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Ubi, Patto dei Mille boccia Ops lanciata da Intesa Sanpaolo

(Teleborsa) – Anche il Patto dei Mille, che raccoglie i soci bergamaschi di Ubi per una quota complessiva dell’1,6%, boccia l‘Ops annunciata da Intesa Sanpaolo. Il Comitato direttivo del Patto dei Mille, in attesa di convocare l’assemblea ha fatto sapere di aver “valutato negativamente l’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo” in quanto “l’ipotesi di concambio – 17 azioni Isp contro 10 – Ubi sottovaluta significativamente il valore intrinseco del titolo Ubi e non considera adeguatamente le sue prospettive reddituali”.

La valutazione implicita di Ubi nell’offerta di Intesa – secondo fonti dell’Ansa – per i soci di Ubi del Patto dei Mille sarebbe inferiore di 1,5-2 miliardi di euro rispetto al valore che dovrebbe essere correttamente attribuito alla banca. Il valore fissato da Intesa con l’Ops, pari a 4,8 miliardi al momento dell’annuncio, non riconoscerebbe ai soci bergamaschi né una parte delle sinergie di integrazione, al netto dei costi della stessa, né un premio di maggioranza.

Il Comitato direttivo ha ritenuto, pertanto, che l’operazione proposta non tuteli adeguatamente gli interessi dei soci di Ubi. Sotto il profilo industriale, il Comitato ha inoltre rilevato che l’operazione proposta avrebbe “conseguenze negative sul capitale umano”, definito il vero punto di forza di un istituto di credito, nonché sul “ruolo centrale di Ubi quale storica banca del territorio”, anche alla luce dell’ipotizzata cessione di sportelli bancari a un altro istituto. Considerazioni che si basano sulle informazioni disponibili allo stato attuale, non essendo ancora stato presentato da Banca Intesa il prospetto informativo alla Consob.

Nonostante la valutazione negativa fatta dai soci bergamaschi, in seguito al lancio dell’Ops da parte di Intesa Sanpaolo Fitch – come già in precedenza Moody’s e S&P – ha messo sotto osservazione i rating di Ubi Banca in vista di un possibile rialzo. Il rating watch positivo riflette, secondo l’agenzia di rating, “l’accresciuta probabilità che Ubi diventi parte di un gruppo più forte e possa perciò beneficiare del supporto istituzionale di Intesa, che ha un rating più alto, come suo principale azionista in caso di bisogno”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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