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Mosca, “referendum” per annessione quattro regioni: i primi dati

(Teleborsa) – Secondo i primi dati resi noti dalle commissioni elettorali create dalle amministrazioni filorusse, oltre il 95% dei votanti si sono espressi a favore dell’annessione a Mosca nei referendum tenuti in quattro regioni ucraine, non riconosciuti dalla comunità internazionale. Lo riporta la Tass.

Intanto, stando a quanto riferito da una fonte vicina al governo della Crimea e un interlocutore del Consiglio della Federazione al
quotidiano economico russo Vedomosti, dopo il referendum di annessione, i territori occupati di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson entreranno a far parte del nuovo distretto federale della Crimea. Molto probabilmente il nuovo rappresentante presidenziale sara’ Dmitry Rogozin, l’ex direttore generale dell’Agenzia spaziale russa Roskosmos.

Le stesse fonti hanno spiegato al quotidiano la necessità di creare un nuovo distretto federale per via della “situazione difficile” attorno ai referendum e che serve “un politico di peso” per gestirla. Rogozin ha lasciato la carica di capo di Roskosmos il 15 luglio. Al suo posto ora c’è Yury Borisov, vice primo ministro per l’industria della difesa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha risposto alla domanda di Vedomosti sulla nomina di Rogozin, così come il diretto interessato. Una fonte di Roskosmos ha affermato che l’ex direttore generale vorrebbe questa nomina.

Nei giorni scorsi il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg aveva parlato di “referendum farsa” che ” non hanno alcuna legittimità e non cambiano la natura della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Questa è un’ulteriore escalation della guerra di Putin. La comunità internazionale deve condannare questa palese violazione del diritto internazionale e rafforzare il sostegno all’Ucraina”, aveva scritto in un tweet.

in un briefing con la stampa anche il consigliere per la Sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan aveva fatto sapere che “Gli Stati Uniti non riconosceranno mai come territorio della Russia quelle aree dell’Ucraina in cui Putin ha annunciato di voler tenere dei referendum per l’annessione. Sappiamo che i referendum saranno manipolati. Sono un affronto alla sovranità dell’Ucraina e una violazione della Carte dell’Onu”, ha sottolineato.

I referendum nelle (autoproclamate) Repubbliche popolari di Donetsk (Rpd) e Lugansk (Rpl) e nei territori liberati per entrare a far parte della Russia sono conformi alle norme internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite: aveva replicato la presidente del Consiglio della Federazione russa Valentina Matviyenko ai giornalisti.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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