Altri nove pazienti sono stati isolati nel nostro istituto e già dimessi dopo il test negativo. Ulteriori 20 soggetti asintomatici che risultano essere stati contatti primari con la coppia sono attualmente in osservazione”.

Sul contagio, l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato ha precisato: “E’ verosimile che le persone siano fonte di trasmissione solo nel momento in cui hanno sintomi e se le persone con infezione vengono rapidamente verificate il rischio va da basso a molto basso”.

Intanto, dopo la chiusura dello spazio aereo italiano ai voli da e per la Cina, oggi il Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato d’emergenza per sei mesi al termine della riunione – durata poco più di un’ora – a Palazzo Chigi. Tra le altre misure approntate dal Cdm, uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro.

CINA AMMETTE RITARDI – Nel frattempo, le autorità cinesi hanno ammesso che i ritardi della Cina alla scoperta del virus di Wuhan ha peggiorato lo stato dell’epidemia. “In questo momento mi sento in colpa, con rimorso e rimprovero”, ha detto Ma Guoqiang, segretario del Partito comunista cinese (Pcc) di Wuhan, la massima carica politica locale. “Se fossero state adottate prima le misure di controllo rigorose, il risultato sarebbe stato migliore di quello attuale”.

LUNEDI 3 FEBBRAIO RIENTRO DEI CONNAZIONALI –
Per quanto riguarda gli Italiani che si trovano in Cina, “nella notte tra il 2 e il 3 febbraio cioè lunedì mattina atterreranno in Italia i nostri connazionali, circa 80 che in questo momento sono a Wuhan (epicentro del virus, ndr). Ovviamente saranno sottoposti a un regime sanitario qui in Italia in un luogo dedicato”, lo ha detto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando in teleconferenza con l’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari. A riportare i nostri connazionali in patria, ha fatto sapere il ministero della Difesa,un aereo KC-767A del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare. All’arriva in Italia, scatterà immediatamente la “quarantena”.

COME FUNZIONA LA QUARANTENA – Gli italiani dovrebbero essere trasferiti in una struttura protetta situata all’interno della cittadella militare della Cecchignola – ma nulla è stato ancora deciso.

Ognuno di loro verrà sistemato in una stanza singola, della grandezza di 16-20 metri quadrati, dotata di letto, un bagno, un tavolino, tv, computer e telefono. I medici del Ministero, dotati di mascherina, guanti e tute anticontagio, faranno visita ai connazionali 3 volte al giorno per verificare le loro condizioni di salute e accertarsi che non abbiano contratto il virus. Il periodo di quarantena durerà 14 giorni, la durata massima di incubazione del coronavirus.

ESPERTI UE, PAESI MEMBRI ALZINO ALLERTA – Alzare il livello di allerta sul coronavirus nei punti di ingresso in Europa e sulla trasmissione da uomo a uomo all’interno dell’Ue. Sono le ultime raccomandazioni per le autorità dei Paesi membri che arrivano dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). C’è “una probabilità da moderata a elevata”, scrive l’Ecdc, di nuovi casi di coronavirus importati nell’Ue, mentre le autorità dovrebbero in “via precauzionale” rivedere i piani di preparazione per i casi di trasmissione ‘autoctona’.

In particolare, l’Ecdc invita le autorità nazionali a “rivedere le loro procedure per informare i passeggeri in entrata e in uscita da e verso la Cina nei loro punti di ingresso” e a “prendere in considerazione la convocazione di un comitato multisettoriale” di gestione della pandemia per quanto riguarda l’eventuale trasmissione da uomo a uomo all’interno dell’Ue. Un’eventualità che, scrive l’Ecdc, ha probabilità “da bassa a molto bassa se i casi vengono individuati tempestivamente”. In Europa ci sono attualmente 6 casi confermati in Francia, 6 in Germania (dove è avvenuta la prima trasmissione da uomo a uomo su suolo Ue), 2 in Italia, 1 in Finlandia e 2 nel Regno Unito.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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