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    Sciuker Frames, non si ferma il rally: titolo su nuovi massimi

    (Teleborsa) – Non accenna a fermarsi il rally di Sciuker Frames, gruppo quotato su Euronext Growth Milan e attivo nella produzione di finestre ecosostenibili e nella realizzazione di interventi di riqualificazione energetica. Il titolo ha nuovamente aggiornato i massimi storici e mostra oggi una variazione positiva del 7% a quota 9,34 euro per azione, in controtendenza rispetto alla debolezza generalizzata delle borse globali. Le azioni della società campana hanno guadagnato oltre il 230% da inizio anno, grazie a risultati finanziari in miglioramento, annunci di espansione e giudizi positivi degli analisti.A metà ottobre ha comunicato un backlog dell’intero gruppo pari a 173,1 milioni di euro, pochi giorno dopo che il CdA ha approvato le linee guida del Piano Industriale 2021-2024 e annunciato di stare studiano il passaggio su Euronext STAR Milan. Il board ha anche dato il via libera a un investimento da 10 milioni di euro per raddoppiare la capacità produttiva del gruppo. Il 10 novembre è poi arrivata la firma del contratto preliminare di compravendita avente ad oggetto il 60% di Teknika, società attiva nella produzione di zanzariere, avvolgibili e monoblocchi termoisolanti 100% Made in Italy.A contribuire al rally anche alcuni report degli analisti. Intermonte ha iniziato la copertura sul titolo con target price fissato a 15,2 euro per azione e giudizio “BUY”, mentre Banca Profilo ha incrementato il prezzo obiettivo a 15,5 euro (da 14 euro) e mantenuto il giudizio sul titolo a “BUY”.Le implicazioni tecniche assunte avvalorano l’ipotesi di una prosecuzione della giornata in senso positivo con resistenza vista a quota 9,65 e successiva a 10,51. Supporto a 8,793. LEGGI TUTTO

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    Tesoro colloca oltre 4 miliardi di BTP con rendimenti in calo

    (Teleborsa) – Il Tesoro ha collocato oggi oltre 4 miliardi di BTP con una riduzione del costo del finanziamento. Sono stati piazzati 2 miliardi di BTP a 5 anni, a fronte di una domanda pari a circa 3 miliardi, e 2,25 miliardi di BTP a 10 anni, rispetto ad una richiesta di 3k,3 miliardi.Il rendimento del titolo quinquennale è sceso allo 0,19%, in calo di 9 punti base rispetto alla precedente asta, mentre quello del decennale è calato all’1,02%, in calo di 2 punti base rispetto alla precedente asta. LEGGI TUTTO

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    BlackRock mantiene visione rialzista nonostante impatto variante Omicron

    (Teleborsa) – La nuova variante del coronavirus Omicron potrebbe innescare rallentamenti nella crescita globale, peggiorare la propensione al rischio e colpire i settori dei servizi, soprattutto nel breve termine. Nonostante ciò, “per ora preferiamo ancora le azioni, ma cambieremmo la nostra posizione se i vaccini o le cure dovessero rivelarsi inutili. Se sono efficaci, la variante ritarda solo il riavvio dell’attività economica e non prevediamo eventuali ribassi del mercato azionario. Meno crescita ora significa più crescita prossimamente”. È quanto si legge in commento alla situazione dei mercati globali del BlackRock Investment Institute (BII) dal titolo “Staying invested amid new virus strain”.Gli strategist del più grande gestore di fondi al mondo non sono eccessivamente preoccupati per il quadro macroeconomico. “Le campagne di vaccinazione finora si sono dimostrate efficaci e versatili. Sarebbe un punto di svolta se il nuovo ceppo compromettesse in modo significativo l’efficacia del vaccino e mettesse in discussione la ripresa, ma non ci sono ancora prove di ciò – si legge nel rapporto – Le restrizioni dei governi saranno più leggere e mirate rispetto ai precedenti lockdown e il loro effetto sull’attività economica è diminuito man mano che il mondo si è adattato” alla nuova normalità.Anche JPMorgan Chase e UBS Global Wealth Management sono tra società d’investimento che raccomandano ai clienti di rimanere investiti in azioni con il rally destinato a continuare. Gli strategist di queste società contano anche sul sostegno delle banche centrali e dei governi in uno scenario meno favorevole per l’economia globale. LEGGI TUTTO

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    Confartigianato: Fisco è nemico numero uno. Semplificare ridurre tasse”

    (Teleborsa) – “Il fisco è sempre il nemico numero uno”. E’ quanto afferma Confartigianato nel rapporto “Noi R-Esistiamo” elaborato dall’Ufficio studi, in cui si mette in evidenza che paghiamo “troppe tasse”, 17,8 miliardi in più rispetto alla media europea, ed abbiamo una pressione fiscale più alta di 1 punto di PIL rispetto all’UE.. A questo si aggiungono i tempi lunghi della burocrazia fisale. Confartigianato ricorda che in Italia sono vigenti ben 800 norme di carattere fiscale, che si moltiplicano in migliaia di provvedimenti attuativi, costringendo gli imprenditori a dedicare 238 ore l’anno tra scadenze e adempimenti di vario genere (56 ore in più rispetto alla media europea). Di qui l’appello del Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ad avere un sistema con “meno tasse e più semplici da pagare”.Il Presidente ha indicato che l’accordo raggiunto dalla maggioranza rappresenta la “giusta direzione” per aggredire la pressione fiscale e semplificare la vita delle imprese, ma si è mostrato piuttosto critico sul tema Superbonus ed ha affermato che “non si possono cambiare le regole in corsa e senza confronto preventivo creando ansia di precarietà nelle imprese e nei cittadini”. In occasione dell’assemblea annuale, Granelli ha parlato die temi più vari, dai rischi legati ai rincari delle materie prime, soprattutto quelle energetiche che pesano maggiormente sulle PMI, alla necessità di dare “una spinta risoluta alla vaccinazione” per “tenere aperta l’Italia”.Il Presidente di Confartigianato ha auspicato infine una riforma del codice degli appalti che ristabilisca certezza, rapidità, trasparenza ed efficienza nell’esecuzione dei lavori, per superare i gravi ritardi di esecuzione e garantire alle piccole imprese una maggiore quota di appalti, in linea con le altre nazioni europee. LEGGI TUTTO

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    “Hydrogen Joint Research Platform”, università e aziende insieme per la ricerca sull'idrogeno

    (Teleborsa) – Studiare lo sviluppo del vettore energetico che potrà dare un contributo decisivo al raggiungimento dei target climatici globali: l’idrogeno. Con questo obiettivo nasce Hydrogen Joint Research Platform (Hydrogen JRP), piattaforma di ricerca congiunta tra università e aziende creata dalla Fondazione Politecnico di Milano, insieme al Politecnico di Milano e a tre aziende fondatrici Edison, Eni e Snam. Hydrogen JRP è volta a promuovere studi e ricerche innovative su: produzione dell’idrogeno pulito, che comprende l’idrogeno verde e low carbon; soluzioni per il suo trasporto e relativi sistemi di accumulo avanzati; impieghi innovativi di tipo elettrochimico e termico in applicazioni residenziali, industriali e di trasporto; sviluppo di best practice per la progettazione e realizzazione delle infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno.L’intento è dare impulso alla creazione di una filiera idrogeno in Italia, per favorire la competitività delle aziende e la crescita di imprese high tech. Hydrogen JRP è aperto a tutte le imprese che vogliono sperimentare, con il supporto della prima università tecnica italiana e dei suoi laboratori, la ricerca e lo sviluppo di prodotti e servizi sull’idrogeno. Per aumentarne l’impatto la piattaforma si avvarrà di un advisory board, organo di consulto strategico, che coinvolgerà i principali stakeholder istituzionali anche internazionali, per creare interesse e attrarre investimenti. Hydrogen JRP vuole cogliere la sfida della ricerca sull’idrogeno per costruire un ecosistema dell’innovazione. Saranno confermate nei prossimi mesi le adesioni al JRP di altre aziende interessate allo sviluppo della filiera dell’idrogeno. La struttura della piattaforma prevede che i soci stessi, a seconda del loro livello di adesione, propongano temi di ricerca verticali che favoriscano la creazione di know-how per l’industria italiana del settore.”La transizione energetica è tra le più grandi sfide dei nostri tempi. Sono due – ha precisato Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano – i concetti chiave sui quali dobbiamo insistere: il rafforzamento di un percorso politico, di allineamento con le direttrici europee, che si basa su una fase di accompagnamento del sistema industriale; lo sviluppo di ricerca e formazione per posizionarci come punto di riferimento in termini tecnologici all’interno panorama internazionale. Perché questo accada abbiamo bisogno di tracciare un progetto comune che vede l’università al fianco delle imprese. Ecco perché Hydrogen Joint Research Platform, che oggi avviamo grazie alla partecipazione, alla capacità di ascolto e di innovazione di tre grandi imprese del settore, deve poter estendersi il più possibile al tessuto produttivo”.”Nella rivoluzione green europea l’idrogeno giocherà un ruolo importante, si tratta di un vettore energetico flessibile e potenzialmente ad impatto ambientale zero – ha dichiarato Andrea Sianesi, presidente Fondazione Politecnico –. Il governo italiano, inoltre, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha riservato un ruolo rilevante proprio all’idrogeno per fare fronte alle esigenze di progressiva decarbonizzazione in vari settori. Come Fondazione Politecnico e in linea con la nostra missione di fare da ponte tra Accademia e tessuto produttivo, abbiamo ritenuto fosse strategico creare un centro di ricerca congiunto per favorire la costituzione di una filiera industriale associata allo sviluppo dell’idrogeno, che potesse contare sulla prima università tecnica italiana e su alcune delle più importanti imprese nel campo dell’energia per favorire l’innovazione, ma anche puntare su una ricerca d’eccellenza e su un trasferimento tecnologico efficace e di impatto per lo sviluppo del sistema paese”. “L’idrogeno – ha affermato Giovanni Brianza, executive vice president Energy & Environmental Services Market di Edison – è un vettore energetico fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione nel settore dei trasporti e dell’industria hard to abate. La grande sfida oggi è accelerarne lo sviluppo per renderlo economicamente sostenibile e per dare vita a una nuova filiera industriale che agisca da volano per l’economia italiana e affermi il valore delle nostre competenze a livello internazionale. Con la piattaforma di ricerca Hydrogen JRP con Politecnico di Milano, Eni e Snam, poniamo le basi per un importante lavoro comune e confermiamo il ruolo fondamentale che Edison ha nel settore dell’idrogeno e il suo impegno nel supportarne la ricerca e sviluppo”.”La ricerca e sviluppo è uno dei pilastri su cui poggia la strategia di Eni volta al completo abbattimento delle emissioni di processi industriali e prodotti, nonché la chiave per una transizione energetica equa e di successo – ha commentato Francesca Zarri, direttore Technology, R&D e Digital di Eni –. Questo progetto si inserisce nella rete di collaborazioni con i migliori Atenei e Centri di ricerca nazionali e internazionali che Eni sta sviluppando con l’obiettivo di accelerare l’industrializzazione di tecnologie innovative in ambito decarbonizzazione e rinnovabili”.”Con l’adesione a Hydrogen JRP, Snam – ha dichiarato Cosma Panzacchi, executive vice president Hydrogen di Snam – mira a contribuire alla crescita del sistema di ricerca e sviluppo per potenziare la filiera italiana dell’idrogeno con l’obiettivo di accelerarne la diffusione, anche grazie alle infrastrutture esistenti, e dare impulso alla transizione energetica. Questa iniziativa è in linea con l’impegno di Snam a supportare le tecnologie più promettenti dell’ecosistema idrogeno, attraverso progetti quali l’Hydrogen Innovation Center avviato in collaborazione con alcuni dei più importanti atenei italiani, come il Politecnico di Milano, e HyAccelerator, primo programma di accelerazione per startup dell’idrogeno gestito da un’azienda a livello globale”. LEGGI TUTTO

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    Future USA negativi. Wall Street pessimista su impatto variante Omicron

    (Teleborsa) – Dopo un parziale rimbalzo dai crolli di venerdì scorso per il timore della variante Omicron, i future USA indicano che il mercato americano dovrebbe tornare a perdere terreno nella giornata odierna. Nonostante non ci siano dati certi sul fatto che la variante scoperta in Sudafrica sia più contagiosa o in grado di bucare la protezione offerta dai vaccini, gli investitori globali sono stati allarmati dalle parole del CEO di Moderna: Stéphane Bancel ha affermato che i vaccini esistenti potrebbero essere meno efficaci nell’affrontare la variante Omicron rispetto ai precedenti ceppi di Covid-19.Il contratto sul Dow Jones lascia sul terreno l’1,16% a 34.727 punti, mentre quello sullo S&P 500 mostra un ribasso dello 0,91% a 4.613 punti. Il derivato sul Nasdaq segna un -0,49% a 16.317 punti.Sul fronte macroeconomico, prima dell’apertura del mercato la Federal Housing Finance Agency e Standard & Poor’s diffondono i loro indicatori sull’andamento del mercato immobiliare residenziale statunitense. Dopo l’Opening Bell si conosceranno il sentiment delle aziende manifatturiere dell’area di Chicago e la fiducia dei consumatori nelle attività economiche a livello nazionale.Tra i titoli sotto osservazione ci sono Regeneron (ha detto che i suoi farmaci contro la Covid-19 potrebbero essere meno efficace contro la nuova variante), Twitter (nella giornata di ieri il CEO Jack Dorsey ha rassegnato le dimissioni), Meta (l’antitrust le ha chiesto di vendere Giphy), Dollar Tree e SolarEdge (downgrade da parte degli analisti), Beyond Meat e Oatly (HSBC ha iniziato la copertura con giudizio “reduce”). LEGGI TUTTO

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    Borse europee negative. Focus su variante e inflazione

    (Teleborsa) – Pioggia di vendite sui principali mercati del Vecchio Continente. Anche Piazza Affari è oggetto di vendite, anche se con perdite minori, con il principale indice della Borsa milanese che segna una perdita mensile vicina al 4%. Gli investitori sono concentrati sugli sviluppi della variante Omicron e sulle ultime letture dei prezzi al consumo dell’Eurozona. Sul primo fronte, sono state le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel, a far sprofondare i mercati: il CEO prevede che i vaccini esistenti saranno meno efficaci nell’affrontare la variante Omicron rispetto ai precedenti ceppi di Covid-19. Sul fronte dell’aumento dei prezzi, l’Istat ha comunicato un’inflazione ai massimi da 13 anni a novembre, mentre l’Eurostat ha registrato l’aumento più consistente da quando è stata introdotta la moneta unica.L’Euro / Dollaro USA prosegue gli scambi con un guadagno frazionale dello 0,54%. L’Oro mostra un timido guadagno, con un progresso dello 0,45%. Giornata da dimenticare per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che scambia a 68,26 dollari per barile, con un ribasso del 2,42%.Invariato lo spread, che si posiziona a +129 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si attesta allo 0,91%.Tra gli indici di Eurolandia si concentrano le vendite su Francoforte, che soffre un calo dell’1,11%, vendite su Londra, che registra un ribasso dello 0,73%, e seduta negativa per Parigi, che mostra una perdita dello 0,89%.Segno meno per il listino milanese, in una sessione caratterizzata da ampie vendite, con il FTSE MIB che accusa una discesa dello 0,86%; sulla stessa linea, vendite diffuse sul FTSE Italia All-Share, che continua la giornata a 28.293 punti.Negativo il FTSE Italia Mid Cap (-0,8%); sulla stessa tendenza, in lieve ribasso il FTSE Italia Star (-0,48%).In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo DiaSorin (+3,57%), Recordati (+1,31%) e Unicredit (+1,27%).Le più forti vendite, invece, si manifestano su Stellantis, che prosegue le contrattazioni a -2,42%.Lettera su Tenaris, che registra un importante calo del 2,40%.Sotto pressione ENI, che accusa un calo del 2,07%.Affonda Banca Mediolanum, con un ribasso del 2,03%.Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Brembo (+2,10%), Bff Bank (+1,78%), Saras (+1,22%) e Fincantieri (+1,20%).Le più forti vendite, invece, si manifestano su Ferragamo, che prosegue le contrattazioni a -4,14%.Crolla Webuild, con una flessione del 3,30%.Vendite a piene mani su Banca Popolare di Sondrio, che soffre un decremento del 3,26%.Pessima performance per De’ Longhi, che registra un ribasso del 3,21%. LEGGI TUTTO

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    Banca Cesare Ponti (gruppo Carige) emette il primo certificate

    (Teleborsa) – Banca Cesare Ponti, l’area specializzata in Wealth Management del Gruppo Carige, ha dato avvio al collocamento della prima emissione di certificate quotati sui mercati regolamentati. Il collocamento inizia oggi e si concluderà il 16 dicembre 2021. L’emissione di certificates viene descritto come il completamento del panorama dei servizi offerti da Banca Cesare Ponti che, a oggi, include, fra le altre, l’attività storica di private banking, l’attività di fabbrica prodotto per le gestioni patrimoniali, l’advisory finanziaria, i servizi di consulenza non finanziaria e il Ponti Lab per la ricerca dei migliori gestori dei fondi d’investimento.”Il modello della nuova struttura di Wealth Management del Gruppo Carige trova le sue radici nel profondo rapporto di fiducia tra banchiere e cliente, frutto dell’attenzione e del profondo rispetto che le donne e gli uomini della Banca sanno porre alle esigenze di tranquillità e sicurezza dei propri clienti”, ha commentato Francesco Guido, amministratore delegato del Gruppo Carige.”È necessario seguire veramente i clienti a livello personale, con un rapporto diretto come lo è sempre stato nella boutique finanziaria di Banca Cesare Ponti – ha aggiunto Maurizio Zancanaro, amministratore delegato di Banca Cesare Ponti – L’obiettivo è sempre lo stesso: conservare il patrimonio del cliente aiutandolo nelle sue scelte di investimento e mettendo a sua disposizione la miglior gamma di servizi offerti dal mercato”. Banca Cesare Ponti impiega 130 bankers e gestisce masse per circa 8 miliardi di euro attraverso 29 filiali distribuite sul territorio nazionale: 2 di Banca Cesare Ponti (Milano e Genova) e le restanti di Carige (26) e Banca del Monte di Lucca (1). LEGGI TUTTO