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Lavoro, Orlando: “Urgente legge su rappresentanza e salario minimo”

(Teleborsa) – Una legge sulla rappresentanza è “urgente” e il tema del salario minimo “è assolutamente da affrontare”. È quanto ha affermato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervenendo all’Oxfam Festival.

Sottolineando come sul fronte del tema della rappresentanza sia in atto un “confronto aperto”, Orlando ha ricordato che sul salario minimo ci sia “la paura che questo svuoti il ruolo del sindacato e che depotenzi la contrattazione”. “Credo – ha proseguito Orlando – che si debba agganciare il salario minimo alla contrattazione. È il lavoro che stiamo facendo. Abbiamo proposto alle parti sociali un’ipotesi: agganciare il salario minimo di ogni settore al trattamento economico complessivo stabilito dai contratti maggiormente rappresentativi di quel settore. Diciamo che non c’è stata una risposta entusiastica, ma si tratta di insistere”.

Tra i temi affrontati dal ministro centrale il “lavoro povero” definito da Orlando una “questione esplosiva”, un problema evidenziato già prima della pandemia e che oggi è accentuato dalla crescita dell’inflazione. “Proviamo a lavorare su due piste in una condizione molto complicata – ha detto Orlando –. Le due strade che si possono seguire: usare quante più condizionalità possibili, se si prendono risorse pubbliche bisogna impegnarsi a utilizzarle bene per garantire la crescita di lavoro di qualità; subordinare gli sgravi all’applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi, strada che deve essere resa strutturale in più settori”. Orlando ha inoltre affermato che con l’aumento dell’inflazione “rinnovare i contratti è particolarmente importante. Nei servizi ci sono 6-7 milioni di lavoratori con i contratti scaduti. Credo che – ha proseguito – sia molto urgente insistere e lavorare su norme che definiscono la regolarità dei rinnovi contrattuali. Bisogna affrontare anche il tema delle precarietà del lavoro”.

Nel suo intervento Orlando ha sottolineato le differenze tra Italia e Spagna a livello di politiche del lavoro. “Quando si parla della riforma del mercato del lavoro in Spagna – ha detto Orlando – si tralascia il fatto che c’è una lieve differenza nella composizione delle due maggioranze di governo. Non si dice per niente un fatto: l’accordo che ha portato alla riforma e all’estensione dei contratti a tempo indeterminato come strumento principale in Spagna è stato fatto con le parti sociali. Con l’accordo del sindacato, e questo è abbastanza scontato, ma anche dell’associazione delle imprese. Solo per segnare le ‘piccole’ differenze che ci sono nel quadro politico e sociale dei due Paesi”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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