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Visco: circolo vizioso fra aumento risparmio e taglio consumi

(Teleborsa) – La ripresa dell’epidemia di coronavirus “minaccia di incidere sui risultati conseguiti” nella ripartenza economica. Lo ha affermato il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla 96esima Giornata Mondiale del risparmio. “C’è il rischio – ha sottolineato – che l’aumento dei casi di contagio, anche qualora venisse contrastato con misure meno drastiche di quelle adottate in primavera, si ripercuota negativamente sulla fiducia e sulla spesa delle famiglie e delle imprese”.

Con il peggioramento della pandemia “è necessario continuare a proteggere i lavoratori dalle conseguenze della crisi economica”: questo il richiamo lanciato dal Governatore secondo il quale “l’acuirsi dell’epidemia potrebbe avere nuove, pesanti, ricadute sulle già fragili condizioni del mercato del lavoro”.

Il maggiore pessimismo dei consumatori dall’avvio della crisi del coronavirus “si è riflesso in un considerevole aumento della propensione al risparmio”, osserva Visco sottolineando che “il rischio che la propensione al risparmio rimanga su livelli elevati anche nei prossimi trimestri, frenando la ripresa, appare concreto, confermato dalle indagini condotte dalla Banca d’Italia tra la fine di agosto e l’inizio di settembre”.

Nel secondo trimestre “il rapporto tra risparmio e reddito disponibile lordo, prossimo al 20%, è risultato pressochè doppio rispetto alla media del 2019, risentendo in buona parte della diminuzione degli acquisti di beni e servizi conseguente al blocco di alcune attività”. “Secondo le nostre valutazioni, tuttavia – ha sottolineato il Governatore – il risparmio è rimasto su valori elevati anche negli ultimi mesi sia per motivi precauzionali, connessi con il calo del reddito disponibile e i timori per l’occupazione, sia per la persistenza del rischio epidemiologico e le conseguenti preoccupazioni per la salute, che scoraggiano alcune tipologie di consumi, soprattutto quelli legati a viaggi, turismo e attività ricreative”.

“Pur riducendosi nel tempo in rapporto al reddito disponibile – ha aggiunto Visco – il risparmio delle famiglie, che costituisce la principale fonte di finanziamento per gli investimenti, è stato storicamente un fattore di forza della nostra economia. Ma in una fase come quella attuale, dominata dall’incertezza e dalla debolezza della congiuntura, l’aumento della propensione al risparmio, se non si accompagna a un’adeguata ripresa degli investimenti e dell’attività produttiva, può causare una diminuzione della domanda aggregata e dei redditi, alimentando, a sua volta, una ulteriore crescita delle intenzioni di risparmio per motivi precauzionali e innescando, così, un circolo vizioso”.

Quanto al debito pubblico italiano “è sostenibile, ma la sua permanenza su livelli elevati ci lascia esposti ai rischi, e ai costi, derivanti da tensioni sui mercati finanziari o da nuovi shock economici”, sottolinea Visco secondo cui “il Governo ha reso nota l’intenzione di avviare già dal prossimo anno la riduzione del peso del debito pubblico sul PIL, per riportarlo sui livelli precedenti la pandemia entro la fine del decennio”.

“Se la crescita nei prossimi anni eccederà le aspettative – ha spiegato il Governatore – la discesa del rapporto tra debito e prodotto potrà essere più veloce, con un più deciso miglioramento dell’avanzo primario. Il conseguimento dell’obiettivo indicato dal Governo presuppone l’utilizzo efficace dei fondi presi a prestito per far fronte alla crisi, nonchè di quelli messi a disposizione dai programmi europei”.

“Non si può prescindere – ha concluso – da uno sforzo notevole, ma alla portata del Paese, per accrescere l’innovazione e la capacità produttiva, gli investimenti cui destinare nei modi più sicuri e sostenibili il nostro risparmio, le possibilità di impiego offerte dalla nostra economia e la partecipazione al lavoro, in particolare dei giovani e delle donne”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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