in

L'ondata di freddo in Texas ha ripercussioni sul mercato globale dell'energia

(Teleborsa) – La forte tempesta di neve e freddo che ha investito gli Stati Uniti, e lasciato danni specialmente negli Stati del Sud, sta avendo ripercussioni sul mercato globale dell’energia. Lo Stato più colpito è stato infatti il Texas, vero hub energetico degli USA con una produzione più che doppia rispetto alla Florida, il secondo in classifica. I blackout, che hanno interessato oltre 3 milioni di persone, hanno bloccato la maggior parte delle industrie, tra cui quella petrolifera, che sarà interessata da tagli alla produzione che dureranno per settimane.

Le interruzioni hanno colpito più di 20 raffinerie di petrolio in Texas, Louisiana e Oklahoma. La capacità di lavorazione del greggio è diminuita di circa 5,5 milioni di barili al giorno, secondo Amrita Sen, chief oil analyst per Energy Aspects. Rimettere in moto tutti questi impianti non è facile: oltre a riparare eventuali danni, bisogna testare e aumentare gradualmente la capacità di ogni singola unità, ed eventualmente ripetere il processo finché la rete non soddisfa determinate specifiche.

I primi effetti sul mercato globale si sono già visti: giovedì il Brent è salito brevemente sopra i 65 dollari al barile, un livello che non si vedeva dal gennaio 2020. “Il mercato sta sottostimando la quantità di produzione di petrolio persa in Texas a causa del maltempo”, ha detto Ben Luckock, co-responsabile del commercio di petrolio presso Trafigura Group. Secondo Bloomberg si stanno perdendo più di 4 milioni di barili al giorno di produzione, quasi il 40% della produzione nazionale di greggio.

Tra le raffinerie che saranno fuori uso per diverse settimane ci sono quella di da 585 mila barili al giorno a Galveston, quella di a Baytown da 580 mila barili, quella di Exxon a Beaumont da 369 mila barili e quella di a Port Arthur da 225 mila barili. In un primo momento, ci si aspettava che i problemi alla produzione statunitense sarebbero durati solo due-tre giorni, mentre ora le previsioni sono per una iniziale e parziale ripresa nel fine settimana e per una ripresa completa soltanto tra diverse settimane. Citigroup ha affermato di aspettarsi una perdita di produzione di 16 milioni di barili fino all’inizio di marzo, mentre altre previsioni sono anche fino a 30 milioni di barili persi.

(Foto: drpepperscott230 / Pixabay)


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

Draghi: l'Italia ha un debito morale nei confronti di giovani e donne

Commercialisti, De Lise: “Accelerare per rendere studi moderni e produttivi”