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Fase 3, Coop: “Recessione profonda, sostenere redditi e consumi”

(Teleborsa) – Una recessione “profonda e duratura”, con un crollo del Pil pari al -10,1% e dei consumi del -7,5% mentre la disoccupazione è in crescita al 12,7%. Queste le conseguenze dell’emergenza coronavirus secondo le previsioni di Coop Italia per il 2020.

In vista degli stati generali dell’economia annunciati dal premier Giuseppe Conte, Marco Pedroni e Maura Latini, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Coop Italia, nel corso di un incontro in streaming dal titolo “Coop e la fase 2. Lo scenario e le iniziative della ripartenza”, hanno indicato le priorità sulle quali è necessario concentrarsi per risollevare il Paese. In primis – secondo Pedroni e Latini – bisogna puntare su “occupazione, sostegno ai redditi e ai consumi per le fasce deboli, investimenti pubblici per modernizzare il Paese, politica fiscale a favore della sostenibilità e dell’ambiente a partire dall’Iva”.

“Con l’emergenza sanitaria – sottolineano il Presidente e l’Ad – le coop hanno sostenuto un costo aggiuntivo, che noi consideriamo investimenti, stimato in modo prudenziale in oltre 50 milioni di euro“. Nella fase più acuta del Covid-19 (marzo-aprile) c’è stato un aumento delle vendite pari al 5% che ha però riguardato i supermercati di medie dimensioni (+16%) e i negozi di vicinato (+25%), mentre gli ipermercati e i superstore hanno registrato un calo delle vendite pari all’11%. Nel complesso ci sono stati meno ingressi nei punti vendita e il 40% in meno di scontrini. Tuttavia, lo scontrino medio è stato di 46 euro contro i 26 euro dei mesi precedenti. I prodotti a marchio Coop venduti sono cresciuti del 25%, con un aumento della spesa per i prodotti basici e per l’igiene e una flessione di quelli ad alto contenuto di servizio. A maggio, inoltre, le vendite sono aumentate del 4% (-8% ipermercati, +12% supermercati medie dimensioni e +14% negozi di vicinato).

Nella Fase 1, l’attività delle coop si è concentrata su tre direttrici: sicurezza dei punti vendita, attività a favore dei consumatori e operazioni sociali e solidaristiche. C’è stata la messa in sicurezza di clienti e dipendenti (regole di igiene e distanziamento a punto vendita per una spesa in massima sicurezza), sono stati forniti dispositivi di protezione individuali ai dipendenti e per gli ambienti (barriere e distanziatori), sono state predisposte le chiusure domenicali per garantire riposo ai dipendenti in prima linea e favorire la razionalizzazione delle spese. Le coop hanno, inoltre, garantito la continuità delle forniture a punto vendita, bloccando i prezzi di tutti i prodotti confezionati industriali a proprio marchio e di tutte le altre marche (18mila prodotti) fino al 31 maggio. Sono state offerte garanzie ai produttori di settori in difficoltà (latte e floricoltura) e messe in campo azioni a sostegno delle persone più fragili.

È stato, inoltre, siglato un protocollo nazionale con protezione civile, Anci e associaizoni di volontariato per consegnare la spesa a chi ne aveva bisogno attraverso i proprio punti vendita (consegnate 100mila pese). Sono poi state donate 4,4 milioni di mascherine per un valore di 3 milioni di euro, acquistate attraverso la propria filiale di Hong Kong nel momento di massima necessità. È stato, infine, applicato uno sconto del 10% sui buoni spesa messi a disposizione del Governo, attraverso i comuni, per le famiglie in difficoltà.

Coop Italia ha confermato anche i dati sulla spesa degli italiani durante l’emergenza: dal 24 febbraio e per le prima tre settimane c’è stata la cosiddetta “spesa bunker”: pasta e riso +50%, olio oliva +35%, conserve pomodoro +57% e carne in scatola +65%. Con il lockdown, a partire dal 16 marzo la spesa degli italiani è andata via via cambiando: pasta e riso +10%, olio d’oliva +9%, conserve pomodoro +36%, carne in scatola +30%, farina +180%, lievito +170%, pesce fresco -8%, colorazioni capelli +165%, profilattici -40%, prodotti per il make-up -30%, vendite dimezzate per gel per capelli, prodotti viaggio -80%. A maggio si sono ridimensionate le vendite dei prodotti a lunga conservazione, mentre sono ripartite le vendite dei prodotti a completamento della dieta base, per esempio pesce fresco da -8% a +10%. I profilattici sono passati da -40% a -18%, la colorazione dei capelli da +165% a +30%.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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