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INPS, Civ approva consuntivo 2021: confermato equilibrio finanziario

(Teleborsa) – Nel 2021 l’Inps ha registrato 2,057 miliardi di avanzo finanziario di competenza, con un miglioramento di 9,209 miliardi rispetto al 2020, e 236,893 miliardi di entrate contributive, con un aumento del 5,2%. Le prestazioni istituzionali complessive ammontano a 359,843 miliardi (+0,1%), la spesa per pensioni a 273,959 (+1,8%) e il sostegno al reddito è stato pari a 24,356 miliardi (-27,4%). Si registrano inoltre 35 miliardi per l’inclusione sociale (+10,6%), di cui 8,871 per reddito e pensione di cittadinanza; 22,62 miliardi per sgravi contributivi e agevolazioni per l’occupazione (+29%) e 3,699 miliardi di spese complessive per il funzionamento dell’Ente (-0,56%). Il disavanzo economico di esercizio è stato pari a 3,711 miliardi, con un miglioramento di 21,489 rispetto al dato del 2020. La situazione patrimoniale netta è pari a 10,848 miliardi alla fine dell’esercizio 2021, a fronte di una situazione patrimoniale netta a inizio esercizio pari a 14,559 miliardi. Questi i principali dati del Rendiconto generale dell’Inps, approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.

Il Civ – si legge in una nota – evidenzia positivamente l’incremento delle entrate contributive che, dopo la forte flessione registrata nel 2020, ha superato il livello precedente la pandemia, a fronte di un corrispondente lieve incremento della spesa per le prestazioni istituzionali. Emerge, inoltre, il dato positivo dell’avanzo finanziario di competenza, mentre il disavanzo economico si è fortemente ridotto rispetto al passato esercizio. Permane, infine, una costante tendenza alla riduzione del patrimonio netto – ora pari a 10.848 milioni di euro – che dovrà essere necessariamente arginata.

“Il bilancio consuntivo 2021 – afferma il presidente del Civ, Roberto Ghiselli – conferma l’equilibrio finanziario dell’Istituto, pur in una fase caratterizzata da una sensibile crescita dell’attività e delle prestazioni erogate. In questi anni l’Inps ha saputo fare fronte ai propri impegni fra innumerevoli difficoltà e in presenza di una sensibile riduzione del personale, passato dai 28.033 dipendenti del 2017 a 24.334 unità di fine 2021. L’immissione di personale giovane e qualificato è quindi una condizione necessaria per sostenere il processo di trasformazione in corso nell’Istituto, la cui attività, soprattutto attraverso una maggiore digitalizzazione del sistema, dovrà essere sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini e delle imprese”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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