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    Commissione Ue, lettera ai Paesi membri per rispetto misure Covid comuni sui viaggi

    (Teleborsa) – La Commissione europea invierà una lettera ai 27 Stati membri per sottolineare l’importanza di seguire le linee guida concordate sulle restrizioni ai viaggi e i controlli alle frontiere per contenere il Covid e le sue varianti, ricordando la necessità di un “approccio comune” e di un “coordinamento” tra i 27, scoraggiando i viaggi non essenziali.Lo ha detto un portavoce dell’esecutivo comunitario rispondendo ad una domanda sulla decisione tedesca di chiudere le frontiere verso alcuni paesi. Serve il “rispetto della proporzionalità” nelle misure che ogni Paese prende e non devono esserci azioni “discriminatorie”, ha aggiunto.(Foto: Lukasz Kobus – © Unione Europea) LEGGI TUTTO

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    Nissan chiude in negativo dopo smentita su trattative con Apple

    (Teleborsa) – Nissan ha chiuso in calo del 2,84% sulla borsa di Tokyo dopo che ha smentito di essere in trattativa con Apple per lo sviluppo di un’auto elettrica a guida autonoma. Dopo il gruppo Hyundai, che si era tirato fuori una settimana fa, anche la casa automobilistica giapponese ha messo a tacere le voci che parlavano di una sua collaborazione con la società di Cupertino.Secondo il Financial Times sarebbe stata Apple ad approcciare Nissan nei mesi scorsi per il suo Project Titan, il programma di sviluppo di un veicolo a guida autonoma, ma i giapponesi avrebbero dimostrato riluttanza nell’accettare un ruolo di mero assemblatore. Un elemento centrale che ha fatto naufragare le trattative sembra proprio essere quello sul branding, con la casa automobilistica che non vuole partecipare alla creazione di un prodotto che sarebbe commercializzato con il marchio Apple.”In nessun modo cambieremo il modo in cui produciamo le auto – ha detto al quotidiano britannico Ashwani Gupta, il chief operating officer di Nissan – Il modo in cui progettiamo, il modo in cui sviluppiamo e il modo in cui produciamo sarà come produttore di automobili, come Nissan”. LEGGI TUTTO

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    Cathay Pacific riduce il proprio network di lungo raggio

    (Teleborsa) – Cathay Pacific ha comunicato che dal 20 febbraio ridurrà a 16 le sue destinazioni di lungo raggio. La data coincide con l’entrate in vigore le nuove misure di contenimento del Covid-19 che prevedono la quarantena obbligatoria di due settimane per gli equipaggi basati a Hong Kong che rientrano da servizi internazionali.Cathay Pacific non volerà verso Australia e Nuova Zelanda, così come sospenderà i voli per Amsterdam, Francoforte e San Francisco. Confermati, invece, quelli per Los Angeles, New York e Toronto. Si vola da Hong Kong a Londra, ma solo all’andata. A causa di questa decisione, la compagnia aerea stima mancati ricavi per 51 milioni di dollari. LEGGI TUTTO

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    Alitalia, da Bruxelles dubbi sui ristori: situazione critica già prima del Covid

    (Teleborsa) – Il via libera dell’antitrust di Bruxelles per il ristoro da 77 milioni di euro richiesta per Alitalia dall’Italia potrebbe non arrivare mai o arrivare solo per una parte di quella cifra. È quanto ha riportato Ansa che indica come fonti vicino al dossier abbiano definito come molto difficile che venga accolta una nuova e ulteriore richiesta di aiuti di Stato per la compagnia aerea e il suo passaggio alla newCo Ita.Il ristoro richiesto servirebbe per riuscire a pagare gli stipendi dei dipendenti mentre Alitalia continua a registrare perdite ogni giorno. Una situazione però che era già critica ben prima del Covid, hanno fatto notare le fonti citate dall’agenzia di stampa italiana. Le stesse fonti hanno sottolineato che il prossimo governo dovrà decidere bene cosa fare della stessa newCo in quanto – come ha ricordato a più riprese anche la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Margrethe Vestager, responsabile per la Concorrenza – dovrà garantire una vera discontinuità con Alitalia.Attenzione puntata quindi soprattutto sul trasferimento degli asset della vecchia compagnia di bandiera – che dovrà avvenire con una logica di mercato per evitare la bocciatura della Commissione Ue – e sulla flotta della newCo che Bruxelles ritiene debba essere significativamente ridotta. LEGGI TUTTO

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    Super-Ministero, Conftrasporto: poco realizzabile, rischia di bloccare opere necessarie

    (Teleborsa) – Conftrasporto ha definito l’idea di un super-Ministero della Transizione Ecologica appare “poco realizzabile”. “Potrebbe essere presa a pretesto dagli ambientalisti-Jahidisti per bloccare quelle che sono le opere infrastrutturali necessarie. Sarebbe un controsenso rispetto alle linee programmatiche sulle quali si realizza il nuovo Esecutivo”, spiega l’organo rappresentativo delle aziende dei servizi di trasporto.Conftrasporto ha comunque ribadito il proprio sostegno alle linee programmatiche presentate finora dal presidente del Consiglio incaricato, in particolare l’importante riconoscimento della funzione logistica evidenziata dallo stesso Mario Draghi. “Se le merci non si muovono secondo i tempi richiesti dai sistemi produttivi, non si compete – ha afferma il presidente Paolo Uggé – La logistica è sostanzialmente tempo. Il riconoscimento della sua funzione (è la prima volta che un Presidente incaricato pone la questione logistica come obiettivo primario) è di buon auspicio e va nella giusta direzione”.Per tali ragioni, secondo Conftrasporto, il governo dovrebbe puntare non solo su una mobilità delle merci interconnessa, ma dare impulso alla realizzazione delle infrastrutture portuali, stradali e ferroviarie, attraverso l’accessibilità, gli interscambi tra le diverse modalità, al fine di connettere il Paese. LEGGI TUTTO

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    Traffico aereo, nel 2020 gli aeroporti europei hanno perso 1,72 miliardi di passeggeri

    (Teleborsa) – Nel 2020 gli aeroporti europei hanno perso 1,72 miliardi di passeggeri rispetto all’anno precedente, un calo pari al 70,4%. È quanto ha rilevato nel suo rapporto sul traffico aereo ACI EUROPE, l’associazione degli scali europei.”Con appena 728 milioni di passeggeri nel 2020 rispetto ai 2,4 miliardi di passeggeri dell’anno precedente, gli aeroporti europei sono tornati ai livelli di traffico del 1995. Nessuna industria può resistere da sola a un tale shock – ha dichiarato Olivier Jankovec, Direttore generale dell’associazione – Sebbene alcuni Stati abbiano adottato misure per sostenere finanziariamente i propri aeroporti, finora in Europa sono stati stanziati solo 2,2 miliardi di euro a tale scopo. Questo è meno dell’8% dei ricavi che gli aeroporti hanno perso lo scorso anno”.Dal report, che include i dati relativi a tutti i tipi di voli commerciali da, verso e all’interno dell’Europa (servizio completo, low cost, regionale, charter, trasporto merci completo e altri), è emerso che il crollo del traffico negli aeroporti dell’UE (-73% e 1,32 miliardi di passeggeri persi) è stato nettamente maggiore rispetto a quello comunque molto netto registrato dagli scali del blocco extra UE (-61,9% e 400 milioni di passeggeri persi). “Ciò è dovuto principalmente alle dimensioni e alla relativa resilienza dei mercati nazionali principalmente in Russia ma anche in Turchia, combinate con blocchi e restrizioni di viaggio meno rigorosi rispetto al mercato dell’UE”, si legge nella nota che accompagna la pubblicazione del documento.“Con ulteriori diminuzioni del traffico nelle ultime settimane e nessuna ripresa in vista, è necessario fare di più. Aiutare gli aeroporti è essenziale per ricostruire la connettività aerea e sostenere efficacemente le comunità locali e regionali e il turismo. È inoltre fondamentale ripristinare le capacità di investimento degli aeroporti per il futuro. Senza ulteriore sostegno finanziario, gli investimenti in decarbonizzazione, digitalizzazione e SESAR sono a rischio”, ha aggiunto Jankovec.Il divario tra i mercati UE-extra UE si è amplificato soprattutto nella seconda metà dell’anno. Mentre sia gli aeroporti dell’UE che quelli extra-UE hanno visto il traffico passeggeri quasi fermarsi nel secondo trimestre (rispettivamente -97,3% e -93,3%), le perdite nel quarto trimestre sono state del -83,8% negli aeroporti dell’UE rispetto al -63,9% negli aeroporti fuori dall’Unione Europea. Anche in questo caso, ciò è dovuto principalmente alla relativa resilienza del traffico passeggeri interno nel mercato extra UE (-39,8%) rispetto al mercato UE (-72,9%), nonostante anche gli aeroporti extra UE abbiano superato quelli UE per il traffico passeggeri internazionale (rispettivamente -78,2% e -86,6%).I 5 hub classificati come “Majors” nel 2019 – Londra-Heathrow, Parigi-CDG, Amsterdam-Schiphol, Francoforte e Istanbul – hanno perso 250 milioni di passeggeri nel 2020. Francoforte (-73,4%) ha registrato la diminuzione maggiore, seguita da vicino da Londra-Heathrow ( -72,7%), Amsterdam-Schiphol (-70,9%), Paris-CDG (-70,8%) e Istanbul (-59,6%). Nel quarto trimestre lo scalo turco è diventato l’aeroporto più trafficato d’Europa, seguito dall’altro aeroporto della città Istanbul-Sabiha Gocken e dagli scali di Mosca (Sheremetyevo, Domodedovo e Vnukovo).Per quel che riguarda il solo traffico merci, l’attività è diminuita dell’11,8% nel 2020 rispetto all’anno precedente, con una perdita quasi equamente distribuita tra aeroporti UE (-12,1%) e aeroporti extra UE (-9,9%). Il report segnala che aa ripresa del traffico merci ha subito un’accelerazione a partire dallo scorso settembre: a dicembre infatti si è registrato un risultato sostanzialmente identico a quello dello stesso mese nel 2019. Tra i primi 10 aeroporti europei per il trasporto merci, gli aumenti di volume sono stati registrati solo da Liegi (+ 23%), Lipsia-Halle (+ 12%), Lussemburgo (+ 6%) e Colonia-Bonn (+ 5%). LEGGI TUTTO