in

Uber commissariata: “Rider pagati 3 euro a consegna”

(Teleborsa) – Una paga di 3 euro a consegna, fattorini reclutati “in una situazione di emarginazione sociale”, minacciati e puniti economicamente, con l’emergenza Covid a scatenare “reclutamenti a valanga e non controllati”.

È il quadro che emerge dopo il commissariamento di Uber Italy da parte del Tribunale di Milano con l’accusa di caporalato nei confronti dei rider del servizio di consegne food Uber Eats.

Nei verbali depositati in tribunale sono infatti riportate alcune testimonianze dei fattorini che sarebbero stati pagati “3 euro a consegna indipendentemente dal giorno e dall’ora”.

Secondo i giudici di Milano, Uber, attraverso società di intermediazione di manodopera, avrebbe sfruttato migranti “provenienti” da contesti di guerra, “richiedenti asilo” e persone che dimoravano in “centri di accoglienza temporanei” e in “stato di bisogno”.

La situazione si sarebbe aggravata con lo scoppio dell’emergenza coronavirus tanto da “aver provocato anche dei reclutamenti a valanga e non controllati”.

I giudici scrivono infatti che il “regime di sopraffazione retributivo” ai danni dei rider del servizio Uber Eats, “reclutati in una situazione di emarginazione sociale”, si è aggravato con “l’emergenza sanitaria a seguito della quale l’utilizzo” dei fattorini “è progressivamente aumentato a causa della richiesta determinata dai restringimenti alla libertà di circolazione”.

Nel verbali sono poi riportate anche minacce subìte dai fattorini: secondo i giudici ci sarebbero stati anche casi di “sottrazione ‘legalizzata’ delle mance” e “punizioni” economiche per i rider.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

Expo2020 Dubai rinviata di un anno

Commissione Ue: verrà garantito il diritto al rimborso per i voli cancellati