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Sostenibilità, ASviS propone roadmap a Governo e Parlamento

(Teleborsa) – Il settimo Festival dello Sviluppo Sostenibile si è concluso oggi con la presentazione alla Camera dei Deputati delle proposte per rispondere alla domanda di politiche serie e coerenti per la giustizia climatica e la giustizia sociale che emerge in maniera forte dal Paese, specialmente dopo il dramma dell’alluvione in Emilia-Romagna. L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha proposto una roadmap al Governo e al Parlamento per l’adozione, entro l’estate, della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, i Piani per l’adattamento climatico e il futuro energetico-climatico del Paese, la legge sul clima e altre norme che facciano fare all’Italia un salto in avanti in tema di sviluppo sostenibile, anche in vista del Summit dell’Onu di settembre e della prossima presidenza italiana del G7.

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023 ha visto quasi mille iniziative organizzate dalla società civile su tutto il territorio nazionale e in numerose ambasciate italiane all’estero, cinque tappe principali (Napoli, Bologna, Milano, Torino e Roma) dove si sono tenuti i 24 eventi organizzati dall’ASviS e trasmessi in diretta streaming, che hanno raggiunto 15 milioni di persone e 1,9 milioni di visualizzazioni, e una campagna social all’insegna del messaggio “la sostenibilità tiene acceso il futuro” con 109 milioni di impressions. Nell’arco di diciassette giorni, tanti quanti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, la manifestazione ha registrato la partecipazione di migliaia di relatori e relatrici, tra cui undici esponenti del Governo, il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea e due Commissari, undici Presidenti di Regione.

L’incontro conclusivo “L’Italia e lo sviluppo sostenibile: urgenze, aspettative e impegni” è stato aperto dal presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, che ha sottolineato “l’importanza di adottare un nuovo paradigma di sviluppo sociale ed economico ispirato alla sostenibilità ambientale, all’equità territoriale e alla salvaguardia delle future generazioni”. La presidente dell’ASviS, Marcella Mallen, ha illustrato le principali caratteristiche del Festival 2023, che si è confermata una manifestazione unica al mondo, come già riconosciuto dall’ONU, sottolineando che “la battuta d’arresto del percorso verso l’Agenda 2030 dovuta a pandemia, guerra in Ucraina, crisi energetica e crisi climatica è purtroppo evidente, in Italia e nel mondo, come dimostrano sia i dati degli studi scientifici sia quello che accade ogni giorno. L’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna rappresenta l’ennesimo e drammatico segnale di allarme confermando che, per evitare gli scenari peggiori derivanti dall’aumento delle temperature e da fenomeni meteorologici estremi, sia necessario e urgente ridurre l’impronta dannosa delle attività umane sulla Terra. Su questi temi abbiamo lavorato con passione durante il Festival, mostrando la forte domanda che emerge dal basso per mettere lo sviluppo sostenibile al centro dell’agenda politica, delle strategie aziendali e delle scelte collettive e individuali”.

Il vicesegretario generale delle Nazioni Unite, Amina J. Mohammed e il vicesegretario generale dell’Ocse, Fabrizia Lapecorella hanno evidenziato l’urgenza di intervenire per affrontare le diverse, gravi e interdipendenti vulnerabilità che mettono in pericolo la sicurezza alimentare e gli approvvigionamenti energetici, minacciano l’ambiente e le condizioni di salute, aumentano le disuguaglianze e rendono più fragili le democrazie, mettendo a rischio il benessere presente e futuro dell’umanità.

Il direttore scientifico dell’ASviS Enrico Giovannini ha dichiarato come, nonostante gli arretramenti e le difficoltà, l’attuazione dell’Agenda 2030 sia ancora possibile, a condizione che il Governo e il Parlamento abbiano il coraggio di prendere decisioni urgenti e lungimiranti. “Per cogliere le grandi opportunità derivanti dalla transizione – ha detto Giovannini – bisogna cambiare il modo con cui si disegnano e si realizzano le politiche pubbliche, a partire dagli investimenti finanziati dai Fondi di coesione italiani ed europei, circa 140 miliardi di euro nei prossimi anni, che devono essere diretti all’attuazione dell’Agenda 2030, come indicato nelle conclusioni del G7 di Hiroshima, per rispondere alla domanda di giustizia climatica e sociale. Il Governo dovrebbe approvare urgentemente la nuova Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, quadro di riferimento indispensabile per assicurare il coordinamento delle politiche settoriali, approvare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, dotandolo di adeguate risorse ed elaborare entro giugno il Piano Nazionale Integrato Energia-Clima, per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e di decarbonizzazione al 2050″. Giovannini ha proposto inoltre la creazione di una Commissione bicamerale per la valutazione dell’attuazione dell’Agenda 2030, a sette anni dalla sua scadenza, l’approvazione di una Legge italiana sul clima e ha invitato il Parlamento a dotarsi di strumenti per valutare ex-ante le proposte di legge alla luce degli Obiettivi dell’Agenda 2030 e del principio costituzionale di tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni.

“Il passo importante sul piano istituzionale compiuto con la modifica costituzionale dello scorso anno che ha introdotto il concetto di sviluppo sostenibile nella nostra Carta fondamentale – ha affermato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano –. Il Governo sta lavorando per approvare quanto prima la nuova Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, anche attraverso la convocazione del Comitato interministeriale per la transizione ecologica, e per indirizzare la programmazione dei fondi di coesione nazionali ed europei 2021-2027 anche nella direzione dell’Agenda 2030. Il governo, inoltre, sta esaminando l’ipotesi di una direttiva da parte del Presidente del Consiglio per inserire nelle relazioni illustrative delle proposte normative una valutazione quantitativa e qualitativa del loro impatto sull’avanzamento dell’Agenda 2030. Siamo consapevoli che la sostenibilità debba essere perseguita a molteplici livelli e lo faremo presente anche nei grandi summit internazionali”.

Dopo gli interventi dei presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei DeputatiChiara Braga (Partito democratico), Domenico Furgiuele (Lega), Gianni Lampis (Fratelli d’Italia), Erica Mazzetti (Forza Italia), Matteo Richetti (Azione – Italia Viva), Agostino Santillo (MoVimento 5 Stelle), Manfred Schullian (Gruppo misto), Luana Zanella (Alleanza verdi e Sinistra), che hanno commentato le proposte dell’ASviS – il presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini ha tratto le conclusioni dell’incontro, invitando le forze politiche ad accogliere le istanze rappresentate dall’Alleanza, comprese quelle contenute nel Decalogo “Dieci idee per un Italia sostenibile” elaborato dall’ASviS alla vigilia delle elezioni politiche.

“Ribadendo l’urgenza di sostenere le persone, le comunità e le organizzazioni presenti nei territori colpiti dall’alluvione in Emilia Romagna – ha concluso Stefanini – richiamiamo tutte le istituzioni a garantire i diritti a tutte e tutti, partendo dai più vulnerabili, assicurando l’effettiva parità tra i generi e le generazioni, e a rendere sempre più condivisa la necessità di una transizione verso un modello di sviluppo equo e sostenibile. A tal fine, chiediamo al Parlamento di istituire una ‘giornata nazionale della sostenibilità’, scegliendo eventualmente la data del 22 febbraio, il giorno in cui nel 2022 è stata approvata la modifica della Costituzione promossa dall’ASviS, che richiede alla Repubblica, cioè a noi, di tutelare l’ambiente, gli ecosistemi e la biodiversità, anche nell’interesse delle future generazioni”.


Fonte: http://news.teleborsa.it/NewsFeed.ashx

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