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Spid, sarà “passaggio epocale” per accelerare digitalizzazione e semplificare PA

(Teleborsa) – L’identità unica digitale con Spid è un “passaggio epocale”. Lo ha affermato il Presidente dell’INPS Raffaele Tridico al convegno “Il Welfare con una nuova identità unica e digitale”, commentando la prossima adozione dello Spid anziché del PIN da parte dell’Istituto di previdenza a partire dal 1° ottobre. “Consentiremo alla PA di avere 27 milioni di utenti che passano ad un’identità digitale unica”, ha sottolineato.

Anche la Ministra Nunzia Catalfo parla di un “traguardo fondamentale” e ricorda che anche il Ministero del Lavoro passerà allo Spid dal 15 novembre prossimo. “Credo fortemente in questo progetto, la PA deve pensare in digitale”, ha aggiunto.

La Ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, ha ricordato che lo Spid è “parte di un progetto ampio di digitalizzazione del Paese” e che la pandemia da Covid 19 “ha evidenziato l’urgenza di fornire a tutti i cittadini e le imprese europee un’identità digitale affidabile”, che “fornisce credenziali uniche” e “semplifica il lavoro alla PA”. La Pisano ha ricordato che oggi 10,7 milioni di cittadini già sono in possesso dello Spid.

L’INPS pianifica la transizione

Tridico ha spiegato che l’INPS ha programmato un periodo di transizione di un anno per l’adeguamento allo Spid ed ha precisato che per i minorenni, per i le persone soggette a tutela o sostegno verrà mantenuto anche il sistema del PIN.

L’INPS “non lascerà indietro nessuno”, ha assicurato il Presidente, spiegando che “c’è una fetta della popolazione che non è avvezza a questi servizi telematici”. Ed ha aggiunto che ci sarà una campagna d’informazione ad hoc per mettere tutti in condizione di usufruire del nuovo sistema.

Lo Spid – ha sottolineato – è una “modalità più sicura” e “darà’ un grande contributo alla digitalizzazione del Paese”, accelerando l’erogazione delle prestazioni, ad esempio la CIG, per la quale ci sarà meno margine di errore e non sarà necessario verificare di volta in volta l’identità e l’IBAN. “Ricordo che negli ultimi cinque mesi abbiamo pagato oltre 11 milioni di prestazioni, 30mila sono ancora in attesa di essere pagati ma e’ un flusso continuo”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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