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    Giappone, il PIL sale più delle attese nel 3° trimestre

    (Teleborsa) – L’economia giapponese registra una crescita superiore alle attese nel 3° trimestre del 2024. Secondo i dati diffusi dall’Istituto di ricerca economica e sociale del Cabinet Office giapponese, il Prodotto Interno Lordo (PIL) ha mostrato un decremento dello 0,2% su trimestre, contro la salita dello 0,2% stimata dagli analisti e dopo il +0,5% del trimestre precedente.Su anno il PIL è salito dello 0,9% rispetto al +0,7% indicato dal consensus e contro il +2,2% precedente.Bene i consumi privati, aumentati dello 0,9% (vs attese per +0,2%). In frenata gli investimenti (-0,2%).(Foto: Photo by Andre Benz on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Parlamento UE, via libera al rinvio della legge su deforestazione spacca maggioranza Ursula

    (Teleborsa) – La plenaria del Parlamento Ue ha adottato con 371 voti a favore, 240 contrari e 30 astenuti la proposta di rinvio dell’attuazione della legge contro la deforestazione, con alcune modifiche al testo proposte dal gruppo Ppe, tra cui la richiesta di aggiungere una categoria di “Paesi a rischio zero” a cui garantire requisiti semplificati. Il regolamento impone alle aziende controlli mirati per evitare che immettano sul mercato materie prime o prodotti provenienti da aree oggetto di deforestazione. Sul dossier deforestazione si spacca, così, nuovamente la maggioranza Ursula. Il rinvio dell’attuazione della legge contro la deforestazione, con alcune modifiche al testo proposte dal gruppo Ppe, è infatti passato con il sì dei Popolari, dei Conservatori, dei Patrioti e dell’ultra destra dell’Europa delle Nazioni Sovrane. Socialisti, Verdi e Sinistra hanno votato contro sia ai due emendamenti del Ppe che modificano il testo sia nello scrutinio finale. I liberali di Renew si sono invece spaccati sul voto finale mentre sugli emendamenti ha prevalso la componente contraria, in linea quindi con i Socialisti. Votano compatte all’interno loro gruppi al Pe, invece le delegazioni italiane. Favorevoli al rinvio dell’attuazione della legge contro la deforestazione Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia in linea con Ecr, Patrioti e Ppe. Contrari invece senza defezioni gli eurodeputati del Pd, dei Verdi e delle Sinistre Ue. Il testo, passato grazie alla cosiddetta ‘maggioranza Venezuelà, è passato con 371 voti a favore, 240 contrari e 30 astenuti. Cedendo alle pressioni di partner internazionali e del Ppe, la Commissione europea ha proposto il mese scorso il rinvio di un anno dell’attuazione del regolamento per fare entrare la legge in vigore il 30 dicembre 2025 per le grandi aziende e il 30 giugno 2026 per le Pmi, invece che, rispettivamente il 30 dicembre 2024 e il 30 giugno 2025. Dopo aver presentato la scorsa settimana, a sorpresa, una quindicina di emendamenti per ammorbidire ancora di più il testo di legge, a poche ore dal voto per riaprire il testo legislativo il Ppe ha deciso di ritirare i più controversi, tra cui la richiesta di rinviare di due anni, invece di uno, l’attuazione della legge. Gli eurodeputati hanno approvato otto dei nove emendamenti messi al voto, dunque il testo legislativo così modificato dovrà ora essere approvato in sede di Consiglio Ue dai Paesi membri. Il regolamento, già formalmente entrato in vigore a fine giugno 2023 ma ancora non attuato, rafforza i controlli dell’Ue sugli operatori o commercianti che devono poter dimostrare che alcuni prodotti immessi sul mercato Ue – tra cui caffè, cacao e olio di palma – non arrivano da terreni recentemente disboscati né hanno contribuito in qualche modo al degrado forestale. Dopo il voto dell’Eurocamera al rinvio di un anno della legge contro la deforestazione con alcuni emendamenti proposti dal Ppe, il gruppo dei Socialisti&Democratici ha chiesto alla Commissione europea di ritirare la sua proposta. “In coalizione con l’estrema destra, il Ppe ha indebolito le disposizioni chiave del regolamento Ue contro deforestazione” scrive il gruppo in una nota, esprimendo “profonda delusione” per quello che considera un “significativo passo indietro per gli impegni ambientali dell’Ue”.”Il rinvio del regolamento sulla deforestazione, approvato dal Parlamento Europeo, rappresenta una grande vittoria per l’Italia che, insieme a molti altri Governi di matrice politica diversa, aveva proposto di rinviarne l’applicazione poiché avrebbe causato effetti devastanti sulla produzione e trasformazione agricola – dichiara in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida –. La richiesta di rinvio – precisa il ministro – è stata avanzata non solo dai nostri produttori ma anche dagli Stati di origine delle merci, sottolineando l’inapplicabilità attuale delle regole previste e il forte rischio di favorire un mercato illegale parallelo. Inoltre, avrebbe rafforzato i sistemi produttivi che non rispettano i diritti ambientali”. Il ministro ricorda che “la Germania, durante il G20 in Brasile, aveva richiesto un rinvio di 6 mesi, nonostante sia governata da una coalizione rosso-verde, mentre l’Italia ha proposto un rinvio di 1 anno, indicazione che è stata poi accolta. Ora auspichiamo – conclude – che il Consiglio e la Commissione possano concludere in tempi brevi l’approvazione del testo finale per rendere applicabile il rinvio”. “Il Ppe ha deciso di stracciare gli accordi con la maggioranza europeista che ha sostenuto Von der Leyen e allearsi con l’estrema destra. Questa volta a farne le spese è l’ambiente, protetto dal Regolamento Deforestazione, che mira a garantire la produzione di una serie di beni chiave immessi sul mercato dell’Ue non contribuisca più alla deforestazione e al degrado forestale nell’Ue e nel resto del mondo – hanno dichiarato gli eurodeputati del Partito Democratico al termine dei voti di oggi al Parlamento europeo a Bruxelles –. Nelle scorse settimane insieme al Ppe, era stato negoziato un accordo per sostenere la proroga di un anno all’attuazione del Regolamento Deforestazione a causa dei ritardi della commissione europea nello stabilire le procedure da seguire. I popolari invece, insieme all’estrema destra, hanno presentato alcuni emendamenti che mirano a modificare la sostanza del regolamento stesso, generando ulteriore incertezza negli operatori e nelle imprese sui tempi e sui contenuti finali del testo. Noi, al contrario, riteniamo che tutte le imprese e gli operatori interessati da questa grande novità debbano avere certezza e tempistiche chiare. Questa legge è di importanza cruciale per la lotta contro la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico; la sua ambizione e sostanza devono rimanere immutate. Oggi non abbiamo votato contro la proroga, bensì contro un accordo saltato a causa del Ppe, nuovamente alleatosi con l’estrema destra di Orban e Le Pen”.”In un momento storico in cui i cataclismi ambientali si abbattono ormai quotidianamente sulle regioni del Mediterraneo, con morti e distruzione provocate da alluvioni, bombe d’acqua e siccità, anziché rafforzare le misure per arginarli e cercare di mitigarli, le destre in Europa preferiscono annacquare la legge sulla deforestazione approvata nella scorsa legislatura. Un atteggiamento vergognoso e irresponsabile, che fa il paio con quello della destra che governa nel nostro Paese, che addirittura in Manovra pensa di abbattere i fondi contro il dissesto idrogeologico. Assurdo, così significa essere corresponsabili. Ne dovranno rispondere però al prossimo disastro che avverrà” dichiarano in una nota i parlamentari del M5S nelle commissioni Ambiente di Camera e Senato. Favorevoli al rinvio Coldiretti e Filiera Italia. “Il rinvio dell’applicazione del Regolamento Eudr sulla deforestazione votato dal Parlamento Europeo è in linea con le richieste avanzate da Coldiretti e Filiera Italia in tutte le sedi, per tutelare l’agroalimentare Made in Italy rispetto ai rischi di un insostenibile appesantimento burocratico. Oltre allo slittamento dell’applicazione al 30 dicembre 2025 per le grandi imprese e al 30 giugno 2026 per le micro e piccole, importante per le due sigle – spiegano Coldiretti e Filiera Italia in una nota – è l’inserimento della classe ‘rischio zero’, che consentirà una consistente riduzione degli obblighi per gli agricoltori italiani con conseguente semplificazione degli oneri burocratici. Si tratta di modifiche che confermano gli obiettivi del Regolamento nella lotta alla deforestazione su cui da sempre Coldiretti e Filiera Italia sono schierate, tengono a precisare, ma rappresentano un’opportunità di semplificazione per le imprese, consentendo di distinguere tra chi fa deforestazione come il Brasile e chi, come l’Italia, non ha ridotto la propria superficie forestale con un progressivo aumento negli anni, fino a raggiungere gli 11 milioni di ettari. Al voto dell’europarlamento seguirà una fase negoziale con Consiglio e Commissione che, Coldiretti e Filiera Italia auspicano si possa concludere in tempi brevi con l’approvazione delle modifiche e, quindi, del testo finale nei tempi utili per rendere applicabile semplificazione e rinvio”. LEGGI TUTTO

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    Indagine UE su mafia e frode IVA: 43 arresti e 520 milioni di euro confiscati

    (Teleborsa) – In un’indagine condotta dall’European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di Milano e Palermo, nome in codice “Moby Dick”, sono stati eseguiti ordini di detenzione nei confronti di 43 sospettati. L’EPPO sta indagando su una frode IVA da 520 milioni di euro, con un forte coinvolgimento di diversi gruppi mafiosi.Durante l’azione odierna, guidata dall’EPPO, sono state eseguite 160 perquisizioni in più di 10 paesi, con il coinvolgimento di centinaia di agenti di polizia. Sono in corso misure investigative in diversi paesi dell’UE, tra cui Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovacchia e Spagna, nonché in paesi extra-UE. Sono indagati in totale 195 individui, con oltre 400 aziende coinvolte.È in esecuzione un ordine di congelamento di oltre 520 milioni di euro per risarcire i danni all’UE e ai bilanci nazionali. Solo in Italia sono stati congelati 129 conti correnti e sequestrati 192 immobili, oltre a 44 auto e barche di lusso.”Il livello di complessità ed efficienza di questa associazione criminale che commette frodi carosello sull’IVA non ha precedenti”, si legge in una nota dell’EPPO. Tra il 2020 e il 2023 ha emesso fatture per la vendita di airpod, laptop e altri beni elettronici per oltre 1,3 miliardi di euro.I metodi mafiosi sembrano essere stati utilizzati anche per risolvere i conflitti sorti all’interno dell’associazione criminale tra i membri delle diverse organizzazioni criminali.Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano ha ordinato la custodia cautelare per 43 degli indagati: 34 rimarranno in carcere e nove agli arresti domiciliari. Sono stati emessi sette mandati di arresto europei su richiesta dell’EPPO per gli indagati che si trovano in Bulgaria, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Spagna e paesi extra UE. Altri quattro indagati sono stati sottoposti a un divieto temporaneo di esercizio di attività commerciali.L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Varese e dalla Polizia di Stato (Squadra Mobile di Palermo e Servizio Centrale Operativo), sotto la supervisione dell’EPPO. Hanno contribuito all’indagine anche la Guardia di Finanza di Milano e Palermo. Le misure investigative sono state svolte anche con il supporto di Europol e di diverse agenzie nazionali di polizia. LEGGI TUTTO

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    USA, stoccaggi gas ultima settimana +42 BCF

    (Teleborsa) – Aumentano più delle attese gli stoccaggi settimanali di gas negli USA. Secondo l’Energy Information Administration (EIA), divisione del Dipartimento dell’Energia americano, gli stoccaggi di gas nella settimana terminata l’8 novembre 2024 sono risultati in crescita di 42 BCF (billion cubic feet).Il dato si rivela superiore al consensus (+34 BCF). La settimana prima si era registrato un incremento di 69 BCF.Le scorte totali si sono dunque portate a 3.974 miliardi di piedi cubici, risultando in aumento del 4,1% rispetto a un anno fa (quando erano pari a 3.816) e in crescita del 6,1% rispetto alla media degli ultimi cinque anni di 3.746 BCF. LEGGI TUTTO

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    Manovra, D’Amico: “Apprezzamenti per supporto alle MPMI”

    (Teleborsa) – Il disegno di legge di bilancio per il 2024 è stato al centro di un incontro, svoltosi oggi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tra il Governo e le principali organizzazioni sindacali datoriali. Il presidente di Confimprese Italia, Guido D’Amico ha espresso apprezzamento per l’attenzione rivolta ai conti pubblici e agli sforzi concreti destinati al supporto delle micro, piccole e medie imprese (MPMI), sottolineando in particolare i seguenti punti salienti: il taglio del cuneo fiscale, con l’obiettivo di alleggerire il carico sulle imprese e i lavoratori; l’accorpamento delle aliquote IRPEF, destinato a semplificare il sistema fiscale; i vantaggi previsti per le nuove assunzioni, con misure mirate a stimolare l’occupazione; irifinanziamenti del credito d’imposta, che costituiscono un supporto importante per le imprese in crescita.Nel corso dell’incontro, D’Amico ha ribadito l’importanza di includere nella manovra ulteriori misure per stimolare l’economia, come facilitazioni per l’accesso al credito, incentivi per le micro imprese nel settore turistico, agevolazioni per l’espansione verso nuovi mercati internazionali, e l’estensione della programmazione negoziata a regioni strategiche come il Basso Lazio. Inoltre, ha sollecitato una riconsiderazione della Legge 180/2011, conosciuta come lo “Statuto delle Imprese”.Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha focalizzato l’attenzione sulla crisi di Stellantis e del settore automotive, proponendo soluzioni per il rilancio del comparto. Urso ha anche anticipato l’imminente pubblicazione del “Libro Verde Made in Italy 2030”, destinato a riaccendere il dibattito sulla politica industriale del Paese. Infine, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha approfondito il tema del codice unico degli incentivi e della legge annuale per le PMI, evidenziando l’importanza di misure strutturate per il supporto alle piccole e medie imprese italiane. LEGGI TUTTO

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    Iccrea Banca sale al 20% di Pitagora. Banca di Asti resta socio di controllo

    (Teleborsa) – Iccrea Banca ha perfezionato l’acquisto di una ulteriore partecipazione pari al 10,10% del capitale sociale di Pitagora, attiva nel credito al consumo, per effetto dell’esercizio della opzione di acquisto concessa a Iccrea Banca nel contesto del più ampio accordo di partnership di lungo termine siglato tra Iccrea Banca e Pitagora il 23 dicembre 2020, operativo dai primi mesi del 2021, e dell’ingresso di Iccrea Banca nell’azionariato di Pitagora.In seguito all’esercizio dell’opzione call, la partecipazione di Iccrea Banca in Pitagora è pari al 20% e gli accordi commerciali e di funding tra Pitagora e BCC Credito Consumo, società del Gruppo BCC Iccrea specializzata nell’offerta di finanziamenti personalizzati dedicati alle famiglie, sono estesi automaticamente fino al 31 dicembre 2028.Banca di Asti resta il socio di controllo di Pitagora con una partecipazione pari al 56,5% del capitale della stessa mentre il restante 23,5% è in capo al Management di Pitagora.”Siamo soddisfatti della finalizzazione di questa operazione che incrementa la nostra partecipazione in una delle società più importanti nel settore della cessione del quinto dello stipendio in Italia – ha commentato Mauro Pastore, Direttore Generale del Gruppo BCC Iccrea – L’estensione degli accordi commerciali e di funding con Pitagora fino al 2028 permetterà alle nostre 114 BCC di continuare a servire la clientela con professionalità qualificate e consolidare le relazioni di fiducia anche in un business specialistico come quello della cessione del quinto”.Nell’esercizio 2023, Pitagora ha realizzato un volume d’affari complessivo pari a 851 milioni di euro, segnando un incremento del 16,5% rispetto ai risultati dell’anno precedente con oltre 38 mila operazioni di finanziamento. Pitagora ha chiuso i primi nove mesi del 2024 con un utile superiore ai 7 milioni di euro, un Cet 1 del 14,8%, un Rorac del 31,9%, un Roe del 11,2% e un Cost/Income del 39,9% rispetto al 42,6% del 2023. LEGGI TUTTO

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    Tavolo Stellantis, Urso: industria auto al collasso, aumenteremo risorse in manovra

    (Teleborsa) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, AdolfoUrso, ha dichiarato che l’industria automobilistica europea è “al collasso” e ha sostenuto la necessità di intervenire “subito”. Questo il quadro proposto dal ministro nel corso del tavolo Stellantis al Mimit. Il ministro ha fatto riferimento agli annunci degli ultimi mesi di Volkswagen che prevede la chiusura di 3 stabilimenti in Germania, al caso della fabbrica Audi di Bruxelles che interromperà le attività a febbraio e alla situazione di importanti aziende della componentistica europea che cesseranno le proprie attività, con il relativo licenziamento di decine di migliaia di dipendenti. “È il momento delle scelte, altrimenti nei prossimi mesi, senza un cambio di rotta in Europa, dopo gli agricoltori anche gli operai bloccheranno le capitali europee e imporranno un cambio di rotta”, ha avvertito. Secondo Urso “il problema non è Trump e non è nemmeno la Cina. Biden ha alzato i dazi alle auto cinesi al 100%. E la Cina ha investito sul green deal europeo. Il problema è l’Europa. Noi non possiamo decidere sulle scelte degli Usa, quello spetta agli elettori americani. Noi possiamo decidere sulle scelte dell’Europa e siamo obbligati a farlo, tenendo conto della realtà”.”Dobbiamo cambiare da subito la politica industriale nel settore delle auto in Europa. Non possiamo aspettare la revisione prevista alla fine del 2026. Tra due anni non avremo più una industria automobilistica”, ha proseguito. Il ministro ha annunciato che venerdì prossimo sarà a Parigi, alla trilaterale Italia-Francia-Germania delle associazioni nazionali di impresa, e affronterà il tema anche con il ministro e vicecancelliere tedesco Habeck e il nuovo ministro dell’industria francese Ferracci. “Mi appello ai sindacati italiani, a Confindustria e all’Anfia affinché facciano fronte comune con le associazioni europee. È il momento delle scelte. Dobbiamo fare squadra”, ha esortato il ministro. Urso ha definito “follia” le multe previste dall’Unione europea a partire dal 2025 per le case che non rispetteranno i limiti sulle emissioni: “è il motivo principale che sta portando alla chiusura degli stabilimenti”, ha detto Urso durante l’incontro.Il ministro ha confermato che non verranno introdotti di nuovo gli ecobonus per l’acquisto di auto nuove. “Destineremo tutte le risorse del fondo, che pensiamo di aumentare nel corso della manovra, sul fronte dell’offerta, a sostegno delle imprese – ha aggiunto – soprattutto degli investimenti della filiera dell’automotive. E proponiamo nel nostro ‘non paper’ un piano automotive Ue con incentivi alla domanda, stabili e duraturi nel tempo, con risorse comuni destinate ai consumatori europei”.Il ministro ha quindi chiesto a Stellantis di assumersi la responsabilità sociale del rilancio dell’auto italiana e di presentare “un vero, significativo e chiaro piano industriale, che entri nel dettaglio di ogni stabilimento in Italia e che preveda un significativo aumento degli investimenti nel nostro Paese”. “Questa è la posizione del sistema Italia non solo del governo”, ha sostenuto facendo riferimento alle mozioni parlamentari e allo sciopero dei sindacati delle scorse settimane.”Stellantis ha un piano per l’Italia e lotteremo per difendere la nostra leadership. Modificare la regolamentazione in corsa non è una buona idea perché il mondo non tornerà indietro sulla elettrificazione e l’Italia è un Paese esportatore”, ha risposto Daniela Poggio, vicepresidente communication & public affairs di Stellantis Italia, in occasione della riunione al Mimit. “In questo momento di transizione le politiche che garantiscono la stabilità delle regole sono più importanti che mai e i target del 2025 erano noti fin dal 2019, in quanto sono rimasti gli stessi decisi nella legislazione europea 2014-2019 – ha aggiunto Poggio -. Modificare ora gli obiettivi avrebbe effetti negativi perché l’industria automobilistica opera su tempi molto lunghi”. Giuseppe Manca, responsabile risorse umane di Stellantis Italia, nel suo intervento al tavolo ha assicurato invece che il Gruppo “non intende chiudere nessun stabilimento in Italia, così come non ha nessuna intenzione di fare licenziamenti collettivi. Stellantis ha un piano per l’Italia, che è stato condiviso coi nostri partner sindacali, e che oggi condividiamo a questo tavolo”. LEGGI TUTTO

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    Mimit, convocati i tavoli Priolo, Versalis e della Chimica

    (Teleborsa) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel confermare il Tavolo sul futuro dell’area industriale di Priolo Gargallo per giovedì 21 novembre, ha inoltre dato indicazione di convocare il Tavolo Versalis per martedì 3 dicembre e il Tavolo sull’industria della Chimica per giovedì 5 dicembre. I tavoli – fa sapere il Mimit in una nota – avranno l’obiettivo di salvaguardare e rilanciare l’industria della Chimica italiana, settore strategico per il sistema industriale del Paese.Il tavolo Priolo – spiega la nota – è stato convocato d’urgenza alla luce delle recenti decisioni del Tribunale del Riesame di Roma in merito all’ordinanza del Tribunale di Siracusa, che hanno di fatto bloccato la prosecuzione delle attività del depuratore IAS S.p.A. (Industria Acqua Siracusana) di Priolo Gargallo, compromettendo le operazioni di aziende di primaria importanza come Isab, Versalis, Sonatrach e Sasol. Una minaccia che va subito sventata, perché rischia di pregiudicare il lavoro di decine di migliaia di persone e della stessa chimica nazionale.Il tavolo Versalis è stato convocato per consentire all’azienda di illustrare in sede istituzionale con tutte le parti sociali il piano industriale che dovrà confermare gli impegni di investimento funzionali alla salvaguardia dei livelli occupazionali e a una presenza più qualificata e sostenibile dell’industria chimica italiana nel mercato europeo e mondiale.Nel Tavolo sull’industria della Chimica, infine, verrà delineata la politica strategica del settore, sia in ambito nazionale che europeo, in linea con le indicazioni del libro verde di politica industriale “Made in Italy 2030” ora sottoposto a consultazione pubblica. LEGGI TUTTO