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Iran, sale la tensione con gli Usa

(Teleborsa) – Dopo l’ammissione di colpa dell’Iran nell’abbattimento dell‘aereo della Ukraine International Airlines precipitato mercoledì scorso dopo il decollo da Teheran nel giorno dell’attacco lanciato contro le basi americane in Iraq, nel weekend è continuata a salire la tensione nel Paese.

Gli studenti di Amirkabir, Sharif e altre due università della capitale sono scesi in strada e le immagini di violenza durante la protesta diffuse sui social hanno provocato lo sdegno internazionale. Mentre a Teheran la polizia spara sulla folla che chiede le dimissioni del regime per le bugie sull’abbattimento dell’aereo ucraino e cresce la tensione diplomatica con Londra per il breve arresto dell’ambasciatore britannico e la bandiera del Regno Unito bruciata davanti alla sede diplomatica, Donald Trump non risparmia tweet al vetriolo. “Ai leader dell’Iran: non uccidete i manifestanti – scrive il presidente degli Stati Uniti –. Ne avete già uccisi o imprigionati migliaia e il mondo sta guardando. Cosa più importante, gli Usa stanno guardando. Ripristinate internet e lasciate che i reporter girino liberamente! Basta uccidere il vostro grande popolo iraniano!”.

Ad amplificare la tensione Usa-Iran anche la questione delle sanzioni. “L’Iran ha bisogno di modernizzare le proprie raffinerie per essere in grado di fornire carburante alle sue petroliere e alle navi nel rispetto degli standard internazionali dell’Organizzazione marittima internazionale. Per farlo abbiamo bisogno di un credito di 10 miliardi di dollari, ma a causa delle sanzioni Usa non riusciamo a ottenerlo” ha affermato il ministro del Petrolio di Teheran, Bijan Zanganeh, parlando a una sessione parlamentare. “Il consigliere per la sicurezza nazionale ha suggerito oggi che le sanzioni e le proteste hanno soffocato l’Iran, costringendoli a negoziare. In realtà, non me ne potrebbe importare di meno se negoziano. Dipenderà totalmente da loro, ma niente armi nucleari” è stata la risposta di Trump. “Gli americani hanno esercitato pressioni sull’Iran per realizzare le loro politiche e hanno mandato messaggi sul fatto che sono pronti a negoziare, ma l’Iran non si fida di avere colloqui con il presidente Usa Donald Trump.Non siamo noi ad aver lasciato il 5+1 (l’accordo sul nucleare, ndr), ma gli americani” ha ribadito il portavoce del governo di Teheran, Ali Rabiei.

Uno scenario in cui si inseriscono anche le minacce del leader degli Hezbollah libanesi, Hasan Nasrallah. “La risposta all’uccisione di Soleimani non sarà una singola operazione ma un lungo percorso che porterà alla rimozione della presenza militare americana nella regione” ha affermato Nasrallah in un discorso trasmesso dai media libanesi.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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