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Nomisma, Osservatorio Packaging: spesa “eco” degli italiani vale 6,5 miliardi

(Teleborsa) – Con un giro d’affari di 6,5 miliardi di euro nel 2018 (+2% rispetto all’anno precedente) la spesa degli italiani diventa sempre più ecosostenibile. La stima riguarda i prodotti con certificazioni Ecocert, Ecolabel, Sustainable e FSC e prodotti che riportano nel claim almeno una delle seguenti voci “CO2”: riciclo, impatto ambientale, sprechi, sostenibilità, vegetale, senza fostati, biodegradabile, plastica riciclcata e meno Plastica. Se il biologico vale 1,3 miliardi, le variazioni più significative riguardano i prodotti a certificazione UTZ (+27%, coltivazione sostenibile di caffè, cacao, the), Fairtrade (+11%), Friend of the tea (+8%). Uno scenario in cui l’Italia si mostra leader della green economy per molti degli indicatori che mappano le dimensioni della transizione verso la sostenibilità: terza nella UE-28 per emissioni atmosferiche di Co2 equivalente per unità di prodotto, seconda sia per input energetici e di materia per unità di prodotto, seconda per superfici destinate all’agricoltura biologica. Questi i dati che emergono dall‘Osservatorio Packaging del Largo Consumo di Nomisma, realizzato in collaborazione con Sin Life e presentato a Marca 2020, la fiera riguardante i prodotti a Marca del distributore (MDD) in corso a Bologna.

Secondo il Rapporto gli investimenti green rappresentano un fattore decisivo per il successo delle imprese italiane. L’incremento del valore aggiunto per addetto nelle imprese altamente sostenibili è, infatti, superiore del 10%. Una transizione eco che, tuttavia, per raggiungere gli obiettivi di medio periodo e per ridurre le emissioni di gas serra imputabili alle attività produttive (oltre il 76%), deve ulteriormente progredire. Dal momento che alle famiglie sono ricondotte il 24% delle emissioni di gas serra, volano fondamentale di tale processo è – si legge nello studio – la promozione di comportamenti sostenibili e acquisti green. Già oggi il rispetto per l’ambiente si mostra un importante criterio di acquisto: il 36% degli italiani, davanti allo scaffale, è portato a scegliere prodotti che limitano l’impatto generato sull`ecosistema e il 61% si dice disposto a modificare le proprie abitudini di spesa pur di ridurre gli effetti e le ricadute ambientali. Nella partita delle decisioni di acquisto in funzione della tutela ambientale, fondamentale è – stando ai dati – il ruolo giocato dal packaging: 1 italiano su 3 sceglie cosa acquistare sulla base delle informazioni presenti in etichetta mentre il 27% e il 23% prende in considerazione il tipo di materiale utilizzato per l’imballaggio e le sue caratteristiche.

Per quanto riguarda le aziende – secondo GreenItaly – nel 2019 1 azienda su 5 ha previsto di effettuare investimenti in tecnologie green (21,5% a fronte di un più timido 14,3% registrato solo 8 anni primi); il 56% delle imprese ha già adottato comportamenti per ridurre l’impatto ambientale e il 13% ha investito in processi di economia circolare. Allo stato attuale, tuttavia, solo il 18% delle imprese risulta già altamente sostenibile, contro un 52% ancora non sostenibile.

(Foto: ©yarruta/123RF)


Fonte: https://quifinanza.it/finanza/feed/

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