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Family office aumentano investimenti in private equity per migliorare rendimenti

(Teleborsa) – Nel 2021 l’asset allocation strategica dei family office è rimasta stabile, sostanzialmente invariata dal 2019, anche se sono attesi cambiamenti in futuro. Circa un terzo (32%) dei portafogli è stato allocato alle azioni, circa un settimo (15%) al reddito fisso e il 12% al settore immobiliare. La liquidità era al 10% e gli hedge fund al 4%, con il 2% nel private debt e l’oro e le materie prime entrambi all’1%. Il private equity ha rappresentato un’eccezione, continuando il suo costante aumento da un’allocazione del 16% nel 2019 al 21% nel 2021.

È quanto emerge dall’UBS Global Family Office Report 2022, che ha analizzato le scelte di 221 singoli family office, che nel complesso gestiscono un patrimonio di 493 miliardi di dollari e hanno un patrimonio medio in gestione di 2,2 miliardi di dollari. Il family office è una società che gestisce il patrimonio di una o più famiglie facoltose.

Alla domanda sulle loro preoccupazioni principali, emergono tre timori: aumento dell’inflazione (secondo il 25%), geopolitica globale (21%) e valutazioni (20%). “I livelli di ansia per ciascuno di questi fattori aumentano e diminuiscono a seconda di dove si trova il family office”, si legge nella ricerca di . I latinoamericani sono i più preoccupati per l’inflazione (50%), mentre la geopolitica globale è nelle menti degli uffici svizzeri e mediorientali (entrambi al 36%). Negli Stati Uniti, le valutazioni elevate degli asset (31%) sono al secondo posto dopo l’inflazione.

Lo studio sottolinea che i family office stanno riducendo le allocazioni fixed income e aumentando gli investimenti in private equity, real estate e private debt, sacrificando la liquidità in cambio di rendimenti. Il 42% delle società prevede di aumentare le allocazioni dirette in private equity, mentre il 38% intende aumentare gli investimenti in fondi di private equity e fondi di fondi.

Aumentano gli investimenti in private equity, i family office cercano principalmente di aumentare i rendimenti: quasi tre quarti (74%) di coloro che potrebbero aumentare i propri investimenti di private equity in tre o cinque anni si aspettano che il private equity superi i public markets in futuro. Tuttavia, oltre la metà (52%) di loro sta anche investendo per ampliare il proprio set di opportunità, accedendo a tipologie di investimento non disponibili sui public markets.

“Anche per quanto riguarda i family office italiani si confermano i principali trend osservati a livello globale – ha commentato Paolo Federici, Market Head di UBS GWM in Italia – Anche nel nostro paese assistiamo ad un interesse crescente verso le soluzioni di private equity e in generale di private markets, certamente favorito dal fatto che molti di questi family office fanno riferimento a famiglie imprenditoriali con grande esperienza nella gestione aziendale”.

“Inoltre, le tensioni sui tassi di interesse hanno favorito l’allungamento dell’orizzonte temporale adottato dalle famiglie benestanti italiane nella gestione del proprio portafoglio, incrementando la componente azionaria e ricercando crescente diversificazione negli strumenti, più in linea con la media dei family office internazionali”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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