10 Maggio 2022

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    Ucraina, chiesta nuova riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

    (Teleborsa) – Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbe tenere una nuova riunione pubblica sulla guerra in Ucraina giovedì, alla luce del continuo deterioramento della situazione umanitaria sul terreno. La riunione – fanno sapere fonti diplomatiche – è stata chiesta da Francia e Messico ed è parte dello sforzo dei Paesi occidentali di mantenere la pressione sulla Russia.Nel 76esimo giorno di guerra i russi – fa sapere il consiglio comunale di Odessa citando il comando operativo sud – hanno lanciato il quarto attacco missilistico sul ponte attraverso l’estuario del Dnestr in Ucraina. “Un missile da crociera – si legge nella nota – ha colpito di nuovo la regione di Odessa. Il nemico continua ad attaccare il ponte già danneggiato sull’estuario del Dnestr”.”Al momento in Ucraina non stanno vincendo né i russi né le forze di Kiev. C’è uno stallo nella guerra – ha detto il generale Scott Berrier, direttore dei servizi di intelligence militari Usa, in un’audizione alla commissione difesa del Senato –. L’approccio da avere adesso è aspettare e vedere. Lo stallo potrebbe durare a lungo, non ci sono segnali di una svolta a breve”. Sempre dagli Usa la direttrice dell’intelligence nazionale americana, Avril Haines lancia un monito a tutti gli alleati della Nato. “Tutti gli alleati devono fare la loro parte per sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia – ha affermato Haines commentando il fatto che la maggior parte dei Paesi della Nato non hanno ancora aumentato le loro spese per la difesa, portandole al 2% del PIL come chiedono da tempo gli Stati Uniti –. Possiamo continuare nel nostro sostegno se tutti danno il loro contributo”. Oggi pomeriggio, intanto, la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha personalmente ringraziato la Germania per il suo aiuto. Baerbock è la prima rappresentante del governo Scholz a visitare l’Ucraina dall’inizio della guerra. Nell’occasione della visita, Baerbock ha anche confermato che fra pochi giorni inizierà in Germania l’addestramento congiunto tedesco-olandese di soldati ucraini. Questi ultimi dovranno apprendere l’uso dell’obice semovente PzH 2000, che sarà a breve fornito a Kiev. La ministra Baerbock ha aggiunto che Berlino sta lavorando insieme alle aziende tedesche per fornire all’Ucraina “sistemi all’avanguardia per proteggere le sue città da attacchi futuri”. “È stato un incontro significativo – ha affermato Zelensky –. Il sostegno dei vostri Paesi è importante e prezioso per noi. Grazie per essere solidali con il popolo ucraino oggi. Penso che insieme possiamo vincere. Vincere significa restituire all’Ucraina tutti i diritti e le libertà dei nostri cittadini sul nostro territorio”. Durante il briefing con la collega tedesca Baerbock il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha definito l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea una “questione di guerra o di pace” in Europa. “Ora è il momento di fare il passo successivo e portare a casa l’Ucraina, assegnandole lo status di candidato all’adesione all’Unione europea – ha aggiunto Kuleba –. Se l’Ucraina non riceverà lo status di candidato all’adesione all’Ue significherà un inganno da parte dell’Ue che l’Ucraina non manderà giù”. Sempre oggi la commissione europea ha deciso di escludere il settore del trasporto marittimo dalla messa al bando progressiva sul petrolio russo, per cercare di raggiungere un accordo su questo controverso provvedimento, sul quale ha già non poche difficoltà a procedere. Secondo quanto riporta il Financial Times, che cita diversi fonti anonime vicine alla questione, sull’ipotesi di vietare anche l’uso di petroliere europee per i traffici di greggio russo erano pronte a fare le barricate Grecia e Malta. Per questo l’idea, che secondo il quotidiano era stata messa sul tavolo la scorsa settimana, è stata già abbandonata. Parallelamente, sul proposto rapido stop alle importazioni di petrolio della Russia, continua a mettersi di traverso l’Ungheria di Victor Orban, che ieri ha avuto una bilaterale con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Budapest si mostra particolarmente risoluta su questo versante, dato che a differenza di molti altri Paesi non ha sbocchi sul mare, e non può approvvigionarsi di greggio anche mediante le petroliere, risultando quindi molto più vincolata alla Russia dovendo far arrivare il greggio tramite oleodotti.”Siamo uniti nel condannare l’invasione in Ucraina, uniti nelle sanzioni e nell’aiutare l’Ucraina come ci ha chiesto il presidente Zelensky” ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi incontrando Joe Biden in occasione del vertice alla Casa Bianca. LEGGI TUTTO

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    Orsini (Confindustria): per imprese sfide senza precedenti, spinta a investimenti

    (Teleborsa) – Le imprese italiane stanno affrontando “sfide senza precedenti” per questo “non possiamo pensare di perdere anche gli investimenti”, quindi “abbiamo bisogno di spingere”. Lo ha detto il Vicepresidente per Finanza di Confindustria, Emanuele Orsini, a Bologna a margine della tappa regionale del roadshow di presentazione del nuovo Accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese.”Nell’attuale scenario geopolitico ed economico le nostre imprese sono pressate da sfide senza precedenti che mettono a rischio crescita e benessere dell’intera società – ha detto Orsini -. In questa fase di emergenza è indispensabile continuare far arrivare loro la liquidità necessaria per affrontare le tensioni legate alla guerra e allo shock energetico”.Ma “bisogna anche guardare al futuro, puntando a consentire alle imprese di continuare a investire per esprimere pienamente le loro potenzialità e cogliere le opportunità offerte dai grandi processi di trasformazione in atto”.”La ripresa è a portata di mano – ha aggiunto il vicepresidente di Confindustria – a patto di sfruttare l’occasione di investimento e riforma offerta dal PNRR e di promuovere investimenti in innovazione e ricerca, favorendo lo sviluppo delle filiere, la patrimonializzazione e il riequilibrio della struttura finanziaria delle aziende. Senza dimenticare l’importanza di assicurare il massimo sostegno, finanziario e di servizio, nella doppia transizione digitale e sostenibile”. LEGGI TUTTO

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    OPA Falck Renewables, adesioni oltre il 79% nell'ultimo giorno

    (Teleborsa) – Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto (OPA) obbligatoria totalitaria promossa da Green BidCo (veicolo di Infrastructure Investments Fund) sulle azioni Falck Renewables, risulta che oggi, 10 maggio 2022, sono state presentate 40.844.752 richieste di adesione. Pertanto, complessivamente le richieste di adesioni sono a quota 76.272.980, pari al 79,6% dell’offerta.L’offerta, iniziata l’11 aprile 2022, termina oggi, 10 maggio 2022. LEGGI TUTTO

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    Reti, soluzioni Esg verso il raddoppio nei prossimi tre anni

    (Teleborsa) – Tra tre anni i prodotti ESG rappresenteranno circa la metà dei portafogli detenuti dalle Reti di consulenza finanziaria. A fornire la stima sono gli stessi manager delle Imprese associate ad Assoreti, l’Associazione delle Società per la Consulenza agli Investimenti che, con McKinsey, hanno svelato i piani dell’industria della consulenza finanziaria in tema di sostenibilità. Il sustainable investing, che figura oggi tra i primi tre obiettivi dell’agenda strategica del mercato italiano della consulenza finanziaria, nel 2025 avrà dunque raddoppiato il proprio peso nei portafogli dei clienti delle reti rispetto all’attuale 15-20%. “Modelli di business vincenti per le Reti di consulenti finanziari in ambito ESG”, è il titolo dell’analisi presentata oggi in occasione dell’evento promosso da Assoreti per il Salone del Risparmio, “Ruolo e valore della consulenza finanziaria nella transizione sostenibile”. Oltre alle Reti – coinvolte con interviste al top management, questionari e focus group – la ricerca ha analizzato anche le dinamiche di comportamento dei clienti, più di mille, tra private e affluent, in relazione agli investimenti e alla consulenza finanziaria in ambito ESG.”Ci si attende una crescita importante delle masse ESG gestite dalle Reti. Quasi tutti gli operatori – ha commentato Cristina Catania, Senior Partner McKinsey – stanno portando avanti varie iniziative per incentivare la penetrazione dei prodotti di investimento ESG nei propri portafogli e sensibilizzare gli investitori sulle tematiche di sostenibilità. Inoltre, dalla survey è emerso come dall’inizio del 2022 l’interesse ESG sia aumentato per la maggior parte dei clienti e per oltre il 70% di quelli più facoltosi”.L’investimento sostenibile è destinato quindi non solo a restare ma anche a crescere. I primi mesi dell’anno hanno registrato infatti un aumento dell’interesse per i prodotti sostenibili da parte degli investitori italiani: soprattutto i clienti High Net Worth e Private, ma anche gli Affuent. In questa direzione si collocano le priorità espresse della Reti che puntano, nei prossimi anni, ad un’ulteriore specializzazione in ambito ESG nella selezione dei prodotti sostenibili, attualmente realizzata principalmente attraverso la compliance con gli articoli 8 e 9 del regolamento europeo sull’informativa di sostenibilità dei servizi finanziari (Sustainable Finance Disclosure Regulation) e con i rating di sostenibilità di società terze. Ad oggi il 40% delle Reti ha attivato partnership a tema ESG con Asset Manager specializzati e il 25% ha già adottato rating di sostenibilità proprietari, con l’obiettivo di sviluppare competenze sempre più specializzate con un team dedicato alla selezione di prodotti ESG compliant (oggi il 22% ne ha già uno). La ricerca mette in evidenza anche il ruolo della normativa come leva per favorire le tematiche ESG nell’industria della consulenza finanziaria, con l’inserimento nel questionario di adeguatezza delle preferenze di sostenibilità della clientela dal prossimo agosto. Il 44% delle Reti associate ad Assoreti è già allineato e il 20% ha attivato tool specifici per analizzare le informazioni fornite. Nei prossimi mesi, l’adeguamento ai nuovi obblighi di MiFID II per il 67% dell’industria rifletterà lo standard predisposto dalle richieste della normativa e per il 33% prevederà anche domande integrative per conoscere al meglio la propria clientela. “Le nuove misure, la cui applicazione è prevista dal prossimo 2 agosto, – sottolinea il commissario Consob, Chiara Mosca commentando i risultati della ricerca – consentiranno ai consulenti di acquisire informazioni sulle preferenze di sostenibilità dei clienti. L’integrazione delle tematiche ESG nella consulenza finanziaria rappresenta un’opportunità per sviluppare modelli di business in ambito ESG ancor più orientati a perseguire il miglior interesse dei clienti; ma si tratta anche di una nuova sfida per l’industria perché sarà valorizzata la capacità dei consulenti di spiegare ai clienti le implicazioni della sostenibilità affinché le decisioni di investimento siano informate ed allineate a tali preferenze”. La formazione rappresenta poi uno dei fattori chiave per sviluppare l’integrazione delle tematiche ESG nel modello di consulenza: il 90% delle Reti ha infatti avviato corsi ESG complementari a quelli obbligatori (il 56% con percorsi interni, il 33% misti). Una specializzazione a cui l’industria punta e che va di pari passo con la digitalizzazione che, al servizio dei consulenti, sarà uno dei fattori di successo per gestire la complessità delle analisi e ridurre il rischio di conformità dei modelli di profilazione. L’86% delle Reti ha già messo a disposizione dei consulenti strumenti dedicati che includono attività di formazione (57%), piattaforme digitali (43%) e tool per valutare la conformità normativa dei prodotti (29%). “Abbiamo assistito e continuiamo ad osservare una forte spinta da parte dei consulenti finanziari a guidare le famiglie verso il risparmio gestito di qualità. Qualità che – ha dichiarato Paola Pietrafesa, amministratore delegato di Allianz Bank FA, rappresentante l’Assoreti – è sostenuta da continua formazione e specializzazione dove il ruolo del consulente finanziario, la sua professionalità unita alla capacità di costruire relazioni fiduciarie, sono e saranno ancora più determinanti nel convertire liquidità in investimenti sostenibili. Una competenza di cui il sistema ha già dato prova mantenendo la liquidità al di sotto del 15%, un valore decisamente basso rispetto all’andamento del mercato”. “Gli operatori del settore – ha affermato Marco Tofanelli, segretario generale Assoreti – hanno consapevolezza di questo tema e si stanno muovendo su una traiettoria più sostenibile. È un percorso complesso, ancora incerto nel traguardo, ma non c’è dubbio che è il percorso del futuro. L’industria ha da sempre avuto la sensibilità e capacità di anticipare i tempi e questo studio ne dà evidenza. Come Associazione, già tre anni fa, abbiamo deciso di aggiornare il Codice di Comportamento dando risalto alla sostenibilità e al ricambio generazionale e molto stiamo facendo per fornire, a chi guiderà questo cambiamento, gli strumenti necessari perché la professione sia sempre al passo con i tempi”. Tecnologia e specializzazione sono le leve condivise dall’industria per una conoscenza del comportamento del cliente sempre più approfondita. Le Reti di consulenza sostengono infatti che oggi il 50% dei clienti sarebbe disposto a costi maggiori per un prodotto ESG, visto l’interesse medio-alto per il tema dichiarato dall’83% dei clienti intervistati, che valutano una maggiore propensione a investire in prodotti con impatto positivo sull’ambiente (57%) e sulla società (52%). “La rilevanza dei temi ESG è in continua ascesa. La formazione è fondamentale sia per le reti di consulenti finanziari che per gli studenti che intendono intraprendere questo percorso: la consapevolezza da parte degli studenti sull’evoluzione della finanza sostenibile, alimenta le nuove reti di consulenti del futuro – ha commentato Francesca Gostinelli, head of Group Strategy, Economics and Scenario Planning di Enel –. Saper leggere l’integrazione a 360° della sostenibilità nelle strategie delle aziende di ogni settore e nelle azioni quotidiane, nei progetti che si realizzano, nelle metriche che da obiettivi diventano cose fatte, è una leva fondamentale per orientare la capacità patrimoniale verso investimenti sostenibili”. LEGGI TUTTO

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    Sanzioni, FMI: rischiano di favorire sistemi di pagamento paralleli

    (Teleborsa) – Le sanzioni imposte da Usa e Ue contro la Russia, a seguito dell’invasione dell’Ucraina, rischiano di spingere vari paesi a creare “sistemi di pagamento paralleli”, sganciati dai circuiti internazionali attuali, per mettersi al riparo dall’esser colpiti, a loro volta, da eventuali restrizioni. E’ quanto ha affermato la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva intervenendo ad una conferenza sul sistema monetario internazionale, organizzata dalla Banca nazionale svizzera.”L’invasione della Russia in Ucraina ha causato non solo terribili sofferenze umane, ma anche uno shock economico globale e un forte aumento del rischio di una nuova guerra fredda – ha detto -. Alcuni paesi potrebbero considerare lo sviluppo di sistemi di pagamento paralleli e sganciati, per mitigare il rischio di potenziali sanzioni economiche. Questi blocchi di pagamenti peggiorerebbero soltanto l’impatto di blocchi economici più ampi, creando nuovi inefficienze e imponendo nuovo i costi”. Più in generale, secondo Georgieva bisognerebbe utilizzare “piattaforme digitali pubbliche” allo scopo di “modernizzare” i sistemi di pagamento tra paesi e ridurre i rischi di frammentazione. Il sistema di pagamento internazionale, che consente di cambiare le valute e trasferire flussi di capitale tra Paesi “sta fronteggiando sfide impegnative”. Per la Direttrice del Fondo Monetario, i criptoasset consentono di operare in maniera “pseudo anonima”, senza fare vedere il paese di residenza del detentore, e anche sfruttando lacune regolamentari possono ostacolare le attività di controllo delle autorità, inficiando i meccanismi di gestione dei flussi di capitali con l’estero. E data l’importanza della gestione dei flussi di capitali e i possibili contraccolpi di questo segmento, l’istituzione di Washington raccomanda una strategia articolata su piu’ versanti. “In alcuni Paesi – si legge – i cripto asset sono diventati uno strumento rilevante su pagamenti e investimenti speculativi, sulla spinta di fattori macroeconomici, istituzionali e demografici. I cripto asset possono essere scambiati in maniera pseudo anonima e detenuti senza identificare la residenza del detentore. Molti i provider di servizi cripto operano tra frontiere, rendendo più difficile la vigilanza e l’applicazione della legge da parte delle autorità nazionali. Il Fmi ricorda che i flussi di capitali possono portare benefici consistenti ai paesi ma anche rischi.”In questo settore far rispettare leggi e regole e tipicamente implica che gli intermediari finanziari verifichino la natura delle transizioni e delle identità delle parti coinvolte – si legge – ma sui cripto asset tutto questo si trova di fronte crescenti sfide”. E “le sfide poste da cripto asset sono accresciute dalle lacune nelle leggi e nei sistemi regolamentari, dato che lo status legale dei cripto asset spesso non e’ chiaro e le norme sulla gestione dei flussi di capitale non li coprono”. Per questo il Fmi suggerisce ai policy maker una strategia a piu’ livelli. Iniziando da “fare chiarezza sullo status legale dei cripto asset” e dall’assicurare “che vengano inquadrati nelle regole e nella vigilanza sui flussi di capitali”. Poi è necessario “sviluppare un approccio legale comprensivo e coordinato riguardo a persone e enti impegnati in attività e servizi sui cripto asset”. Terzo, il Fmi raccomanda di “stabilire accordi di collaborazione internazionali per la vigilanza sui cripto asset”. Quarto, chiede di intervenire sulle lacune che riguardano anche dati e sistemi tecnologici “per creare modelli di identificazione di anomalie e indicatori di allarme anticipati, che consentano un monitoraggio tempestivo sull’attuazione delle regole sui flussi di capitali”. LEGGI TUTTO

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    Riforma del reclutamento docenti, Anief: “Compromette pure il Contratto di lavoro”

    (Teleborsa) – “Se la riforma sul reclutamento e formazione dei docenti, contenuta nel Decreto Legge n. 36, dovesse andare avanti non solo lascerebbe immutato il problema del reclutamento dei docenti, ma abbandonerebbe i precari e comprometterebbe il rinnovo del contratto della scuola, per questo siamo pronti a sostenere lo sciopero del 30 maggio proclamato ieri dagli altri sindacati rappresentativi”. A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ribadendo la richiesta di modifiche al testo del DL su reclutamento, formazione e valutazione degli insegnanti all’esame delle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Cultura del Senato.”Per firmare il CCNL – continua il sindacalista Anief – bisogna cambiare le norme sulla riforma sulle modalità di assunzione degli insegnanti, cancellare gli incentivi legati alla formazione aggiuntiva di una percentuale minoritaria del personale e aggiornare le tabelle su aumenti salariali, profili e livelli stipendiali. Venerdì scorso, il 6 maggio, abbiamo avviato la battaglia assieme ai lavoratori ed ora siamo pronti a fermarci di nuovo, il 30 maggio, per uno sciopero generale con tutti i sindacati rappresentativi nelle more delle audizioni in Senato per il voto degli emendamenti che dal 21 maggio verranno presentati. Certamente, tra le tante richieste di modifica al decreto ve ne saranno diverse suggerite da Anief. Abbiamo ora un doppio obiettivo: portare avanti questa protesta fino in fondo e contemporaneamente lavorare su proposte concrete”. LEGGI TUTTO

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    Open Fiber, a Massa iniziano i lavori per la posa della fibra ottica in FTTH

    (Teleborsa) – A Massa è in arrivo una nuova rete in banda ultralarga che porterà la fibra ottica direttamente nelle case dei cittadini. Il Comune e Open Fiber hanno infatti siglato una convenzione che disciplinerà il piano degli interventi per realizzare una nuova infrastruttura in FTTH (Fiber To The Home, fibra fino a casa), per collegare case, uffici e negozi. Saranno collegate in fibra ottica – spiega Open Fiber in una nota – 24mila unità immobiliari attraverso la creazione di una nuova e capillare rete di comunicazione, interamente in fibra ottica, di oltre 14 chilometri. L’investimento, pari a 9 milioni di euro, sarà completamente a carico della società e rientra nella grande opera di modernizzazione del Paese messa in campo da Open Fiber che vede coinvolte 271 città in tutta la penisola.”La pandemia ha dimostrato, ancora più di prima, la necessità di essere dotati di collegamenti online più veloci e performanti sia per il lavoro che per le famiglie – commenta l’assessore Marco Guidi, con deleghe a Lavori pubblici e Politiche energetiche – in alcune zone della nostra città i collegamenti erano troppo deboli, per questo siamo convinti che questo ulteriore importante investimento sulla fibra da parte di Open Fiber possa rendere Massa una città ancora più smart e connessa con il futuro”.”La rete che Open Fiber costruirà a Massa è una vera e propria autostrada del futuro con elevate prestazioni e un’efficienza all’altezza delle più importanti città europee – ha dichiarato Marco Gasparini, responsabile Network & Operations Open Fiber Toscana –. Con noi la città cambierà volto: la nostra rete abiliterà la smart city, la città del futuro, semplificando la vita di cittadini, aziende e Pubblica Amministrazione, oltre che a dare slancio al settore turistico e culturale”.Open Fiber sta realizzando una rete in fibra FTTH anche nelle principali aree urbane della Toscana, dove opera con investimento privato. Attualmente il servizio è disponibile a Firenze, Livorno, Pisa, Prato, Arezzo, Grosseto, Viareggio, Empoli, Scandicci, Lastra a Signa, Calenzano, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio. L’investimento complessivo è di 130 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    L'Europa frena dietro Wall Street. Piazza Affari svetta

    (Teleborsa) – La Borsa milanese splende sui principali listini europei che frenano sul finale seguendo l’andamento prudente di Wall Street, in vista del dato di domani sull’inflazione americana di aprile. Dalla statistica il mercato attende infatti indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve. Sul mercato valutario, l’Euro / Dollaro USA mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1,055. Sessione debole per l’oro, che scambia con un calo dello 0,34%. Prevalgono le vendite sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua la giornata a 100,8 dollari per barile, in forte calo del 2,23%.Lo Spread peggiora, toccando i +201 punti base, con un aumento di 9 punti base rispetto al valore precedente, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,01%.Tra i mercati del Vecchio Continente ben comprata Francoforte, che segna un forte rialzo dell’1,15%, composta Londra, che cresce di un modesto +0,37%; performance modesta per Parigi, che mostra un moderato rialzo dello 0,51%. Giornata di guadagni per la Borsa di Milano, dove alcune big sono state premiate per i conti trimestrali migliori delle previsioni: il FTSE MIB mostra una plusvalenza dell’1,04%, bloccando così la scia ribassista sostenuta da quattro cali consecutivi, che ha preso il via mercoledì scorso, mentre, al contrario, il FTSE Italia All-Share è crollato del 2,80%, scendendo fino a 24.920 punti.Dai dati di chiusura di Borsa Italiana, risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,19 miliardi di euro, in calo del 14,32%, rispetto ai 2,56 miliardi della vigilia; mentre i volumi scambiati sono passati da 0,66 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 0,55 miliardi.In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo BPER (+7,85%), Unicredit (+5,46%), Pirelli (+3,91%) e Inwit (+3,87%).Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Saipem, che ha chiuso a -6,60%.Vendite a piene mani su Leonardo, che soffre un decremento del 3,00%.Pessima performance per DiaSorin, che registra un ribasso del 2,45%.Sotto pressione Iveco Group, con un forte ribasso dell’1,65%.In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, Mutuionline (+4,84%), Intercos (+3,69%), Sesa (+3,42%) e Illimity Bank (+2,93%).I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Ferragamo, che ha archiviato la seduta a -7,35%.Sessione nera per Safilo, che lascia sul tappeto una perdita del 2,46%.In perdita Fincantieri, che scende del 2,34%.Soffre GVS, che evidenzia una perdita dell’1,91%.Tra le variabili macroeconomiche di maggior peso:Martedì 10/05/202201:30 Giappone: Spese reali famiglie, mensile (atteso 2,6%; preced. -2,8%)10:00 Italia: Produzione industriale, mensile (atteso -1,9%; preced. 4%)10:00 Italia: Produzione industriale, annuale (atteso 1,3%; preced. 3,4%)11:00 Germania: Indice ZEW (atteso -42 punti; preced. -41 punti)Mercoledì 11/05/202203:30 Cina: Prezzi produzione, annuale (atteso 7,8%; preced. 8,3%). LEGGI TUTTO