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Coronavirus, Anpit: “Contraccolpi per il 97% delle imprese”

(Teleborsa) – Il 97% delle imprese ha già subito, a causa dell’emergenza Coronavirus, pesanti contraccolpi negativi. Il 65% delle aziende dichiara una riduzione significativa del fatturato e il 53% ritiene di dover procedere ad una riduzione del personale laddove non possa accedere ad ammortizzatori sociali. Il 96% si dichiara comunque fiducioso di poter tornare, seppur con le difficoltà del caso, alla normalità se la situazione non si dovesse prolungare per oltre 60 giorni. Questo il quadro che emerge da un’indagine effettuata da Anpit, l’Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario, su un campione di centinaia di imprese dislocate sull’intero territorio nazionale.

In particolare – secondo quanto emerge dal Rapporto – la quasi totalità delle aziende che operano nei settori turismo e pubblici esercizi dichiara una grave riduzione del giro di affari e il 75% di dover procedere ad una riduzione del personale laddove non si possa accedere ad ammortizzatori sociali. Il dato aumenta – rileva l’Anpit – se si prende in considerazione quella che inizialmente veniva indicata come “Zona rossa“. In Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e nelle Marche la totalità delle imprese dichiara, infatti, di avere una riduzione significativa del fatturato e l’87% ritiene di dover procedere ad una riduzione del personale senza aiuti sociali. Stessa situazione a Roma, nei settori del turismo e dei pubblici esercizi: per il 100% delle aziende – si legge nell’analisi – c’è una riduzione significativa del fatturato, e l’85% di queste ritiene imprescindibile l’attivazione di uno scivolo per poter tornare alla normalità.

“Una situazione drammatica – dichiara Federico Iadicicco, presidente di Anpit – come associazione nazionale abbiamo già evidenziato la necessità di attivare una serie di misure per superare una delle più gravi crisi di questo secolo. Oltre allo stanziamento di almeno 25 miliardi nel breve periodo, portando al 3% il rapporto deficit/PIL e spingendosi fino al 3,5% tra misure immediate e rilancio post crisi, chiediamo la sospensione degli adempimenti tributari fino a dicembre 2020 e rateizzazione negli anni successivi. Cassa Integrazione e Fondo d’Integrazione Salariale per tutte le aziende del territorio con procedure snelle e non burocratiche. Infine fondamentale la temporanea sospensione delle rate dei mutui, congedo parentale e voucher baby sitting”.


Fonte: https://quifinanza.it/finanza/feed/

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