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Autostrade, costituzionalista: “Dubbi su legittimità della revoca ad Aspi”

(Teleborsa) – “Mi pare che ci siano dubbi di legittimità costituzionale, formali e sostanziali e che tali aspetti formali non possano essere sanati neanche dal legislatore”. A dirlo è il costituzionalista Massimo Luciani, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma, in audizione insieme all’Aiscat, alla Camera, sul decreto Milleproroghe, in merito all’eventuale revoca delle concessioni autostradali ad Aspi.

I DUBBI DEL COSTITUZIONALISTA – Nel suo intervento, il costituzionalista ha evidenziato come gli articoli 13 e 35 del Milleproroghe – che aprono la strada alla possibile revoca delle concessioni autostradali – contengano dubbi di illegittimità costituzionale singoli e comuni.

In dettaglio, entrambi gli articoli violerebbero l’articolo 77 della Costituzione per “l’eterogeneità che contraddistingue l’intero plesso di previsioni del decreto legge”, la “natura di riforma ordinamentale delle nuove norme” e “l’assenza di ogni nesso funzionale con l’esigenza di prorogare dei termini“. Sull’articolo 35, nello specifico, il costituzionalista ha sollevato, tra l’altro dubbi di legittimità rispetto alla previsione di gestione della concessione da parte di Anas ove la revoca, il recesso o la risoluzione del contratto non fossero imputabili all’inadempimento del concessionario e per l’affidamento immediato diretto e provvisorio a soggetto individuato senza una procedura a evidenza pubblica.

Già a ridosso della pubblicazione in Gazzetta del Milleproroghe erano stati espressi dubbi di costituzionalità in merito ai due articoli contestati oggi sollevati in audizione anche da altri quattro esperti di diritto costituzionale: Giuseppe Franca Ferrari, prof. della Bocconi, Francesco Saverio Marini, Prof. di Tor Vergata e Giovanni Guzzetta, prof. di diritto pubblico presso la stessa università della Capitale, insieme a Mario Esposito prof. dell’Unoversità di Salerno.

Al passaggio in Audizione del costituzionalista si è aggiunto oggi un altro tassello direttamente da Bruxelles e che renderebbe la vicenda sempre più complessa.

L’ESPOSTO DI ALLIANZ – Secondo quanto riporta Ansa, il colosso assicurativo tedesco Allianz, tra gli azionisti internazionali di Autostrade per l’Italia, avrebbe presentato alla Commissione Europea un esposto contro la modifica unilaterale dei contratti di concessione autostradale introdotta nel Milleproroghe.

In particolare, nell’esposto si segnala che l’art. 35 contrasta con la normativa comunitaria, che garantisce il rispetto dei contratti in essere e la loro non modificabilità unilaterale da parte di un esecutivo di un Paese membro.

Nell’esposto verrebbe inoltre segnalata la violazione del principio comunitario ‘pacta sunt servanda’, che fu alla base della procedura di infrazione aperta nel 2006 da Bruxelles nei confronti dell’Italia, quando l’allora ministro Di Pietro modificò i contratti di concessione autostradale per legge.

L’esposto di Allianz si aggiunge alle lettere già inviate sullo stesso tema alle istituzioni comunitarie e italiane da alcuni azionisti del Gruppo Atlantia, come il Gic Fund, il fondo sovrano di Singapore, e da altri azionisti internazionali di Aspi, tra cui il fondo cinese Silk Road Fund.

“Questa misura – recitano le due lettere – è ragione di seria preoccupazione per noi e per l’intera comunità degli investitori in quanto compromette del tutto la prevedibilità normativa, scoraggiando gli investimenti e restringendo senza giustificazione la libera circolazione dei capitali”.

REVOCA – DECISIONE RIMANDATA E COLLEGIALE. LA RELAZIONE DEL MIT NEI PROSSIMI CDM – Il Premier, mentre il Ministro De Micheli veniva audito in Commissione sul Milleproproghe, da Algeri faceva sapere che porterà in consiglio dei ministri il dossier sulla concessione di ASPI solo “quando saremo pronti”, escludendo così la seduta di domani. Parole che fanno eco alle dichiarazioni della De Micheli che in audizione dichiara che “ad oggi non c’è una decisione sulla revoca” e che “la relazione finale sta per essere conclusa”, solo allora verrà presentata alla “compagine di Governo” che “deciderà nella sua completezza in un momento condiviso”.

Sul Milleproroghe, la rappresentante del MIT ha precisato che “non vi è stata alcuna violazione del principio ‘pacta sunt servanda’ né una modifica, in senso retroattivo, di una regolamentazione di tipo pattizio in considerazione del fatto che la disposizione è destinata ad esplicare i propri effetti riguardo ai provvedimenti di decadenza, di revoca o di risoluzione delle concessioni adottati in data successiva al 31 dicembre 2019″.

La ministra ha ribadito che “non c’è alcun tipo di volontà espropriativa ma solo l’esigenza di assicurare che l’inadempimento degli obblighi assunti determini conseguenze anche per il patrimonio dell’inadempiente così come previsto per la generalità dei consociati e non già un fatto del tutto neutro”.

L’azione del governo ha specificato la Ministra è “diretta in ragione all’ingiustificato squilibrio delle concessioni” per “attuare una profonda revisione della disciplina vigente e l’affermazione della prevalenza dell’interesse pubblico sulla sicurezza”.

(Foto: Roman Logov on Unsplash)


Fonte: https://quifinanza.it/finanza/feed/

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