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Mercati energetici, UE valuta circuit breaker per derivati e allargamento garanzie

(Teleborsa) – L’Autorità di vigilanza europea sui mercati finanziati (ESMA) sta valutando l’introduzione e la definizione di circuit breaker (misure temporanee che interrompono le negoziazioni per gli scambi dettati dal panico) per i derivati di gas ed elettricità, oltre che cambiamenti alla regole delle controparti centrali di compensazione (CCP) affinché le banche possano offrire impegni di credito non garantiti ai trader di energia per aiutarli a soddisfare le richieste di margine.

“Quello che abbiamo visto, in questo periodo di grande volatilità, è che davvero pochi interruzioni delle negoziazioni sono state implementate. E così suggeriamo di introdurre una misura che permette pause del trading, affinché i partecipanti al mercato possano riflettere sulle informazioni che hanno in questi momenti stressanti. Si tratterebbe di brevi momenti di stop, che permetterebbe al meccanismo di formazione dei prezzi di riprendere in modo ordinato, e auspicabilmente far diminuire la volatilità che abbiamo visto sui mercati”, ha detto a Bloomberg TV Verena Ross, Executive Director dell’ESMA.

“Dovremo calibrarli accuratamente, affinché il meccanismo di formazione dei prezzi non smetta di funzionare, perché i partecipanti devono essere in grado di gestire il rischio all’interno del mercato”, ha aggiunto, sottolineando che si tratterebbe comunque di una misura temporanea.

Un altra grande intervento, che l’ESMA sta affrontando sotto sollecitazione della Commissione europea, è quello che riguarda le controparti centrali di compensazione (CCP). Queste accettano solo garanzie altamente liquide con rischi di credito e di mercato minimi per coprire le esposizioni verso i membri del mercato. Questo per evitare che il valore del margine diminuisca o che la capacità di liquidare rapidamente la garanzia collaterale del margine sia compromessa, esponendo la CCP e i suoi membri a rischi.

L’ESMA, nella sua risposta all’esecutivo UE, ha espresso dubbi sul rendere le garanzie bancarie commerciali non garantite idonee per l’uso come garanzia e ha affermato che sarebbero state necessarie condizioni rigorose. “Riteniamo che dobbiamo guardare a questo con molta attenzione per assicurarci di non trasferire il rischio dai mercati energetici ai mercati finanziari“, ha detto Ross

L’Autorità ha dichiarato che potrebbe chiarire formalmente che i commercial paper e i titoli di Stato dell’UE si qualificano già come garanzia, ma ha respinto un suggerimento dell’industria secondo cui potrebbero essere utilizzate anche le quote di emissioni di carbonio dell’UE, data la loro “elevata volatilità e protezioni legali limitate”.

(Foto: Photo by Maxim Hopman on Unsplash)


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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