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Telemarketing, Mise: al via da oggi registro opposizioni esteso ai cellulari

(Teleborsa) – Sito in tilt, normativa incompleta sul fronte degli operatori del settore e, di fatto, poche tutele per i consumatori. Parte con il piede sbagliato il Registro pubblico delle opposizioni (RPO) al telemarketing selvaggio da oggi esteso a tutti i numeri nazionali, cellulari inclusi, come previsto dal D.P.R. n. 26/2022. L’obiettivo – spiega il ministero dello Sviluppo Economico – è quello di “semplificare le procedure per i cittadini che intendono tutelare la propria privacy da attività promozionali invasive e indesiderate”. Ma rimangono ancora diverse criticità.

Tra le novità introdotte con i decreti attuativi della riforma approvata, su proposta del ministro Giancarlo Giorgetti, dal Consiglio dei ministri dello scorso gennaio, vi è l’estensione ai numeri di telefono cellulare della possibilità di iscrizione all’RPO – già prevista per il telefono fisso e l’indirizzo postale – annullando così i consensi all’utilizzo dei dati da parte degli operatori, i quali saranno obbligati a consultare periodicamente il registro e comunque prima dell’avvio di ogni campagna pubblicitaria.

Per usufruire del servizio del Mise, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, è necessario iscrivere gratuitamente al RPO il numero di cui si è intestatari per annullare i consensi alla pubblicità precedentemente rilasciati. L’iscrizione al registro annulla anche i consensi per la cessione a terzi dei propri dati, motivo per cui spesso il cittadino non conosce chi può contattarlo né verso chi esercitare direttamente il proprio diritto di revoca. Rimane il fatto che, se dopo essersi iscritti, si continua a cliccare “accetta” sui diversi form privacy online la tutela data dal registro, per le aziende alle quali si dà il consenso, viene meno. Infatti, come sottolinea il Mise, “una volta iscritti negli elenchi del registro i cittadini non potranno più essere contattati dall’operatore di telemarketing, a meno che quest’ultimo non abbia ottenuto specifico consenso all’utilizzo dei dati successivamente alla data di iscrizione oppure nell’ambito di un contratto in essere o cessato da non più di trenta giorni” come, ad esempio, i propri gestori delle utenze telefoniche o energetiche. È sempre facoltà del cittadino – spiega il Mise – annullare anche i consensi alle chiamate pubblicitarie da parte di tali soggetti, rivolgendosi direttamente alle società interessate. Dopo l’iscrizione al RPO si potranno ricevere chiamate da soggetti a cui verrà rilasciato apposito consenso, il quale potrà essere comunque annullato rinnovando l’opposizione. Tra le innovazioni del servizio riservate al cittadino c’è anche la funzionalità della “Revoca selettiva”, finalizzata a revocare l’opposizione per specifici operatori da cui si intende effettivamente ricevere chiamate promozionali. La revoca dei consensi ha efficacia sia sulle chiamate effettuate con operatore umano sia su quelle automatizzate (dette “robocall”).

All’atto pratico, tuttavia, il quadro appare molto più complesso. Vi sono, infatti, – come rilevano gli esperti – diversi nodi da risolvere sia sul fronte della normativa che regola le attività degli operatori del settore, sia dal punto di vista delle tutele per i cittadini.

“Oggi parte il Registro delle Opposizioni ma alcuni Decreti attuativi, approvati solo pochi giorni fa, – spiega Eugenio Prosperetti, avvocato esperto di Tecnologie e Privacy e docente LUISS di Informatica giuridica – non sono ancora in vigore e non sono nemmeno noti agli operatori del settore che si trovano dunque in estrema difficoltà a predisporre quanto necessario ad avviare i controlli. Aggiungo che, come già molti hanno rilevato, il Registro ha effetto soltanto sulle attività dei call center che operano nel rispetto delle regole. Le stime del Garante Privacy mostrano che più del 85% dei reclami relativi al telemarketing riguardano chiamate da soggetti che chiamano con numeri falsi, operando presumibilmente dall’estero. Su queste chiamate il sistema del Registro non può far nulla ed, anzi, l’utente che si iscrive al Registro, si priva della possibilità di ricevere le offerte legittime degli operatori, restando però del tutto esposto ai tentativi di estorcere un contratto degli intermediari illegali. Il sistema di tutela deve essere completato con il Codice di Condotta del Telemarketing, attualmente in consultazione pubblica da parte delle principali associazioni di categoria, ma anche, come propongono le associazioni di categoria del telemarketing, con un serio intervento tecnico che impedisca alle chiamate con numeri falsi di raggiungere l’utente.”


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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