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Divario Nord-Sud, la previsione del 1972 completamente disattesa

Che la “Questione meridionale” sia uno dei maggiori problemi che affliggono il nostro Paese è un fatto risaputo. Da decenni i vari governi che si sono succeduti alla guida del Paese hanno messo in campo diverse misure per ridurre il divario Nord-Sud, ma non sempre si sono raggiunti gli obiettivi prefissi.

Con la Cassa del Mezzogiorno, ad esempio, si provò a favorire l’industrializzazione dell’Italia centro-meridionale, concedendo finanziamenti a fondo perduto a privati e realizzando interventi diretti “al progresso economico e sociale dell’Italia meridionale”. Non sempre, però, gli interventi finanziati dalla “Cassa per opere straordinarie di pubblico interesse nell’Italia Meridionale” hanno portato i risultati sperati e la cosiddetta “Questione meridionale” è rimasta in gran parte irrisolta.

La previsione del professor Saraceno

Una conferma, anche se indiretta, arriva da un vecchio titolo del Corriere della Sera, ricomparso online tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. L’articolo di giornale è stato pubblicato mercoledì 13 settembre 1972 e conteneva una profezia purtroppo andata disattesa: “Il divario fra il Nord e il Sud verrà colmato solo nel 2020“. Il pezzo si basava sull’analisi effettuata dal professor Pasquale Saraceno, docente universitario ed economista da sempre interessato alle problematiche del Sud Italia e alle politiche di sviluppo del Meridione.

Nella sua relazione, il docente universitario metteva in risalto gli errori compiuti dalle politiche di industrializzazione delle regioni del Sud, che non solo non erano state sino ad allora in grado di risolvere i problemi di arretratezza industriale, ma avevano aggiunta anche confusione e cause di disorientamento, “partorendo” così uno sviluppo disordinato e caotico.

Insomma, già nel 1972 era chiaro, per alcuni, che le misure messe in campo per il Sud Italia non stavano affatto dando i risultati sperati. Comunque, sosteneva il professor Saraceno, con adeguati correttivi le politiche di sviluppo del sud Italia avrebbero potuto dare i loro frutti, consentendo (per l’appunto) di annullare il divario tra il Nord e il Sud del Paese entro il 2020

Rapporto Svimez 2019: Sud Italia abbandonato

Ora che siamo arrivati nel 2020, però, è possibile constatare che la previsione si sia rivelata errata. Profondamente errata. Come si legge nell’ultimo rapporto Svimez (Associazione per lo Sviluppo nel Mezzogiorno, fondata dallo stesso Saraceno), “la politica economica nazionale ha disinvestito dal Mezzogiorno, ha svilito anziché valorizzare le sue interdipendenze con il Centro-Nord”.

A questo si unisce anche la rottura del cosiddetto “equilibrio demografico”, che porterà a una massiccia emigrazione dal Sud verso il Nord. Le regioni meridionali potrebbero perdere fino a 5 milioni di abitanti e, a condizioni date, quasi il 40% del PIL. Insomma, a meno che non ci siano modifiche alle attuali politiche economiche, il divario non solo non è stato annullato nel 2020, ma è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni.


Fonte: https://quifinanza.it/finanza/feed/


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