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Covid, allarme ONU: povertà dilaga, persi 255 milioni posti di lavoro

(Teleborsa) – L’ONU lancia un allarme sull’impatto devastante della pandemia di Covid-19, che ha bruciato centinaia di milioni di posti di lavoro ed accresciuto la povertà, allontanando l’economia mondiale ancor di più dai 17 obiettivi di sostenibilità (DSG) delle Nazioni Unite, al punto che di rischia di non centrare molti target al 2030.

E’ quanto rivela un report dell’Organizzazione con sede a Washington, secondo cui “ora la sfida è stata amplificata molte volte” ed i Paesi “devono intraprendere passi critici per uscire dalla pandemia nei prossimi 18 mesi”.

Effetto shock sul lavoro: 255 milioni posti in meno

In aggiunta ai quasi 4milioni di morti a causa di coronavirus, sono state ridotte in povertà circa 119-124 milioni di persone e l’equivalente di 255 milioni di posti di lavoro a tempo pieno sono stati persi nel mondo. Inoltre, le interruzioni dei servizi sanitari essenziali causate dalla pandemia hanno minacciato anni di progressi nel miglioramento della salute materna e infantile, nell’aumento della copertura vaccinale e nella riduzione delle malattie trasmissibili e non trasmissibili.

“La pandemia ha fermato, o invertito, anni o addirittura decenni di progressi nello sviluppo. La povertà estrema globale è aumentata per la prima volta dal 1998”, ha affermato il sottosegretario generale delle Nazioni Unite Liu Zhenmin.

Disuguaglianze in aumento

Il rapporto indica anche che la pandemia ha intensificato le disuguaglianze. Un gap che si riflette innanzitutto sulla crescita: mentre è in corso una ripresa economica guidata da Cina e Stati Uniti, in molti altri paesi non si prevede che la crescita economica torni ai livelli pre-pandemia prima del 2022 o del 2023. In più, alcune economie fortemente legate al turismo hanno subito un impatto sproporzionato della pandemia.

I flussi globali di investimenti diretti esteri sono diminuiti del 40% nel 2020 rispetto al 2019. Il documento mostra che la pandemia ha portato enormi sfide finanziarie, in particolare per i paesi in via di sviluppo, con un significativo aumento della sofferenza del debito.

Sul fronte vaccini, sono stati somministrati sinora circa 68 vaccini ogni 100 persone in Europa e Nord America, rispetto a meno di due nell’Africa sub-sahariana.

Cresce la dispersione scolastica: milioni di bambini rischiano di non tornare mai più a scuola mentre cresce il lavoro minorile. Con trilioni di dollari turistici persi durante le chiusure della pandemia, il crollo del turismo internazionale ha avuto un impatto sproporzionato sugli Stati in via di sviluppo delle piccole isole.

La pandemia di COVID-19 ha anche influito negativamente sui progressi verso la parità di genere. La violenza contro donne e ragazze si è intensificata, si prevede che i matrimoni precoci aumentino e le donne hanno subito una quota sproporzionata di perdite di posti di lavoro e maggiori responsabilità di assistenza a casa.

Addio al contrasto del cambiamento climatico?

Il rapporto conferma anche che il rallentamento economico dubito nel 2020 , a causa della pandemia, ha fatto poco per rallentare la crisi climatica, che continua in gran parte senza sosta.Le concentrazioni dei principali gas serra hanno continuato ad aumentare, mentre la temperatura media globale è stata di circa 1,2°C al di sopra dei livelli preindustriali, pericolosamente vicina alla soglia di 1,5°C, stabilita dall’Accordo di Parigi.

Il mondo non è stato all’altezza degli obiettivi del 2020 per arrestare la perdita di biodiversità e l’inversione dei 10 milioni di ettari di foresta persi ogni anno, tra il 2015 e il 2020.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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