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Petrolio, per BofA può arrivare a 100 dollari. Citigroup e Goldman più caute

(Teleborsa) – Gli analisti di (BofA) hanno affermato che un inverno più freddo del previsto potrebbe spingere al rialzo i prezzi del petrolio fino a 100 dollari al barile. La previsione di BofA è una delle più “bullish”, ovvero rialzista, del mercato, ma anche altre grandi banche d’affari statunitensi prevedono un rally del greggio.

Alle 16.00, i future sul greggio Brent di novembre hanno raggiunto i 73,84 dollari al barile, in aumento di 0,92 dollari o dell’1,26%. I future sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) di ottobre scambiano in rialzo di 1,17 dollari, o dell’1,68%, a 70,89 dollari al barile.

Gli analisti di BofA hanno scritto che l’aumento della produzione dall’Arabia Saudita e da altri membri dell’OPEC+ ha compensato il miglioramento della domanda. “Nonostante l’occasionale guerra dei prezzi del petrolio, l’OPEC+ sta agendo di nuovo per stabilizzare i prezzi del petrolio come ha fatto storicamente”, hanno sottolineato. Siccome i prezzi del gas naturale e di altre fonti di energia sono in aumento, il freddo potrebbe però richiedere il passaggio al petrolio, facendo salire il greggio. BofA stima che in Asia ci siano circa 1,5 milioni di barili al giorno di capacità di produzione di energia da petrolio inutilizzata, in Europa quasi 300.000 barili al giorno e negli Stati Uniti “una discreta quantità”.

Secondo , il petrolio probabilmente guiderà un rally delle materie prime nel prossimo trimestre a causa della forte domanda e della “crescente scarsità” dell’offerta. Un fattore da tenere d’occhio, sottolineano gli analisti della banca statunitense, è l’accordo sul nucleare con l’Iran. Goldman Sachs ha comunque ribadito un target price di 80 dollari al barile per il quarto trimestre, con rischi al rialzo per la prima metà del 2022. ha invece affermato che le prospettive di mercato rimangono positive quest’anno, ma il 2022 appare più debole poiché i produttori cercheranno di aumentare la produzione.

Intanto, l’OPEC (l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) ha rivisto al ribasso le stime per la domanda globale di petrolio nel quarto trimestre del 2021, a causa della variante Delta del Covid-19, e ha contestualmente rivisto al rialzo quella per la prima parte del 2022.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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