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UBI Banca, Massiah: “Ottimista su futuro. UBI va riletta, anticipa trend”

(Teleborsa) – Per Victor Massiah, Consigliere Delegato di , la trimestrale “va letta in un ambito integrato fra conto economico e stato patrimoniale” e con “un confronto complessivo” fra i primi nove mesi del 2019 ed i primi mesi del 2018. E questo perché pur a fronte della importantissima riduzione dello stock di NPE di oltre 2 miliardi, il CET 1 è passato da 11,43% a 12,09% quindi con un’importante crescita nell’ambito dei dodici mesi.

Questo è avvenuto – ha spiegato – grazie ad “una accurata miscela tra due componenti: anzitutto abbiamo confermato quella che è la nostra strategia principale, il recupero in casa nostra, attraverso le nostre risorse. Ricordo a tutti che noi non abbiamo ceduto la piattaforma di recupero, ma al contrario l’abbiamo tenuta in casa. Oltre la metà di questi 2,1 miliardi sono stati recuperati in casa nostra. On top, abbiamo fatto due cessioni opportunistiche, una che riguardava il Leasing, la più importante, circa 700 milioni di cui 500 già finalizzati in questi numeri, altri 200 da completare auspicabilmente entro la fine dell’anno, e una componente di Factor per altri circa 150 milioni. Questa miscela ha permesso di avere dei danni estremamente limitati al conto economico e soprattutto di permetterci di non mettere in alcun modo in pericolo la crescita del CET 1 che, ripeto, abbiamo portato da 11,43% a 12,09%. Pensiamo, per l’ultima parte dell’anno, di aggiungere un ulteriore acceleratore alla riduzione, auspichiamo di arrivare addirittura all’8% di non performing loans sul totale dei crediti, attraverso una cessione nell’ambito Real Estate, nell’ambito mutui, retail”.

In relazione al calo del margine di interesse, Massiah ha sottolineato che “decresce per componenti non legate direttamente alla componente commerciale che, anzi, conferma la strategia di difesa del pricing che ci ha permesso fino ad oggi di avere una performance nettamente migliore dei nostri concorrenti”. “L’effetto di decrescita – ha aggiunto – è prevalentemente legato all’applicazione del principio contabile Ifrs9 relativamente alle cessioni di credito e questa componente spiega più del 50% di quello che sostanzialmente è la discesa del margine di interesse”.

Quanto alle commissioni, il manager ha spiegato “abbiamo avuto una performance che, pur scontando la stagionalità del terzo quarter, che è un trimestre estivo, vede una crescita, anno su anno delle commissioni, importante”. “Sommando le due componenti – ha sottolineato – si vede che sostanzialmente la banca è riuscita a difendere i propri proventi operativi core in un contesto di tassi di interesse negativi che ovviamente gioca contro”.

Quanto alle prospettive di recupero dei ricavi, Massiah ha affermato che “la componente più importante di ritorno alla redditività sarà una riduzione del costo del credito, che è stato in fondo il fattore più rilevante di abbattimento del ritorno su capitale per quanto riguarda le banche italiane. Questa importante azione che abbiamo in corso di riduzione più accelerata di quanto avevamo promesso e previsto, credo sarà un elemento determinante per essere ottimisti sul futuro.

UBI è una banca tradizionale? Massiah afferma “non mi riconosco in questa definizione” e spiega che il comportamento di UBI in questi anni “è stato normalmente abbastanza originale in confronto al macro trend” e cita le “cessioni massive” di crediti effettuate dalle altre banche, rispetto alle quale UBI si è mossa in controtendenza. E poi ricorda “siamo stati i primi a muoverci sui Social Bond e tra i primissimi a muoverci sui Green Bond e questo di nuovo è un qualcosa che ha anticipato un trend, adesso dato per normale, di solidità, di green, di verde, di sostenibilità, che noi invece abbiamo visto prima”. “Ma soprattutto la filosofia di coniugare il conto economico allo stato patrimoniale e di non ricercare la performance nel solo conto economico, destabilizzando eventualmente lo stato patrimoniale, è un qualcosa che ci ha caratterizzato sin dall’inizio della crisi”, ha aggiunto.

“Credo che la nostra UBI vada riletta: è una banca che non ha paura di non schierarsi necessariamente col pensiero più di moda del momento, che è stata pioniera con i Social Bond, con i Green Bond ma soprattutto, fatemi dire, con la soluzione complessiva di UBI Comunità in cui altri adesso stanno andando a realizzare nelle proprie aziende, sulla parte di sostenibilità che in questo momento va tanto di moda e peraltro anche sulla parte su cui normalmente si tende a dare giudizio cioè su quella tecnologica, ha soluzioni di mobile banking e soluzioni di online banking tipo IWBank, che non hanno nulla da invidiare alle migliori performance, quindi io credo che questo sia in qualche modo per alcuni una pregiudiziale che è venuto il momento di smentire e in qualche modo prendendo coscienza dell’originalità che in realtà ha avuto questa banca in questo periodo”!.


Fonte: https://quifinanza.it/finanza/feed/


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