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M5s, Di Maio: “Portato a termine mio percorso, Governo deve andare avanti”

(Teleborsa) – Luigi Di Maio non è più il Capo politico del Movimento Cinquestelle. Una scelta sofferta ma ormai inevitabile. Impossibile contenere mal di pancia e malumori, dopo le batoste alle regionali in Abruzzo, Sardegna, Basilicata e Umbria e i 31 addii tra i parlamentari da inizio legislatura, con tanti che non hanno digerito l’alleanza con il Pd.

“Ho iniziato a scrivere questo discorso circa un mese fa – ha detto Di Maio parlando al M5s dal tempio di Adriano nel giorno in cui ufficializza l’addio. Poi ha proseguito: “è giunto il momento di rifondarsi, In tanti credono in noi, ma oggi si chiude un’era”. Oggi nasce il percorso per gli Stati generali del movimento, sarà un momento importantissimo, dove daremo una nuova idea di paese per i prossimi decenni”.

Di Maio: “Consapevole che parte Movimento è rimasta delusa” – “Alcuni obiettivi purtroppo non abbiamo potuto raggiungerli ma abbiamo sempre lottato. Sono consapevole che parte del Movimento è rimasta delusa e si è allontanata“, ha proseguito. “Non sono ingenuo ma lo preferisco a traditore”, ha poi aggiunto.

Poi non risparmia una frecciatina. “Quello che ci anima è il fuoco che abbiamo dentro. Abbiamo tanti nemici, quando si prova a cambiare le cose c’è sempre qualcuno che ti fa la guerra. Ma i peggiori nemici sono quelli che contraddicono i valori per i quali si è lottato insieme”.

Governo deve andare avanti – Poi rassicura sulla tenuta del Governo. “Noi dobbiamo pretendere il sacrosanto diritto di essere valutati almeno alla fine dei cinque anni di legislatura. Io penso che il governo deve andare avanti, perchè alla fine” della legislatura “i risultati si vedranno ma dobbiamo avere il tempo di mettere a posto il disordine fatto da chi ha governato per trent’anni prima”.

Ipotesi organo collegiale ad interim – Sono in tanti però a interrogarsi sulle ripercussioni del passo indietro di Di Maio sulla stabilità dell’esecutivo. C’è bisogno di un salvagente strutturato per non lasciare il Movimento allo sbando. E proprio in quest’ottica, anche solo per traghettare il Movimento agli stati generali del 13-15 marzo, non sembra essere sufficiente la reggenza di Crimi, in qualità di componente anziano del comitato di garanzia. Per questo si fa strada l’ipotesi di un organo collegiale ad interim.

Spread sfiora i 170 punti – Ora bisogna capire come e se la mossa di Di Maio influenzerà il Conte bis. L’addio, infatti, arriva a 5 giorni dal voto in Emilia Romagna e Calabria: una vittoria del centrodestra in Emilia Romagna e Calabria potrebbe provocare un vero e proprio terremoto. In queste ore, intanto, lo spread è tornato ad impennarsi, sfiorando a 170 punti, in scia agli interrogativi degli investitori sulla tenuta del Governo.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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