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Energia, il Consiglio Ue spinge per il price cap al gas: chiesta una proposta praticabile alla Commissione

(Teleborsa) – Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a “proporre soluzioni praticabili per ridurre i prezzi attraverso un price cap al gas“. È quanto si legge nella bozza provvisoria della dichiarazione del vertice informale dei leader Ue di Praga. Il testo, in particolare, chiede di “accelerare i negoziati per partnership reciprocamente vantaggiose su sicurezza dell’approvvigionamento e riduzione dei prezzi”. Tale posizione però da qui a venerdì potrà subire modifiche e non è escluso che al termine del vertice non ci sia neanche uno ‘statement’ se si riterrà che, sui temi del dossier energia, non ci siano passi avanti rispetto al vertice di giugno.

In mattinata si è tenuto il primo round nel dibattito sul nuovo pacchetto di sanzioni anti-russe proposto dalla Commissione Ue e il tema energia è stato sul tavolo della riunione dei Rappresentanti dei 27 (Coreper), con particolare attenzione al punto del price cap al petrolio. Da quanto è trapelato della riunione, diversi Paesi membri non hanno espresso contrarietà in linea di principio alla misura ma hanno chiesto tempo per approfondimenti tecnici sul price cap al petrolio che la Commissione ha proposto per il greggio esportato dall’Unione a Paesi terzi.

Tra i Paesi più scettici c’è, come già preannunciato da Budapest nei giorni scorsi, l’Ungheria. Uno dei punti su cui il governo di Viktor Orban ha insistito è una “deroga per il commercio regionale” che consentirebbe all’Ungheria di riesportare nei Paesi vicini dell’Ue il petrolio russo che continua a ricevere (con l’esenzione all’embargo al petrolio in arrivo via oleodotto) e di lavorarlo nelle raffinerie. La preoccupazione della Commissione è che questo possa dare all’Ungheria un vantaggio sleale nel mercato unico.

Ma tra i Paesi che hanno manifestato perplessità ci sono anche Cipro e Malta. In questo caso i timori sono legati al trasporto marittimo del petrolio: con un price cap imposto alle loro flotte di petroliere il rischio è che lo stesso divieto sia imposto anche da altri importanti Paesi di navigazione, come la Turchia, l’India e l’Indonesia.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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